Storia dell’uovo di Pasqua

Per la sua forma particolare ha sempre rivestito un ruolo unico, quello del simbolo della vita, ma anche del mistero e della sacralità.

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L’uovo di Pasqua è sicuramente il simbolo che in Italia rappresenta per eccellenza la festa religiosa della Resurrezione di Cristo, ma quale è la storia e l’origine di questo accostamento?

L’uovo di Pasqua nella storia

Per la sua forma perfetta, la consistenza, la capacità di generare una vita nuova, l’uovo ha sempre rivestito un carattere quasi magico sin dai tempi remotissimi.
In alcune credenze pagane, il cielo e la terra erano ritenuti due metà dello stesso uovo per cui all’origine stessa della vita.
Pensate che già presso le popolazioni Persiane, i Greche e Cinesi, era uso scambiarsi uova di gallina all’avvento della stagione primaverile, così come nell’antico Egitto le uova decorate erano scambiate all’equinozio di primavera, che segnava l’inizio del nuovo anno.

L’uovo era visto come simbolo di fertilità e considerato quasi magico, poiché inspiegabile, per quei tempi, la nascita di un essere vivente da un oggetto così particolare. Proprio per i poteri speciali che gli si attribuivano, venivano interrate sotto le fondamenta degli edifici per tenere lontano il male, venivano portate in grembo dalle donne in gravidanza per scoprire il sesso del nascituro e le spose vi passavano sopra calpestandole prima di entrare nella loro nuova casa.

Presso l’antica Roma si usava dire:”Omne vivum ex ovo” (ogni vita proviene dall’uovo) e i contadini avevano la consuetudine di seppellire un uovo dipinto di rosso nei campi per propiziarsi un buon raccolto.

Dunque da sempre l’uovo è stato considerato un efficace simbolo di fertilità, purezza, rinascita e anche portatore di forza, perché contiene i semi della vita. Questo simbolo si legò strettamente alla festa della Pasqua e la Chiesa cristiana non si oppose. Per i cristiani l’uovo non è solo vita, ma raffigura la rinascita della vita oltre la morte.

Le uova di Pasqua nella tradizione

Uovo Faberge
Uovo di Peter Carl Fabergé

Nel corso dei secoli, regalare un uovo per Pasqua è diventata una tradizione sempre più consolidata.

Nei paesi poveri l’uovo è rimasto quello della gallina, così come si usa fare per Pasqua nei paesi di rito bizantino: a Piana degli Albanesi per Pasqua, per esempio, vengono regalate uova sode dipinte di rosso, che è il colore regale di Gesù Risorto.

Nelle culture Occidentali, l’usanza ha modificato la tipologia dell’Uovo da regalare che in certi ambienti è diventato un oggetto decorato alcune volte con elementi preziosi. Quest’uso va molto indietro nel tempo, ma le uova più famose furono sicuramente quelle del famoso orafo Peter Carl Fabergé che nel 1883 ricevette dallo zar Alessandro, la commissione per la creazione di un dono speciale per la zarina Maria.

Il primo Fabergé fu un uovo di platino smaltato bianco che si apriva per rivelare al suo interno un piccolo pulcino d’oro e una miniatura della corona imperiale. Gli zar ne furono così entusiasti che ordinarono all’orafo di prepararne uno ogni anno.

Più semplice e commerciale invece la direzione che ha preso la tradizione dell’uovo di Pasqua in ambienti più popolari: dagli inizi del XX secolo l’uovo è diventato un dolce di cioccolata con un regalo al suo interno. Una trovata commerciale che ha riscontrato un successo straordinario che per la maggior parte delle persone ha soppiantato il carattere religioso della festa.

Maria Floriti

 

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Maria Floriti
Maria Floriti
Donna eclettica e versatile, dai fornelli alle ricerche sulle storie e tradizioni più curiose della nostra città.

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