34 “Lasciare libero lo Scarrozzo”: La storia – “La beneficenza”

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Introduzione

Giorno 20 Novembre 2021, il nostro caro amico Enzo Buffa è venuto a mancare improvvisamente. Pensiamo di fargli cosa gradita continuare a pubblicare i capitoli della storia del gruppo cabarettistico “Lasciare libero lo Scarrozzo”, che lui ci mandava in anticipo. Un modo per continuare a ricordarlo e tenerlo sempre nei cuori di chi lo ha amato.

Chi non è stato almeno una volta ad uno spettacolo di beneficenza?

Per noi è un dovere e un piacere parteciparvi come ospiti per dare una mano alle svariate iniziative che vengono proposte.

Sicuramente il nostro nome è sempre stato associato ad una bella iniziativa “Tutti insieme per Ludovica” che raccoglie fondi per la ricerca di un tumore terribile come il neuroblastoma che si è portato in Cielo questa cara ragazza.
I genitori della stessa unitamente al nostro caro amico Maurizio Midulla ci hanno sempre coinvolto e noi insieme ad altri colleghi del mondo dello spettacolo abbiamo partecipato con grande orgoglio alle tante edizioni che si sono svolte nei teatri più prestigiosi di Palermo e che hanno permesso di raccogliere fondi.

Ma non è nostro costume vantarci per la partecipazione a tantissime altre iniziative di beneficenza, essendo tra l’altro, come ormai ben sapete, un gruppo nato in parrocchia per cui tanti spettacoli sono stati fatti nei meno altisonanti luoghi dove però incontri tantissima bella gente che magari in un teatro non è mai stata, ma che hanno il diritto di avere uno spettacolo con tutti i crismi dedicato a loro.

Ma perché fare una puntata sulla beneficenza, quando il Vangelo stesso che noi amiamo dice di non dare pubblicità alle buone azioni, dicendo che addirittura la mano destra non deve sapere quello che fa la mano sinistra? Proprio perché un anno è successo che ci siamo lasciati prendere la mano.

Chiarisco. Negli anni, come detto, abbiamo partecipato regolarmente a tutti gli spettacoli di beneficenza a cui ci hanno invitato, preoccupandoci poco della finalità. Ebbene un anno ci siamo accorti di aver partecipato a ben 40 spettacoli… La cosa bella era che ci incontravamo tutti i cabarettisti nei vari spettacoli senza nemmeno sapere la finalità, scoprendone alcune davvero incredibili e ormai l’alchimia era: “organizzo uno spettacolo di beneficenza e invito tutti i cabarettisti di Palermo”.
Cosa succedeva quindi? La gente sicuramente riempiva i teatri ma si trovava alle volte prigioniera di Kermesse lunghissime, ogni gruppo o singolo doveva almeno avere uno spazio di un tempo massimo di una decina di minuti, cosa improbabile perché per natura stessa del cabaret il tempo è spesso aleatorio, perché dipende anche dal pubblico, dalla serata, e da tanti fattori che sono controllabili nelle trasmissioni televisive e per nulla controllabili negli spettacoli dal vivo.

Consideriamo che spesso ci trovavamo (non in ordine di importanza ma meramente casuale) noi, i Treeunquarto, Gianni Nanfa, Antonio Pandolfo, Raffaele Sabato e Giorgio Li Bassi, Gigi Burruano, Sperandeo ed Alamia, Giacomo Civiletti, Gustavo Scirè e la sua compagnia, Gino Carista e Caterina Salemi, Ernesto Maria Ponte, I Petrolini, Sergio Vespertino, Li Vigni e Li Vigni, Toti e Totino, Stefano Piazza, Marsala e Noto, Giulio Gioè ed altri amici della Carovana Stramba come Roberto Lipari o Marco Manera, Giovanni Cangialosi, Matranga e Minafò (ancora non c’erano i colleghi di Sicilia Cabaret), Tony Carbone, Dario Veca, Toti Siracusa ed Enzo Carnese, Bibi Bianca, Mary Cipolla, Giuseppe Giambrone e Tiziana Martilotti,  Mago Plip, alcune volte Ficarra e Picone, Giovanni Cacioppo, Francesco Scimemi, i Cavernicoli, ecc. (Spero di non aver dimenticato nessuno) alle volte tutti nella stessa serata.

Si aggiunga che a questi spettacoli vi era spesso la presenza di altri artisti: cantanti, maghi, ballerini, attori che declamavano poesie, presentatori molto conosciuti, nonché politici vari e presidenti delle varie associazioni che chiaramente dovevano avere anche loro il giusto spazio. Capite benissimo che le serate terminavano intorno alle due di notte e la cosa carina era che ognuno lottava per non doversi esibire verso la fine quando il pubblico o era sparito approfittando di una pausa o era letteralmente sfinito.

L’unica cosa bella era il piacere di incontrarci tutti, raccontarci tanti aneddoti e cercare di trovare qualcuno disposto a scambiare il posto in scaletta per avanzare nel turno…

A quel punto qualcuno disse: “Ma se invece di essere tutti proprio tutti cerchiamo di essere presenti in numero adeguato alla durata “umana” di uno spettacolo che non dovrebbe mai superare le due ore al netto della pausa?” Ovviamente la proposta venne accolta con 96 minuti di applauso.

Ognuno cercò di stringere belle collaborazioni con gli enti più vicini, sicuramente non ci si incontrò tutti insieme, ma nemmeno si guardava l’altro come nemico cronometrando gli interventi di ognuno per poi accusarlo di aver splafonato col tempo danneggiando tutti.

Gli organizzatori hanno scoperto che il pubblico veniva comunque, nonostante non ci fosse un manifesto così pieno di nomi che nemmeno riuscivi a leggerli tutti e le serate non diventavano massacranti.

Alle volte le cose semplici non sono le più gettonate e per cambiare qualcosa bisogna arrivare a stendere la corda in maniera esagerata.

Mi ricordo di incubi quando ci arrivava la scaletta in anticipo e magari eri verso la fine, soprattutto dopo quel collega che faceva finta di dimenticare quanto doveva e allungava il tempo all’infinito. Giuseppe il bello era che poi usciva dicendo: “Certo che in venti minuti è difficile fare un pezzo completo!” dimenticando che i minuti erano dieci…

-Io onestamente dicevo che dovevamo noi per primi stare attenti al tempo per dare esempio a tutti. Giorgio la tua attenzione al tempo è sempre stata proverbiale…non ti sei mai allungato in un pezzo…

Si infatti lo spettacolo dura normalmente un certo tempo e poi scriviamo “salvo serata particolare di Giorgio che capita spesso…” Dai Giuseppe non è colpa sua se ha sempre l’orologio fermo…

Puntate precedenti….

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Enzo Buffa
Enzo Buffa
Palermitano DOC! Da 37 anni attore di teatro e cabaret con il gruppo "Lasciare libero lo scarrozzo"... ma questo è solo il lato artistico

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