Un viaggio nella Sicilia Occidentale non sarebbe completo senza visitare Erice. Questo incantevole borgo medievale, arroccato sulla cima del monte che porta il suo nome, regala panorami incredibili sul mare, sulle Isole Egadi e sulle verdi distese della Valderice. Ma l’aspetto più suggestivo è passeggiare tra i suoi vicoli lastricati di pietra immergendosi in secoli di storia e leggende, in un’atmosfera che diventa ancora più magica quando la nebbia, nota come “Lupa di Mare o Marina”, avvolge il paese con il suo velo misterioso.
Riconosciuta come “faro di pace del Mediterraneo” e inserita tra i Borghi più Belli d’Italia, Erice è anche sede del prestigioso Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana”, che ne rafforza il profilo culturale e internazionale.
Le sue origini antiche, legate a popoli mitici e alla dea Venere, e la posizione dominante sul mare ne fanno una meta imperdibile per chi cerca un luogo speciale con panorami meravigliosi e un tuffo nella storia siciliana.

Le origini Elime di Erice
Erice ha origini antiche e misteriose, risalenti agli Elimi, una antichissima popolazione proveniente da Segesta, che la fondarono tra il VII e l’VIII secolo a.C. Inizialmente chiamata Iruka, la città era consacrata al culto di Afrodite, divinità che, secondo la leggenda, avrebbe avuto un figlio, Eryx, fondatore del santuario e della città stessa.
Tucidide attribuiva agli Elimi un’origine mista tra profughi troiani e popolazioni indigene siciliane. In ogni modo, il culto della dea dell’amore, venerata sotto diversi nomi dai Fenici, Greci e Romani, rese Erice un centro spirituale di grande rilievo nel Mediterraneo.
Nel periodo cartaginese, greco e romano, la città cambiò nome più volte e, per via della sua posizione strategica sul monte, fu teatro di contese tra Siracusa e Cartagine, fino alla conquista romana nel 241 a.C.
Una volta insediati, i Romani esaltarono il culto della Venere Ericina, citata anche da Virgilio nell’Eneide, e ne rafforzarono il prestigio. Tuttavia, con il declino dei traffici marittimi e l’avvento del cristianesimo, il culto perse importanza.
Dopo la caduta dell’Impero Romano, Erice passò sotto il dominio bizantino e poi arabo, assumendo il nome Gebel-el-Hamed. Con i Normanni, il borgo fu rinominato Monte San Giuliano e visse una rinascita urbanistica e religiosa, tanto che nel XII secolo il viaggiatore arabo Ibn Giubàir la descrisse come una città vivace e attiva.
Il nome Monte San Giuliano rimase fino al 1936, quando fu ripristinato quello di Erice, mentre nel secondo dopoguerra, il territorio di pertinenza fu ridimensionato con la nascita di nuovi comuni.
Dal 1963, Erice è sede del Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana”, fondato dal prof. Antonino Zichichi, che ha valso alla cittadina l’appellativo di “città della scienza”.

Visitare Erice in un giorno: itinerario a piedi
Adesso che conosciamo a sommi capi la sua storia, ecco una piccola guida per scoprire le meraviglie di Erice. Come vedremo, basta una giornata, dal momento che è già sufficiente passeggiare tra i suoi vicoli per apprezzare il fascino di questo borgo.

Le Mura Ciclopiche e Porta Trapani. Iniziate la vostra esplorazione dopo avere raggiunto il parcheggio, davanti alle antiche mura elimo-puniche che avvolgono il perimetro del borgo. Potrete entrare da Porta Trapani, così chiamata perché rivolta verso la città omonima. Le mura sono intervallate da altre due porte: Porta Spada e Porta della Nunziata (o del Carmine), che possono essere visitate per chi ha voglia di camminare.

Il Real Duomo (Chiesa Madre) e la Torre Campanaria (Torre di Re Federico). A pochi passi da Porta Trapani si apre Piazza Matrice, dove sorge l’imponente Duomo di Erice, dedicato alla Vergine Maria Assunta. Costruito nel XIV secolo in stile gotico, ha interni neogotici con richiami arabeggianti e custodisce opere d’arte di pregio.
A fianco si erge la Torre Campanaria, alta 28 metri, un tempo torre di avvistamento. Salendo i suoi 113 scalini potrete godere di una vista straordinaria sui dintorni.

Le Torri del Balio e il Giardino all’Inglese. Attraversando il borgo, incontrerete le due poderose Torri del Balio, antiche strutture difensive normanne, e il magnifico Giardino terrazzato del Balio, voluto e progettato dal Conte Agostino Sieri Pepoli a metà del XIX secolo. Questo parco all’inglese è un’oasi verde con elementi della macchia mediterranea, padiglioni gotici e una fontana. Dal belvedere del giardino si gode una vista spettacolare su Trapani, le sue Saline e le Isole Egadi.

