I miracoli della Madonna dei Rimedi

La chiesa della Madonna dei Rimedi si trova a Palermo, nella nota Piazza Indipendenza. La storia di questa chiesa è legata ad alcuni eventi strani, che alcuni definirebbero miracoli.

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Tutti i palermitani conoscono la chiesa della Madonna dei Rimedi, se non altro per la sua posizione privilegiata su Piazza Indipendenza, una delle più famose della città, ma non tutti sanno che i miracoli operati dalla Madonna a cui è dedicato il luogo di culto hanno origini remotissime, addirittura precedenti la costruzione del complesso conventuale.
Ripercorriamo questa curiosa storia.

Prospetto chiesa Madonna dei Rimedi di Palermo
Il meraviglioso prospetto della chiesa della Madonna dei Rimedi

Come fa notare Rosario La Duca in un articolo del 1977, gli edifici che un tempo venivano costruiti al di fuori della città non si trovavano mai vicine alle mura. Questo era dovuto a ragioni di sicurezza cittadina in quanto, una chiesa o un palazzo, avrebbero fornito una buona protezione contro le frecce prima e le pallottole più tardi, rendendo quel tratto di cinta muraria meno efficace. La distanza minima consentita era di mezzo miglio (circa 700 metri) anche se, come spesso accade da noi, esiste un’eccezione. Si tratta del convento di S. Teresa dei carmelitani scalzi, nell’odierna piazza Indipendenza.

In questo luogo già degli strani eventi erano avvenuti. Si dice che durante l’assedio normanno del 1064, le truppe di Goffredo Malaterra, lì accampate, subirono un misterioso attacco da parte di ragni velenosi che causarono forti dolori ai soldati, rendendoli inadatti a combattere. Nell’impossibilità di battere in ritirata, il Malaterra chiese un aiuto Divino, che a quanto pare arrivò, con grande riconoscenza di Goffredo che decise di costruirvi una chiesa, intitolata alla Madonna dei Rimedi.

Se però, nel XVII secolo, la presenza di una chiesetta era tollerabile, non lo era certo il grande complesso richiesto dai carmelitani, che sin da subito fu causa di contrasti e discussioni.
La sua costruzione era stata promessa dal viceré Paceco, duca di Vigliena, al carmelitano Padre Domenico di Gesù Maria che era venuto da Roma a confortare il reggente nei suoi tormenti personali e religiosi. E fu lo stesso viceré che, dopo aver sborsato una grossa somma per l’acquisto del terreno appartenente a donna Isabella Corto, organizzò la posa della prima pietra nel 1610, con una cerimonia in pompa magna che proprio non fu digerita dal consiglio di guerra, giustamente preoccupato per la compromissione delle difese cittadine.

Il vento cambiò l’anno successivo, quando subentrò il nuovo viceré, Don Pietro Giron, duca d’Ossuna, il quale fu irremovibile. Diede ai padri carmelitani sei giorni, affinché interrompessero la costruzione, giunta già a buon punto, e abbandonassero il sito.

Chiamatela suggestione o intervento divino, ma la notte prima del previsto sgombero il viceré andò a dormire tra “dolori di stomaco, oppressione d’animo ed effervescenza al cuore”. Interpretato certamente come segno divino di disapprovazione del provvedimento (o era solo indigestione?).
Immediatamente i precedenti ordini furono revocati e il duca d’Ossuna in persona si prodigò affinché il complesso conventuale fosse completato al più presto.

Dalla soppressione degli ordini religiosi del 1866, il grande complesso fu adibito ad uso militare e persino la chiesa fu, inizialmente, utilizzata come magazzino. Quando quest’ultima riaprì al culto il 15 ottobre 1949, ci si accorse che la maggior parte delle decorazioni e delle opere d’arte presenti, erano andate perdute.
Su interessamento del card. Ruffini, allora arcivescovo di Palermo, la chiesa fu affidata ai Carmelitani scalzi che iniziarono a restituire alla città lo splendido monumento arricchito delle meravigliose opere che ancora oggi possiamo ammirare.

Il simulacro della Madonna dei Rimedi

La Madonna dei Rimedi all’interno del Santuario è rappresentata da un magnifico simulacro in marmo, opera gaginesca del XVI secolo, donata dall’arcivescovo Ernesto Ruffini, sepolto proprio nella cappella dove è collocata la Statua della Madonna.
L’opera scultorea, di pregevole fattura, rappresenta la Madonna della tenerezza, col bambino in braccio che si aggrappa alla veste della madre. Il velo azzurro che ricopre il simulacro è una aggiunta posteriore che nel tempo è variato assumendo forme diverse, ora una semplice copertura, altre volte un manto spalancato ad accogliere i pellegrini.

L’ordine dei Carmelitani Scalzi è tradizionalmente devoto alla Santa Madre di Gesù, devozione molto sentita anche dal popolo palermitano che ogni giorno si reca all’interno del Santuario per invocare grazie e intercessioni alla miracolosa Madonna dei Rimedi, titolo attribuito alla Vergine dalla gente di Palermo che ha amato sin dall’inizio lasciarsi avvolgere dal suo manto misericordioso.

Samuele Schirò

Per informazioni sulle attività e l’orario delle Messe visita il sito: Santuario Madonna dei Rimedi

 

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

4 COMMENTI

  1. ciao . Scusa sto facendo una piccola ricerca proprio sulla Madonna dei Rimedi ma so molto poco . Tu mi puoi dare qualche informazione in più? so che lo ha realizzata Gagini e il perioo nel 500 ? si può collegare qui parlando della Controriforma?

    • Ciao. Tutte le informazioni in nostro possesso sono scritte nell’articolo, potresti andare ad informarti direttamente in Chiesa, magari hanno fascicoli che possono esserti utili

  2. ciao . molto interessante . Sto facendo una piccola tesina sulla Madonna dei Rimedi e sò pochissimo . So’ che l’ha realizzata Gagini , il periodo nel 600 giusto? Con il periodo dell’arte della Controriforma c’entra molto ? spero che mi rispondi , Grazie

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