14 “Lasciare libero lo Scarrozzo”: La storia – “I Pratolini”

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Sutera è un ridente paesino della provincia di Caltanissetta. Ha l’area di un piccolo presepe e vi invitiamo a visitarlo, si ammira spesso percorrendo lo scorrimento veloce Agrigento – Palermo, vi incanterà.

Non è una rubrica turistica, ma volevamo dirvi che nel nostro peregrinare per la Sicilia, grazie a Dio, abbiamo avuto la fortuna di visitarlo in occasione di una serata estiva in cui ci siamo esibiti insieme con un gruppo musicale.

Quella sera troviamo, appunto, il suddetto gruppo che stava effettuando le prove tecniche allora, sapendo che per loro tali prove sono molto lunghe rispetto alle nostre, decidiamo di fare un giro per l’ameno posto. Uno di noi, al vedere i manifesti affissi lungo le vie del paese, ha un sussulto: infatti, nel programma della serata, oltre al gruppo musicale, era previsto l’intervento del gruppo cabarettistico i “Pratolini”.

“Carneade chi era costui?” Diceva Don Abbondio nei promessi sposi… “Cu curnutu su i Pratolini?” Dice Giuseppe in un momento in cui la vena poetica del Manzoni lo ha assalito.

Tutti e tre ci siamo chiesti chi fossero i Pratolini e inesorabilmente ci siamo risposti che i Pratolini eravamo “noi” o meglio per la serie “i nomi sbagliati”, eccone un altro.

Infatti, negli anni, le volte in cui hanno sbagliato il nostro nome sono talmente tante che abbiamo spesso crisi di identità: non si contano le volte che hanno scritto nei manifesti “Lasciate libero lo scarrozzo” invece di Lasciare…e sono certo che anche qualcuno di voi che sta leggendo l’articolo a questo punto ha detto: “Ma perché non si chiamavano Lasciate?”. Altre volte lo Scarroccio e una volta è capitato che abbiamo dovuto, per amor di pace, cambiarlo noi!! Vi spiego: anni fa un impresario ci ha chiamato per fare uno spettacolo in un locale e ci ha chiesto il nostro “disturbo” (dicesi disturbo il prezzo compensativo per una attività che si presuma possa creare un disagio alla persona che la deve svolgere, ovviamente inappropriato per uno spettacolo, ma si usa così), io diligentemente ho risposto con una certa cifra. Dopo quella telefonata non si fece più sentire, nulla di strano fino a qui. Dopo ben tre anni ci richiama per lo stesso locale, questa volta ci mettiamo d’accordo e arriviamo a Siracusa. Sorpresa: nel locale troviamo il manifesto con scritto “Quelli dello Scarrozzo”. “Come al solito” – pensiamo – “hanno sbagliato il nome!” e stiamo per farlo presente all’organizzatore, quando arriva di corsa l’impresario e ci spiega: “Tre anni prima i “Lasciare libero lo scarrozzo” hanno fatto uno spettacolo in questo locale…in pratica un duo, spacciandosi per noi, con l’accordo dell’impresario e un compenso più basso aveva fatto lo spettacolo con il nostro nome e, pertanto, noi non potevamo essere per quella sera i “lasciare libero lo scarrozzo” ma “quelli dello scarrozzo”: che fare?

Ebbene siamo stati per una sera “Quelli dello scarrozzo”. Qualcuno dirà: come può succedere una cosa del genere? Eppure succede.

Come quella volta in cui un nostro amico ci ha detto: “Tutto a posto? State bene? So che ieri sera avete avuto un incidente e per questo non avete potuto fare lo spettacolo previsto a Triscina”. Noi? Incidente? Triscina? Spettacolo? Ma quando mai?! Lui rincalza: “Come quando mai?! C’era tutta Triscina tappezzata dei vostri manifesti e l’organizzatore ci ha detto che, purtroppo, a seguito di un vostro incidente, lo spettacolo lo avrebbe fatto un altro cabarettista!” Cosa era successo? In pratica, probabilmente, il “disturbo” dei “Lasciare Libero lo Scarrozzo” era sembrato anche qui eccessivo pertanto, data la richiesta da parte del pubblico di una nostra esibizione, si erano inventati la storia dell’incidente, tanto questo escamotage funziona sempre! Ovviamente, se non ci fosse stato un amico nostro a raccontarcelo, non l’avremmo saputo mai.

Ma stavolta la cosa era diversa: un nome che non ha assolutamente correlazione con il nostro francamente non c’era mai capitato…

Finalmente è arrivato il nostro turno, dopo l’esibizione del gruppo, eccoci sul palco e lo spettacolo è stato davvero carino, la gente aveva gradito lo spettacolo, ci facevano applausi e si divertivano molto.

A questo punto Giorgio svela il mistero del nome sbagliato dicendo: “Dato che lo spettacolo è andato bene vi diciamo che noi siamo i Lasciare Libero Lo scarrozzo… se lo spettacolo fosse andato male avremmo detto: I Pratolini vi ringraziano e Vi salutano…”.

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Enzo Buffa
Enzo Buffa
Palermitano DOC! Da 37 anni attore di teatro e cabaret con il gruppo "Lasciare libero lo scarrozzo"... ma questo è solo il lato artistico

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