Una visita a Noto, perla del Barocco Siciliano

Autore:

Categoria:

Aiutaci a far crescere la pagina con un semplice clic sul pulsante...Grazie

25,584FansLike
1,315FollowersSegui
633FollowersSegui

Noto, in provincia di Siracusa, è una cittadina che lascia incantati i visitatori con la sua architettura barocca che la rende unica al mondo. Non a caso, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2002, per cui è una tappa obbligatoria per chiunque visiti la Sicilia orientale.

La storia di Noto è molto antica

Le origini di Noto risalgono all’antichità, circa 4000 anni fa. Tuttavia non era questa la sua collocazione originale: un tempo, la cittadina era situata circa 8 chilometri a nord dell’attuale sede, sul monte Alveria che domina la piana. I suoi abitanti, abili agricoltori e artigiani, prosperarono grazie alla fertilità della terra e agli scambi commerciali con altre città della Sicilia. 

Nel corso dei secoli, Noto subì l’influenza di diverse culture: Greci, Romani, Bizantini, Arabi e Normanni si avvicendarono al potere, lasciando un segno indelebile nel tessuto urbano e nella cultura della città.

Il terremoto del 1693 e la rinascita barocca

Il suo destino cambiò radicalmente nel 1693, quando un devastante terremoto rase al suolo gran parte della Sicilia orientale. Noto Antica fu completamente distrutta, e i suoi abitanti furono costretti a ricostruire la città in una nuova posizione, più a sud.

La nuova Noto fu progettata secondo i canoni del barocco siciliano, diventando presto un simbolo della rinascita e della vitalità della Sicilia.

Quel che resta di Noto Antica, con i ruderi del castello, dei palazzi e delle chiese e le suggestive grotte in cui erano attive antichissime concerie medievali, meritano senz’altro una visita. Con l’opportunità naturalistica di una breve escursione nella vicina Cava Carosello, un canyon attraversato dal fiume Asinaro che si conclude in un laghetto d’acqua pensile molto pittoresco. 

Il centro storico di Noto è un museo a cielo aperto

Noto - Porta reale
Porta Reale o Ferdinandea

Ma andiamo al presente con una visita a questa straordinaria cittadina: passeggiare per le vie di Noto è come immergersi in un museo a cielo aperto. Si giunge attraversando una ampia villa comunale con un bel viale alberato che immette nell’ingresso al centro storico attraverso la trionfale porta Reale o Ferdinandea, realizzata verso la metà dell’800 in onore di Re Ferdinando II di Borbone. Poi si prosegue lungo la strada principale dove, tra locali, bar famosi e ristoranti caratteristici, si aprono a destra e sinistra palazzi nobiliari, chiese barocche, fontane ornate e piazze ampie, in un continuo gioco di luci e ombre, esaltato dal tipo di pietra giallo rosacea che è stata utilizzata dai suoi progettisti.

Secondo lo stile del barocco siciliano, e per appianare i tanti dislivelli, le chiese più importanti sono precedute da sontuose scalinate che aprono la vista a facciate impreziosite da ricche decorazioni, che mantengono tuttavia una certa compostezza.
Questo fa di Noto un esempio unico e particolare del barocco siciliano. con un unicum architettonico presente praticamente in tutte le costruzioni più importanti della cittadina siciliana. Non elementi barocchi isolati all’interno del contesto urbano ma un insieme di opere tutte legate tra di loro che le conferiscono a pieno il titolo di “città barocca”.

Monumenti simbolo di Noto

Ogni angolo del centro storico di Noto propone un elemento architettonico che merita attenzione. I più importanti si trovano lungo il corso Vittorio Emanuele che attraversa il cuore della cittadina. Percorriamolo assieme!

Noto- chiesa di San Francesco all'Immacolata
Complesso monumentale della Chiesa di San Francesco all’Immacolata

Percorse poche decine di metri nel corso principale, ecco che troviamo alla sinistra una pittoresca piazza con la grande scalinata che porta alla splendida facciata della chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata con l’annesso convento dei frati francescani conventuali. Il complesso fu costruito fra il 1704 e il 1745 su progetto degli architetti Vincenzo Sinatra e Rosario Gagliardi. La facciata presenta due ordini di paraste con capitelli corinzi ed un timpano. Al centro, un elegante portale barocco con colonne scolpite a motivi fogliati è sormontato da un timpano spezzato e una nicchia decorativa. Ai lati, due nicchie incorniciate da colonne e timpani arcuati accentuano l’aspetto decorativo dell’insieme. L’interno è a navata unica con diverse opere pittoriche e monumenti funebri dedicati a esponenti di diverse famiglie nobiliari netine.

A seguire, l’imponente ex monastero del Santissimo Salvatore con la relativa chiesa che si affaccia sulla piazza del duomo.
A sinistra, di fronte al monastero si apre la Chiesa di Santa Chiara, progettata da Rosario Gagliardi intorno al 1730 e completata nel 1758 con la sua pianta ellittica che segue il modello delle chiese romane del Cinquecento e Seicento. È annesso alla chiesa il monastero, oggi adibito a sede museale.

Pochi metri ancora ed ecco che si apre la grande e ariosa piazza del Duomo con la grande scenografica Cattedrale dedicata a San Nicolò, vescovo di Mira: un capolavoro dell’architettura barocca.
Si distingue per la sua facciata monumentale, ricca di sculture e decorazioni che si apre sopra una solenne scalinata. Il monumento religioso fa parte dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO  ed è il risultato di una serie di ricostruzioni avvenute tra il XVII e il XIX secolo, sotto la guida dei principali esponenti del barocco netino: Rosario Gagliardi, Paolo Labisi e Vincenzo Sinatra.

