37 “Lasciare libero lo Scarrozzo”: La storia – “La posta vecchia”

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Nintepopodimeno che un teatro di Agrigento.

Percorrendo la bella e centrale Via Atenea, ad un certo punto bisogna girare a sinistra per la via Giambertone e fino ad un paio di anni fa trovavi Lillo ad accoglierti. Proprio così un cane che quasi ti indicava la strada.

Ma il padrone di casa è lui Giovanni Moscato che insieme a Tony Brucculeri responsabile del servizio tecnico, hanno reso speciale questo posto. Quando arrivi non è come arrivare in un qualsiasi teatro, arrivi in un posto che profuma di arte, di attenzione, di amore smisurato per il particolare.

Un piccolo teatro che arriva ad un centinaio di posti, ma che ti entra nel cuore. Se andate nel sito e vedete la sfilza di cabarettisti e attori che ha ospitato, se parlate con tutti gli artisti che ci siamo passati vi diranno la stessa cosa.

Arrivando vedrai le locandine nostre, quelle di Ficarra e Picone, di Gianni Nanfa, di Angelo Duro, di Giovanni Cacioppo, di Sergio Vespertino, di Carmine Faraco, di Ernesto Maria Ponte, di Salvo Piparo, di Giovanna Criscuolo, di Giovanni Cangialosi, dei Li Vigni, di Antonio Pandolfo, di Paride Benassai, del Gruppetto, dei Petrolini, di Moschella e Mulè, di Rocco Barbaro, di Mary Cipolla, di Massimo Spata, di Marco Manera, di Toti e Totino, di Stefano Piazza, Matranga e Minafò, La Ricotta, I Quattro Gusti, Stefania Blandeburgo, I Respinti, Maurizio Bologna, Marco Cavallaro, Alberto Patrucco, Virginia Alba, Paolo La Bruna, I Treeunquarto, Daniela Melluso, Barbara Foria, I Ditelo Voi, Marco Travaglio, Sergio Viglianese, Giuseppe Milici, Ivan Fiore, Henry Zaffa, Salvo Spoto, La Carovana Stramba, Nando Varriale, Paolo Caiazzo, Enzo Fischietti, Marcello Mandreucci, ecc.

Sicuramente sai che è collegato con il teatro un B&B dove potrai trascorrere la notte perché sicuramente farai più spettacoli nel week end (venerdì sera, sabato pomeriggio, sabato sera, domenica pomeriggio ed una volta anche domenica sera), ma la cosa che lo caratterizza è sicuramente la personalità travolgente di Giovanni. Vuole che tutto sia perfetto, è attore, cantautore, produttore discografico, conduttore televisivo, direttore artistico, ecc. In pratica dove lo tocchi suona, per cui lo spettacolo lo viene a vedere prima per capire se adatto al suo pubblico (tranne qualche piccola deroga che con noi ha fatto negli anni dopo che abbiamo conquistato la sua fiducia).

Mi ricordo la prima volta che siamo arrivati in questo teatro, abituati ad altri posti dove l’unico interesse del gestore del teatro era avere il pubblico, il resto veniva lasciato al caso, abbiamo fatto le prove tecniche seguiti da una persona simpaticissima, il citato Tony che ci ha messo subito a nostro agio, pensavamo che tutto fosse casuale. Invece appena arrivato Giovanni inizia a preoccuparsi di tantissimi dettagli per noi nuovi e la cosa che ci stupisce è che nonostante lo spettacolo è andato benissimo lui va via e ci fa sapere che ci avrebbe parlato il giorno dopo prima dello spettacolo successivo…mistero.

Finito lo spettacolo la gente resta per tanto tempo a parlare con noi e ci conferma che si erano divertiti tantissimo. Come eravamo soliti fare insieme a Tony e la moglie Tania andavamo a mangiare in un posto carinissimo dove si stava benissimo e a tarda notte si andava a letto con il punto interrogativo…che cosa abbiamo combinato?

La mattina, si faceva un giro turistico, si andava a Messa (almeno cercavo di convincere gli altri due a venire con me a Messa, non sempre con successo) a pranzo in un posto carino e finalmente alle 17 eravamo in teatro a risolvere il mistero.

Giovanni si fa trovare seduto in teatro e ci dice che era molto dispiaciuto perché non avevamo fatto il bis, o meglio avevamo fatto un pezzo in più finale, ma lui voleva che facessimo il bis…del bis!

Uno di noi disse: “Ma il bis non lo chiede il pubblico?” Giuseppe purtroppo era meglio tacere… Assolutamente no! Noi dovevamo capire che il pubblico si era divertito e con una gag dovevamo fare un bis.

Ovviamente non vi dico quanti bis abbiamo fatto negli spettacoli successivi con il rischio che la gente si sentisse sequestrata in teatro. Ma se questo faceva stare bene il nostro amico Giovanni chi doveva derogare a questo principio?

Ovviamente abbiamo fatto tanti spettacoli negli anni in questo teatro e la cosa bella era stare insieme tra noi, ritrovare il pubblico che ormai ci aspettava. Pensate che la domenica mattina alcuni ci aspettavano al bar per offrirci la colazione e stare a chiacchierare di cabaret.

Questo è sicuramente un ricordo che ci accompagna e che ci fa avere una nostalgia di alcuni teatri, dove l’atmosfera che si respira è sicuramente qualcosa di particolare.

A me mancano soprattutto le giornate trascorse insieme, la spensieratezza, la bellezza di parlare con la gente solo per il piacere di farlo senza secondi fini. Si Giuseppe anche il profumo delle tue scarpe che riempiva la stanza, il pezzo famoso di Rosuccia era ispirato a questo ricordo

-A me manca la poesia della pasta che ci mangiavamo la sera dopo lo spettacolo. Si Giorgio, mi ricordo che la nostra amica ristoratrice doveva ad un certo punto fare finta che era finita per evitare che tu e Giuseppe ne mangiavate un chilo…a testa

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Enzo Buffa
Enzo Buffa
Palermitano DOC! Da 37 anni attore di teatro e cabaret con il gruppo "Lasciare libero lo scarrozzo"... ma questo è solo il lato artistico

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