La Difesa Siciliana, come un prete rivoluzionò gli scacchi

Una delle più famose aperture degli scacchi è stata inventata e trascritta nel 1617 da un sacerdote siciliano. Lui non sapeva che questa semplice mossa avrebbe influenzato il gioco di grandi campioni per secoli.

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Nel gioco degli scacchi esiste una classica apertura denominata Difesa Siciliana, utilizzata da grandi scacchisti in tutto il mondo e resa ultimamente popolare dalla famosa serie TV “La Regina degli Scacchi”.

Ma perché si chiama in questo modo?
Semplice, è stata inventata e trascritta per la prima volta da un sacerdote siciliano, don Pietro Carrera da Militello. Vediamo chi era questo personaggio controverso.

Don Pietro Carrera

Difesa Siciliana

Perché un comune sacerdote dovrebbe essere considerato un personaggio controverso? Innanzitutto perché Don Pietro era lontano dalla classica immagine del prete di provincia. Era ben conosciuto nelle più nobili dimore di Messina, Catania e Palermo, dove spesso si intratteneva come ospite, raccontando storie mirabolanti (spesso esagerate) sulla sua vita.

Inoltre era un noto falsario, tanto da inaugurare una sorta di accademia attiva tra Catania ed Acireale nei primi del ‘600, con lo scopo di produrre documenti e testimonianze storiche volte ad elevare l’importanza della città etnea rispetto alle rivali Palermo e Messina.
Tra i tanti falsi storici inventati dal Carrera e dai suoi “complici”, tutti ben documentati da presunti manoscritti miracolosamente ritrovati, spiccano storie come la vittoria di Catania sull’esercito di Annibale, lettere sulla fondazione della città scritte da Diodoro Siculo e testimonianze su numerosi miracoli ad opera di S. Agata.
Un personaggio interessante insomma.

La Difesa Siciliana

Difesa Siciliana

Tra le sue molteplici attività, ad un certo punto della sua vita si appassionò al gioco degli scacchi, grazie alla conoscenza con importanti scacchisti dell’epoca come il siracusano Paolo Boi, che lo introdusse ai circoli più importanti di Palermo.
Nel 1617 scrisse probabilmente la sua opera più importante, dedicata agli scacchi, in cui si analizzano varie modalità di gioco e si riportano varie informazioni sui giocatori più noti dell’epoca.
Tra i vari argomenti, don Pietro Carrera accenna ad un tipo di apertura alternativa ai metodi classici fin troppo utilizzati, senza tuttavia approfindire l’argomento o conferirgli una particolare importanza.
Dopo circa due secoli, lo scacchista inglese Jacob Sarratt, riportò alla luce l’efficacia di questa apertura, riferendo di averla trovata su un antico manoscritto in Italiano, con il nome di “Gioco Siciliano”.
Da allora la sua conoscenza iniziò a diffondersi negli ambienti scacchistici, denominandola generalmente “Difesa Siciliana”, in onore del suo inventore. Da lì fu apprezzata da molti ed in seguito ampliata e sviluppata in decine di migliaia di varianti, che nei secoli a venire influenzeranno le strategie di alcuni dei migliori giocatori al mondo.

Sebbene don Pietro Carrera abbia giocato poche partite importanti (nonostante lui amasse raccontare di aver battuto grandi campioni – chissà se è vero), le sue idee sul gioco degli scacchi erano destinate a segnare una vera pietra miliare in questo campo, dando vita ad una rivoluzione che continua ad influenzare gli ambienti scacchistici ancora oggi.

Fonti:
Wikipedia – Difesa Siciliana
P. Preto – Una lunga storia di falsi e falsari

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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