Gravemente danneggiata dal crollo della cupola e di due navate nel 1996, la cattedrale è stata riaperta al culto nel 2007 profondamente rinnovata al suo interno con moderni affreschi del pittore russo Oleg Supereko, che coprono la cupola ed i pennacchi. L’interno della chiesa ha una pianta a croce latina con tre navate, di cui quella centrale più ampia. Nella cappella di fondo della navata destra è custodita la preziosa arca cinquecentesca in legno rivestito d’argento contenente le spoglie di San Corrado Confalonieri, patrono della città e della diocesi di Noto (che forse non fu mai proclamato santo).

Potremmo continuare ancora per molto, ma i capolavori di cui parlare sarebbero ancora troppi. Completiamo il patrimonio architettonico religioso lungo il corso principale, con la sontuosa chiesa di San Domenico.
La chiesa è dedicata alla Santissima Annunziata, ed è considerata la più compiuta realizzazione del barocco netino. Fu edificata come chiesa conventuale dei Padri Domenicani tra il 1703 e il 1727 su progetto dell’architetto Rosario Gagliardi. La facciata tipicamente barocca, presenta  due ordini, il primo ordine dorico e il secondo ionico, con la parte centrale che sporge  verso la strada in forma convessa. L’interno, a tre navate, segue una pianta a croce greca con cinque cupole riccamente decorate da stucchi e altari laterali con dipinti settecenteschi.

Tra le opere civili ricordiamo il Palazzo Nicolaci di Villadorata, che è uno dei palazzi più belli di Noto, esempio perfetto del barocco netino. La facciata, riccamente decorata, si affaccia su una stretta via, famosa per l’infiorata che ogni anno vi viene allestita.

Palazzo Ducezio: Sede del Municipio, è un edificio imponente che si affaccia su Piazza di fronte al duomo di Noto.
Il palazzo fu progettato dall’architetto Vincenzo Sinatra nel 1746, ispirandosi a palazzi francesi del XVII secolo. Tuttavia, la costruzione fu completata solo nel 1830. La facciata convessa del palazzo è caratterizzata da venti arcate sorrette da colonne con capitelli ionici nella parte inferiore, e grandi finestre rettangolari nella parte superiore. All’interno, la “Sala degli specchi” è particolarmente degna di nota. Si tratta di un salone ovoidale arredato con mobili in stile Luigi XV e grandi specchi scolpiti, mentre sulla volta della sala è presente un affresco neoclassico del pittore Antonio Mazza, che raffigura la leggendaria fondazione di Noto da parte del condottiero siculo Ducezio.

Eventi e tradizioni

Noto è una città ricca di tradizioni e feste popolari che animano l’anno. Ricordiamo in particolare

  • Infiorata: si svolge la terza domenica di maggio. La via Nicolaci viene ricoperta da un tappeto di fiori diviso in riquadri raffiguranti disegni a tema che cambiano ogni anno. 
  • Festa di San Corrado: San Corrado Confalonieri fu un eremita che la tradizione ritiene sia morto nel 1351 nella grotta in cui aveva vissuto per anni, in una Valle vicino a Noto, dove oggi sorge la “Chiesa dell’Eremo fuori le mura”. Il 19 febbraio, giorno della sua morte, si tiene la festa patronale. La celebrazione prevede una processione con l’urna argentea contenente le spoglie del santo, portata per le vie del paese. Ogni dieci anni, la processione raggiunge la grotta originaria, percorrendo circa 10 km durante la notte.

Ricordiamo che pur essendo in una zona collinare, la costa dista pochi chilometri offrendo spiagge organizzate come il Lido di Noto e le spiagge della vicina Avola, ma anche borghi marinari più selvaggi e isolati come Calabernardo o più protetti come la riserva di Vendicari.

Come arrivare a Noto

Gli aeroporti più vicini sono quelli di Comiso (72 km) e Catania (85 Km).
In autobus si può raggiungere Noto con linee dell’AST che partono da Catania, Siracusa e Ragusa.

Più facile raggiungere Noto in automobile percorrendo l’Autostrada A18 Siracusa-Gela uscita Noto.

Ti è piaciuto? Condividilo con gli amici!

Rimani aggiornato su Telegram

Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbe interessare anche...

Chiesa del Carmine: dentro il cuore di Ballarò

Quante volte, da ragazzo, sono passato davanti al portone della chiesa del Carmine senza accorgermi della sua esistenza? Gli anni della prima adolescenza, quando...

L’arsenale della Regia Marina e il Museo del Mare

Il 24 gennaio 1621, dopo quasi trent’anni dalla costruzione del Nuovo Molo di Palermo, la viceregina Duchessa de Castro posò solennemente la prima pietra...

Il Taglio di Via Roma: storia della nascita di una strada

Avete sentito parlare del “taglio della via Roma”? un termine strano per definire la costruzione di una nuova strada, ma appropriato perché nell’idea di...

Palazzo Bonagia: storia e declino di uno dei più bei palazzi nobiliari palermitani

Palermo è una città speciale, gonfia d'arte e di tesori dove esistono palazzi stupendi con architetture uniche. Uno di questi è palazzo Bonagia di...

Sant’Ignazio all’Olivella, una chiesa sempre più bella

Il turismo di massa è caratterizzato da visite piuttosto panoramiche e, pure quando “guidate”, con uno sguardo che abbraccia insieme più monumenti. I tanti...

Salemi, Capitale d’Italia per un giorno

Anche se pochi lo sanno, in Sicilia si trova la città che fu proclamata prima capitale d’Italia da Giuseppe Garibaldi in persona. Si tratta...