L’antica chiesa di San Nicolò degli Scalzi

Un edificio della Palermo del '500 oggi non più esistente.

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Sebbene a Palermo esista una piazza dedicata alla chiesa di San Nicolò degli Scalzi, non vi è più alcun edificio che ne giustifichi la denominazione. Quel nome, infatti, deriva da una chiesa con annesso convento costruita alla fine del XVI secolo dai frati del Terz’Ordine di San Francesco.

La storia di questi edifici inizia nel 1583, quando un sacerdote palermitano, tale don Vincenzo Galluzzi decise di donare ai francescani alcune case di sua proprietà collocate in una piazzetta del quartiere della Kalsa.
Il 17 luglio dello stesso anno, l’arcivescovo Marullo concesse la licenza di fondazione, ponendo però alcune condizioni, tra cui il divieto di interferire con l’operato della vicina Parrocchia dei Tartari e l’obbligo di fare una donazione annuale all’arcivescovo quantificata in un rotolo di cera (corrispondente a poco meno di 800 grammi).
Accettate queste condizioni, l’Ordine iniziò la costruzione dell’edificio che terminò intorno al 1604, anno in cui il pittore trapanese Antonio Celestri realizzò gli affreschi interni alla chiesa.
Per oltre due secoli l’edificio fu regolarmente utilizzato dai frati Francescani che lo utilizzarono sia come foresteria per i confratelli in transito a Palermo, che come infermeria per il vicino e più grande convento di Sant’Anna.
Nel 1866, con la soppressione degli Ordini religiosi, l’edificio fu incamerato tra i beni del Demanio statale e successivamente chiuso al culto.
Dopo qualche anno vi si instaurò la sede della Società dei Garibaldini Superstiti, esistita fino alla fine degli anni ’20.
Come ricorda il La Duca, non era insolito trovarsi a passeggiare in questa piazza incontrando i superstiti del 1860 che ultranovantenni, ma sempre nelle loro camice rosse pluridecorate, intrattenevano i passanti con le rievocazioni delle loro battaglie.
Estintasi la Società, l’edificio rimase inutilizzato e andò in rovina. Tra gli anni 30 ed il secondo dopoguerra furono effettuate delle modifiche urbanistiche che rimaneggiarono gradualmente quel poco che rimaneva della costruzione, fino alla sua definitiva demolizione.

La piazza si trova nei pressi della stazione Centrale, tra la via Roma e la via Maqueda come proseguimento della via Fiume.

Bibliografia

R. La Duca – La Città “Passeggiata”.

Foto: Vista di Piazza San Nicolò degli Scalzi – Mobilita Palermo.

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

1 COMMENTO

  1. Al numero civico 4 di questa piazza palermitana risulta che abbia abitato il grande compositore romano Pietro Raimondi (1786-1853), dove era solito dare lezioni di composizione e contrappunto ai suoi allievi. Raimondi visse a Palermo dal 1833 al 1852, producendo, tra le altre cose, nel 1847/48 il suo mastodontico e cosiddetto “Triplo Oratorio”, ossia tre oratori eseguibili sia singolarmente che contemporaneamente da tre differenti gruppi strumentali e corali.
    Dopo un lungo e ingiustificato oblio, oggi la sua bellissima musica sta tornando fuori grazie all’impegno di uno studioso che sta trascrivendo le sue composizioni, pubblicandole su Youtube in forma sintetica per il pubblico appassionato di musica classica.

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