Il curioso culto di San Guineforte, il Santo Cane venerato anche in Sicilia

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In pochissimi conoscono la storia di San Guineforte, un santo francese vissuto all’inizio del XIII secolo, che fu ucciso ingiustamente perché ritenuto responsabile della morte di un bambino, che invece aveva salvato.
La curiosità? San Guineforte era un cane, un levriero per la precisione.

Nonostante le opposizioni della Chiesa, il culto di questo eroe a quattro zampe, si diffuse presto in tutta la Francia, nel nord Italia e persino nella Sicilia Angioina.

Scopriamo questa incredibile storia.

La Leggenda di San Guineforte

San Guineforte, conosciuto anche come Guinefort, è un levriero vissuto nel XIII secolo nella regione di Lione, in Francia.

Guineforte era il fedele cane di un nobile cavaliere. Un giorno, il padrone dovette lasciare il suo castello, lasciando il suo neonato sotto la protezione del cane. Durante l’assenza del cavaliere, una vipera entrò nella stanza del bambino. Guineforte, percependo il pericolo, attaccò e uccise la vipera per proteggere il neonato.

Quando il padrone tornò a casa, trovò la stanza in disordine, la culla rovesciata e Guineforte con le fauci insanguinate. Temendo il peggio, il cavaliere pensò che il cane avesse ucciso il bambino e, in un impeto di rabbia e dolore, trafisse Guineforte con la sua spada. Solo dopo aver ucciso il cane, l’uomo scoprì il bambino illeso sotto la culla e la vipera morta accanto a lui. Realizzò allora che Guineforte aveva sacrificato la sua vita per salvare il bambino.

Il culto del Santo Cane

Profondamente pentito per aver ucciso il suo fedele compagno, il cavaliere seppellì Guineforte in un boschetto vicino al castello. La notizia del sacrificio del cane si diffuse rapidamente tra i contadini locali, che iniziarono a venerare Guineforte come un santo. La sua tomba divenne un luogo di pellegrinaggio, soprattutto per le madri che portavano i loro bambini malati nella speranza di guarigioni miracolose.

I pellegrini che visitavano la tomba di Guineforte seguivano un rituale specifico. Le madri immergevano i loro bambini nelle acque del fiume Chalaronne, vicino alla tomba del cane, e offrivano sale e altri oggetti come segno di devozione. Si credeva infatti, che Guineforte avesse il potere di guarire i bambini malati e di proteggerli dai pericoli, tanto da essere presto proclamato santo patrono degli infanti.

La Chiesa cattolica, tuttavia, non vedeva di buon occhio questo culto. Stefano di Borbone, un inquisitore domenicano, condannò fermamente la venerazione di Guineforte, definendola eretica e diabolica. Egli ordinò di riesumare il corpo del cane e di bruciarlo, distruggendo anche il santuario che era stato eretto in suo onore. Nonostante questi sforzi, la devozione popolare per San Guineforte continuò a prosperare, anche al di fuori dei confini francesi.
La sua leggenda si diffuse anche in altre regioni, tra cui l’Italia settentrionale, dove alcune chiese furono dedicate al cane santo. In questi luoghi, San Guineforte era invocato come protettore dei bambini e la sua leggenda continuava a essere tramandata di generazione in generazione.

Contrariamente ad altri curiosi culti medievali, la sua popolarità non tramontò con il passare del tempo, la venerazione di San Guineforte continuò per 700 anni, fino a quando non fu ufficialmente abolita dalla Chiesa cattolica negli anni ’30 del XX secolo, sebbene si sappia di alcune pratiche per la guarigione di bambini malati, svolte addirittura fino agli anni ‘70.

Il culto di San Guineforte in Sicilia

Sebbene non si abbia notizia di chiese e santuari costruiti in onore di San Guineforte in Sicilia, il culto del Santo Cane era molto sentito tra i soldati francesi presenti sull’isola durante il periodo angioino.

In particolare si racconta di alcuni riti devozionali svolti in un accampamento militare, dove un comandante proveniente dalla regione di Lione, avesse eretto un piccolo altare in onore di San Guineforte, e che si recasse lì ogni sera a pregare per il figlio piccolo che lo aspettava in patria. Ben presto anche altri soldati si unirono a lui, chiedendo grazie ed intercessioni per le loro famiglie lontane.

Il culto del cane santo tuttavia non fece in tempo a prendere piede tra il popolo siciliano, visto il forte sentimento antifrancese dell’epoca e lo scoppio della Guerra del Vespro, che si concluse con la cacciata degli angioini e delle loro tradizioni.

Fonti: Wikipedia.org – Saint Guinefort
C. Dickey – A Faithful Hound – Laphams Quarterly
La légende de Saint Guignefort – association-saint-guignefort.fr

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

1 COMMENTO

  1. Interessante. Ci sono documenti che attestino “…avesse eretto un piccolo altare in onore di San Guineforte, e che si recasse lì ogni sera a pregare per il figlio piccolo che lo aspettava in patria. Ben presto anche altri soldati si unirono a lui, chiedendo grazie ed intercessioni per le loro famiglie lontane”?

    Grazie

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