Una sanguinosa faida nella Sicilia del ‘500

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Abbiamo già parlato della tragedia quasi shakespeariana di Andonza e Bello pede, che diede vita ad una cruenta faida che vide contrapporsi due delle più importanti famiglie siciliane dell’epoca (potete leggere l’articolo qui).

Adesso è giunto il momento di conoscere il seguito della storia, ovvero quello che accadde molti anni dopo, quando le stirpi dei Barresi e dei Santapau sembravano aver seppellito l’ascia di guerra, tornando ad intessere rapporti di interesse ed amicizia.

Il preambolo

Aldonza e Bello pede

Come già raccontato nell’articolo succitato, questa storia ebbe inizio intorno al 1470, quando donna Aldonza Santapau sposò il barone Antonio Barresi, sancendo l’unione tra queste due importanti famiglie.
La svolta arrivò nel 1473, quando di ritorno dalla guerra, il barone riceve una lettera che lo informa dell’infedeltà della giovane moglie con Pietro Caruso, suo uomo di fiducia ma famoso per le sue doti da gran seduttore e impareggiabile ballerino (da qui il soprannome Bello pede).

Tornato in gran fretta nelle sue terre, il barone Barresi torturò Bello pede tentando di estorcergli una confessione, che però non arrivò mai, nemmeno quando alla fine decise di ucciderlo barbaramente, facendolo trascinare per le strade da un cavallo, fino a giungere a casa della madre, perché potesse piangerlo.

Anche donna Aldonza intanto fu catturata e interrogata, negando fermamente ogni accusa. La sua famiglia, i Santapau, apprendendo la notizia della sua prigionia, inviarono subito degli emissari a prelevarla su ordine del viceré, tuttavia quando arrivarono scoprirono che era già morta strangolata.

Le indagini condotte portarono i sospetti sui fratelli di Antonio Barresi, che forse in cerca di vendetta avrebbero architettato tutto il piano, riportando prove false sull’adulterio. Questo scatenò ulteriormente la sete di vendetta dei Santpau.
Entrambe le famiglie furono esiliate dal viceré, nel tentativo di evitare una guerra tra le due fazioni, tuttavia uno dei fratelli Barresi fu ucciso in un agguato prima poter lasciare l’isola. Il suo assassino, Giovanni Santapau, seppur condannato al patibolo riuscì a fuggire, facendo perdere le proprie tracce.

Circa 50 anni dopo…

Come si sa, il tempo è la miglior medicina e qualche tempo dopo le due famiglie furono autorizzate a rientrare in Sicilia e riprendere il controllo dei loro beni. Molti anni sono passati dalla vicenda, e ormai quasi nessuno sembra ricordare la triste fine di Aldonza e Bello pede.

I Barresi e i Santapau hanno grandi interessi in comune, una faida per vecchie storie non serve proprio a nessuno. I rapporti iniziano a distendersi.
Le famiglie ricominciano prima a salutarsi, poi addirittura a frequentarsi, invitandosi reciprocamente alle proprie feste. Ma c’era ancora del fuoco che covava sotto la cenere degli ampi sorrisi e degli eventi mondani.

Passò ancora qualche anno, quando don Ponzio Santapau decise di mettere in atto il suo diabolico piano. Iniziò a mostrarsi molto gentile con il giovane don Gerolamo Barresi, invitandolo spesso nel suo palazzo, di cui divenne ben presto un frequentatore abituale. Durante le sue visite, era sempre presente la bellissima Antonia Santapau, figlia di Ponzio. Ben presto i due si innamorarono perdutamente.

Deciso a sposare la ragazza, don Gerolamo andò a parlare con il futuro suocero, per chiedere la mano della figlia. Don Ponzio, che ovviamente si aspettava questa mossa, si finse molto felice di questa unione, ma pretese che anche il padre del ragazzo acconsentisse. Il padre era don Matteo Barresi, cugino di quell’Antonio Barresi che con le sue azioni aveva scatenato quella vecchia faida.

Come previsto da Ponzio, don Matteo si oppose fermamente. I rapporti tra le famiglie erano più sereni, ma autorizzare un simile matrimonio era davvero troppo.
Il dissenso divenne diverbio e il giovane decise di rompere i rapporti col padre e sposarsi ugualmente con Antonia Santapau.
Pochi giorni dopo il matrimonio, don Matteo venne trovato morto nel suo letto. Ucciso.

L’omicidio appare misterioso, difficile da ricostruire, senonché al viceré arriva una provvidenziale, quanto prevedibile, soffiata anonima. Don Matteo è stato fatto uccidere dal figlio, don Gerolamo Barresi.

Arrestato e interrogato il giovane confessa e viene condannato a morte. La famiglia Barresi tentò fino all’ultimo di ottenere il rilascio del loro rampollo, offrendo al viceré donazioni enormi, addirittura spropositate. Ma fu tutto inutile, questa storia poteva finire in un solo modo.
Il 13 febbraio 1556 don Gerolamo fu decapitato a Palermo. La vendetta dei Santapau era finalmente servita.

Fonti: S. Spoto, I Gattopardi, Storie, Passioni, Misteri e intrighi dell’aristocrazia di Sicilia, Newton Compton Editori, Roma 2007
C. Santillo, Donna Aldonza di Santapau, una pagina di sangue del 1400, in academia.edu

Foto by: Depositphotos

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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