Via Maqueda

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La via Maqueda va da piazza Giulio Cesare a piazza Giuseppe Verdi.

La strada prende il nome dal viceré Bernardino de Cardines, duca di Maqueda, che regnò in Sicilia dall’1 aprile 1598 fino alla sua morte avvenuta il 16 dicembre del 1601.

L’apertura della strada, sin da allora conosciuta anche con il nome di “strada nuova”, comportò colossali lavori di sbancamento che portarono a questa rivoluzione urbanistica, con la creazione di un nuovo asse Nord-Sud che tagliasse la città in senso perpendicolare con il preesistente Cassaro, che pochi anni prima era stato prolungato fino al mare. L’inizio delle demolizioni avvenne il 24 luglio 1600, con il primo colpo dato simbolicamente dal viceré con un martello d’oro. Lo sventramento continuò verso la Porta di Vicari e fu completato nel giro di un anno, creando una nuova arteria cittadina e suddividendo ufficialmente la città in quartieri che si distinguevano per differenti culture, feste popolari e religiose, stemmi civici e addirittura inflessioni dialettali. I quattro quartieri (Kalsa, La Loggia, Capo e Albergheria) si incontrano a Piazza Vigliena, meglio conosciuta come I Quattro Canti o Teatro del Sole. Il taglio della via Maqueda permise ai nobili e al clero, che ne avevano richiesto la creazione, di costruirvi nuovi palazzi e chiese che ancora oggi rimangono parte del patrimonio artistico cittadino.

Via Maqueda è molto importante nell’itinerario turistico di Palermo, in quanto costeggia alcuni dei luoghi d’interesse più importanti della città, tra cui Ballarò, Piazza Pretoria (sede del Palazzo delle Aquile e della Fontana Pretoria) e Piazza Verdi con l’Imponente Teatro Massimo, uno dei simboli del capoluogo siciliano.

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