“Lasciare libero lo Scarrozzo”: La storia
– parte quarta

Autore:

Categoria:

16,020FansLike
478FollowersSegui
619FollowersSegui

Palermo

Palermo è Musa ispiratrice di molti scrittori.
-E che cosa c’entriamo noi con gli scrittori? Il sorpreso Giorgio.
Assolutamente nulla, noi scriviamo anche sulla carta del pane e prendiamo oggi qualche appunto anche con le utili note vocali per suscitare un sorriso alla gente stanca della quotidianità: un aiuto in questo senso Palermo lo ha dato sempre. La nostra satira di costume nasce da persone che incontriamo tutti i giorni, poi li vestiamo da personaggi e li facciamo salire sul palcoscenico insieme a noi.
Mi ricordo di aver scritto molto sulla città quando sono stato fuori per fare il servizio militare a Napoli e pensavo a Palermo, che vista da lontano è ancora più bella.
È in quel tempo che nasce il “monologo dei quartieri” e la poesia “Palermo” che da poco ho recitato per alcune iniziative del Comune e che vi lascerò come piccolo regalo alla fine di questo incontro settimanale.
Del resto nello spettacolo dello scorso anno “Il vicolo dell’acqua” la nostra città entra quasi a gamba tesa, come la vecchia della poesia “Palermo” e la dicotomia tra la Palermo di un tempo e quella di oggi è sempre più delineata; ma, come ci siamo detti, eviteremo di parlare di analisi di qualcosa e ci concentriamo sui fatti buffi che hanno caratterizzato il nostro essere sul palcoscenico.
Un fatto divertente che voglio raccontarvi è quello dei “peli”.
Dice Pareto che l’uomo fa degli atti irrazionali e successivamente li giustifica facendoli diventare razionali, o giù di lì, così capita a chi scrive teatro o almeno così è capitato spesso a noi.
Infatti nel citato “Vicolo dell’acqua” il personaggio della vecchietta, nel suo piccolo monologo ambientato nel salone di un barbiere, si china a terra per raccogliere peli e dice: “Pila luonghi e pila curti, pila biunni e pila nivuri, pila puliti e pila ‘ngrasciati…” e via dicendo non significava per noi nulla o meglio era qualcosa che ci sembrava evocativa, poetica, ma senza alcun significato.

Ebbene, al debutto…

  • Molto applaudito. Giorgio abbiamo detto che non parlavamo dei successi.
  • Ho capito, solo fischi.
    Dicevo… al debutto c’è stato chi ci ha chiesto se il significato di quella scena fosse una metafora cioè che i peli rappresentassero gli uomini diversi, ma in fondo uguali, gettati a terra dopo essere stati tagliati strappati e usati e noi, con la bocca aperta, ascoltavamo talmente affascinati da restare muti.
    “Esatto! Era proprio il significato profondo della metafora” disse Giuseppe, levando tutti dall’imbarazzo e proprio un momento prima che Giorgio, con il suo atteggiamento da grande intellettuale, dicesse: “Veramente non significa niente, noi lo abbiamo messo così”. Ecco l’importanza di avere un filosofo nel trio! E quel gruppo di spettatori ci ha lasciati contenti di aver colto il “vero significato intrinseco dell’opera”, mica le solite banalità del cabaret!
    Chiaramente, un ragionamento sugli spettacoli lo facciamo e cerchiamo di dare un messaggio, ma non in quel caso lì…
    Come promesso ecco la poesia, non dico nulla in modo che ognuno possa trovare quello che lo affascina e quello che crede che voglia dire… “cosi è se vi pare” … oppure no?
    Palermu

A vitti menzu i balati ru palazzu sdirrubatu
unni era sulu munnìzza e desulazioni.
Era ddra: vistuta cu una fareddra russa e un fazzulettu ntesta
ca cummigghiava la nivi co vientu ci avieva misu nne capiddri.
Era ddra calata. e ca facci tuccava quasi riterrà
perché un ci virava cchiu comu nna primavera;
c’unvernu un velu ammucciava a li so occhi ddru munnu ca havia canusciutu
picchì alli so peri avia vinutu.
E cerca tra la terra e tra la rina quarcosa ca arricorda la matina,
quarcosa spersa tra li tanti,
ma c’abbastassi p’addrumarici li ricorda di la mente,
li jorna trascorsi comu tanti
li gioie li dulurì e li lamenti:
oramai i tuttu chistu un resta nenti.
E cerca cerca ancora disperata ma oramai è chista la so vita.
A vitti unni u suli trasi a raggi,
tra li picciriddri ca iocanu currennu nne paraggi,
e un c’interessa si su nivuri gialli o bianchi
picchì iddra è matri ri culura!
A vitti nta li facci cupi e stanchi di li so figghi
chini pi li troppi tormenti;
lu leggi nta li occhi lu cerchi nta li facci l’amuri pi sta matri;
e cu è luntanu, cu pi lu vuliri di lu LUPU luntanu a stari di sta matri:
mortu è nta lu so cori,
e li so iorna su cchiu niri di lu cori di la genti
ca stu lupu ancora tennu in vita.
Ma li so figghi sunnu stanchi e di stu lupu sunnu alla caccia,
pi sarballa sta beddra matri
e picchi di li so lacrimi è chinu lu mari
ca lu bello promontorio vagna e batti
Perciò Palermitani si sìntiti battiri ancora lu cori pi sta matri
svegliativi di stu sonnu e nun la lassatì affunnari no
…nun la lassamu affunnari…

  • E in questa poesia “i pila” unni su? Come sempre Giorgio hai rovinato l’atmosfera, grazie davvero … e alla prossima settimana.

Ti è piaciuto? Condividilo con gli amici!

Rimani aggiornato su Telegram

Enzo Buffa
Enzo Buffa
Palermitano DOC! Da 37 anni attore di teatro e cabaret con il gruppo "Lasciare libero lo scarrozzo"... ma questo è solo il lato artistico

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Ti potrebbe interessare anche...

La regina Bianca e il Gran Giustiziere: storia vera di una farsa

Quando un fatto storico colpisce in maniera particolare la fantasia del popolo, succede spesso che dalla vicenda venga tratta poi una farsa, soprattutto quando...

La Fontana del Genio di Palermo a Villa Giulia

La Fontana del Genio di Palermo, che si trova nella magnifica Villa Giulia, è una scultura marmorea, realizzata dal maestro Ignazio Marabitti. Tra il 1775...

La Baronessa di Carini

"Sacra Catholica Real Maestà, don Cesare Lanza, conte di Mussomeli, fa intendere a Vostra Maestà come essendo andato al castello di Carini a videre la...

Oratorio delle Dame del Giardinello

L’Oratorio delle Dame del Giardinello è un edificio religioso appartenente all’omonima congregazione religiosa e situato a Palermo, nel quartiere dell’Albergheria. La Congregazione La fondazione della Nobile Congregazione...

Piazza Castelnuovo (o Politeama)

La piazza Castelnuovo, una delle più famose e frequentate di Palermo, è dedicata a Carlo Cottone e Cedronio, principe di Castelnuovo e di Villaermosa,...

Il litorale di Palermo (parte 1)

Dopo le ultime novità in termini di balneabilità del mare prospiciente la nostra Palermo, con un possibile ritorno ai fasti di molti anni fa,...