16 “Lasciare libero lo Scarrozzo”: La storia – “I Pannelli”

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Per quanto tempo un gruppo ha bisogno della balia? O la coperta di Linus? Qualcuno si chiederà cosa c’entrano i pannelli con la balia, c’entrano c’entrano…
Infatti, grazie alla buona volontà di Giuseppe, avevamo creato dei pannelli che con un sofisticato meccanismo a soffietto, potevano facilmente essere trasportati nel portabagagli dell’auto. Erano pannelli in compensato con un disegno di una saracinesca con il nostro nome (Lasciare libero lo scarrozzo anche di notte grazie) e con alcune scritte che facilmente si trovano nei muri di Palermo, come “chi butta munnizza qua è cornuto di razza” e, aggiunto con un’altra scrittura, “to patri” “a mia mi piaci Cicciolina, e puru Toto Schillaci” “Sciemo chi legge” “800A” ecc. Onestamente ce ne sono in giro per Palermo altre come: “Chi posteggia qua…siete tutti cornuti” oppure “Se poi trovate i copertoni a terra e la macchina tutta cionnata dai chiodi non ci dicete che non velavevamo detto di non posteggiare qua…”. Il Genio Palermitano è sempre in movimento.

Questi pannelli erano stati la panacea a tanti problemi: facevano da scenografia, servivano per i cambi di costume ecc.
Qualche episodio carino era pure accaduto, ad esempio a Brancaccio nel centro Padre Nostro costruito dal nostro caro Padre Pugliesi che avevamo avuto la fortuna di conoscere nella nostra esperienza di “ragazzi di chiesa” (di Lui parleremo in una puntata sul Musical sulla sua vita al quale abbiamo partecipato). Eravamo stati chiamati per uno spettacolo alla presenza niente poco di meno che del Sindaco di allora: Carmelo Lo Vasco.

Capite bene che in quel periodo per noi giovincelli recitare alla presenza del Sindaco era una cosa che ci metteva in grande trepidazione, e poi ci metteva a disagio la lista degli ospiti invitati alla serata: cantanti, poeti, ballerini di grido e…noi “scanfazzatos”: che significa? Ognuno pensi il peggio che vuole…ed è giusto!
Ma ormai eravamo lì e dovevamo restarci.

Eccoci arrivati al nostro primo intervento di circa quindici minuti: alla nostra richiesta di usare i pannelli per tutta la serata non c’era stata fatta una pernacchia solo perché avevano paura che la sentisse il Sindaco. Dato che i pannelli erano diventati quasi una droga, una balia, senza di essi ci sentivamo persi, cosa avremmo potuto fare allora per non abbandonare quella coperta di Linus? Avevamo escogitato un trucco.
Genialità arrivi spesso inaspettata e come una battuta gettata lì per caso, pronta ad essere bistrattata da tutti.

Giuseppe dice: “E se entrassimo con i pannelli quando ci presentano? Potrebbe risultare simpatico e potrebbe essere un elemento di caratterizzazione…”. E noi altri due a dire: “Si hai ragione, entriamo con i pannelli, magari vestiti pure da muratori e facciamo alzare tutti…sempre il solito deficiente!” Dopo un po’ ho una idea: “Ragazzi ho trovato! Entriamo con i pannelli!”. Ovviamente l’idea viene accolta e applaudita da tutti complimentandosi con me per la genialità.

Dicevamo, eccoci in scena, quasi in punta di piedi per non disturbare il contesto di elevata arte che si era creato…
Non appena entriamo con i pannelli si leva una fragorosa risata e uno scrosciante applauso e continua la situazione per tutto l’intervento.
Usciamo tra i coretti di “bravi bravi!” e ci prepariamo psicologicamente al secondo intervento portando fuori i vituperati pannelli.

Riprende lo spettacolo ma… cosa succede?! Dopo quindici minuti, in modo inaspettato, il Sindaco e il pubblico chiedono a gran voce il ritorno dei pannelli…!! È successo e già da quel momento ci vedevamo sui giornali “Sindaco adotta gruppo di cabaret”.

Ma, come al solito, queste cose succedono sempre agli altri, infatti non è accaduto nulla. A tal proposito nell’estate 2004 il Comune di Palermo organizza una serie di spettacoli e compra anche il nostro.
Ci chiedono di farlo al quartiere Cep e noi accettiamo con piacere. Quella sera si è creata una magia al punto che il Presidente del Consiglio di quartiere scrive una lettera (l’ho ancora conservata) all’Ufficio Grandi Eventi del Comune di Palermo e per conoscenza alla nostra Associazione Culturale di grandi complimenti per la splendida serata. Stavolta non abbiamo sognato nulla…e abbiamo fatto bene! Infatti il risultato è stato che per l’Estate 2005 l’Ufficio Grandi Eventi del Comune non ha comprato il nostro spettacolo.

Torniamo ai pannelli, erano belli, ma ci condizionavano, senza di loro ci sentivamo…  nudi, pensavamo di non fare ridere, ci sentivamo schiavi.
Addirittura in un locale dove dovevamo fare una serie di spettacoli abbiamo costruito dei pannelli con struttura fissa!
Ma ci viene un aiuto dall’alto.

Una sera tornando da uno spettacolo percorrendo l’autostrada c’era molto vento e ad un certo punto i pannelli…volano via dal portabagagli del tetto della macchina, insieme alla nostra schiavitù!
Ci siamo fermati, non era successo nulla a nessuno in quanto erano volati fuori dalla carreggiata ma erano andati a finire in una campagna, non ci siamo preoccupati più di tanto…eravamo stanchi di quella catena…ma il candido Giuseppe ovviamente disse: “Non vi preoccupate ragazzi li rifaccio io!”
Per fortuna non li rifece e da allora non abbiamo avuto più nessun alibi o portafortuna, infatti tutti gli artisti prima di entrare in scena gridano tutti insieme “M….”. Noi non lo abbiamo mai fatto perché queste scaramanzie, come i pannelli, sono volate via….

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Enzo Buffa
Enzo Buffa
Palermitano DOC! Da 37 anni attore di teatro e cabaret con il gruppo "Lasciare libero lo scarrozzo"... ma questo è solo il lato artistico

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