Il Castello di Venere. Ancora più avanti ed eccoci nell’iconico Castello, simbolo di Erice. Edificato dai Normanni nel XII secolo sui resti dell’antico santuario dedicato al culto della dea Afrodite. Qui, la leggenda narra che Enea si fermò per seppellire il padre Anchise.
Potrete ammirare ciò che rimane del Muro di Dedalo e del Pozzo di Venere.
Dal castello, il panorama è semplicemente spettacolare, soprattutto in primavera quando si verifica fenomeno di “Lupa marina” (il nome ha origini antichissime di cui non si conosce il significato. Si tratta di un particolare tipo di nebbia che si condensa sulla cima del monte quando una massa d’aria calda e umida scorre sulla superficie del mare, quando la sua temperatura è ancora relativamente fredda).
Il Quartiere Spagnolo. Non è un quartiere vero e proprio, ma una grande fortificazione-caserma incompiuta del XVII secolo, oggi ospita il “Museo di Arti e Mestieri di Erice”. Offre una vista incredibile sul dirimpettaio Monte Cofano.
Il Polo Museale “A. Cordici”. Per approfondire la storia e l’arte del borgo, potete visitare questo museo, istituito nel 1876 e ospitato nell’ex Convento dei Frati Minori Francescani. È diviso in sezioni archeologica, storico-artistica e di arte contemporanea, con reperti elimo-punici come la Testa di Afrodite e il gruppo marmoreo dell’Annunciazione di Antonello Gagini.

Piazze vicoli e altre Chiese. Erice era un tempo conosciuta come la “città delle 100 chiese”. Concedetevi di perdervi tra i vicoli per scoprire altre chiese come la Chiesa San Giuliano, la Chiesa San Giovanni (con un altro magnifico punto panoramico) e la Chiesa di San Martino. Fate una sosta in Piazza Umberto I (o Piazza della Loggia), il centro della vita cittadina, ammirando i palazzi nobiliari.
Nota: Considerate che le attrazioni di Erice talvolta sono momentaneamente chiuse per lavori di restauro, per cui consultate gli orari e le tariffe se avete intenzione di visitarne qualcuna.
Consigli utili per visitare Erice

Per godervi appieno la vostra visita, tenete a mente questi suggerimenti:
Quanto Tempo Dedicare: Erice non è immensa, lo abbiamo detto, ma per assaporare la sua bellezza e la sua atmosfera, dedicatele almeno mezza giornata abbondante. Se possibile, concedetevi un’intera giornata o, ancora meglio, trascorrete una notte qui. Erice di sera, quando la maggior parte dei turisti di passaggio se ne va, rivela la sua anima più autentica e tranquilla.
Abbigliamento: Data l’altitudine (circa 750 metri sul livello del mare), anche nelle giornate estive più calde, un venticello fresco accarezza il borgo. Portate con voi un maglioncino o una felpa, perché il clima può cambiare rapidamente.
Cosa Mangiare: Erice è anche un paradiso per i golosi! Molti ristoranti offrono possibilità ai turisti di pranzare, ma in ogni caso, non potete lasciare il borgo senza aver assaggiato le famosissime genovesi e altri dolci tipici siciliani reperibili nelle pasticcerie del borgo.
Alloggio: Potete scegliere di alloggiare nel cuore di Erice (ci sono B&B e hotel con terrazze panoramiche) o nella sottostante Valderice o la città di Trapani.
Erice è un luogo che racchiude in sé mille suggestioni e unicità che vale la pena di scoprire. Che scegliate di esplorare il suo ricco patrimonio culturale, di perdervi nella bellezza del suo centro storico, o di lasciarvi rapire dai suoi panorami, Erice saprà conquistarvi con la sua autentica “sicilianità”.
Come raggiungere Erice
Arrivare a Erice è abbastanza semplice: dopo avere raggiunto la città di Trapani ci sono diverse opzioni per godere al meglio il percorso:
- In Auto: Da Trapani potete scegliere tra la strada provinciale SP31 (la più breve) e la strada statale SS131. Potreste percorrerle entrambe, una all’andata e una al ritorno, per ammirare scorci diversi del paesaggio, tra tornanti e punti panoramici.
Una volta arrivati nella vetta, c’è un parcheggio a pagamento lungo le mura esterne della città; in alta stagione, è meglio arrivare di prima mattina per trovare posto. - In Funivia: Per un’esperienza davvero suggestiva e per evitare il problema del parcheggio potreste adoperare la funivia che collega Trapani con il borgo medievale in soli 10 minuti. La stazione di partenza si trova in via Casa Santa a Trapani ed è raggiungibile con i bus urbani (linee 21, 23 o 201/202 nei festivi) o con la vostra auto, per cui sono disponibili due aree di parcheggio a pagamento dedicate. Ricordate che la funivia potrebbe essere chiusa per manutenzione in alcuni periodi, quindi consultate il sito ufficiale per gli orari e le tariffe aggiornate.
- A Piedi: Per gli amanti del trekking, il sentiero panoramico di Sant’Anna offre 5,5 chilometri di bellezza naturalistica, con un dislivello di 661 metri e un tempo di percorrenza di circa 2 ore e 30 minuti, partendo dalla stazione della funivia a Casa Santa.