Fiabe Siciliane: La Povera-bella

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Tra le vecchie fiabe popolari Siciliane, ci sono patrimoni di saggezza e significati nascosti che per lunghi anni hanno accompagnato i nostri antenati. Tramandate oralmente dai genitori ai figli, queste piccole perle ci aiutano a comprendere meglio il pensiero e la vita delle generazioni che ci hanno preceduto.

Oggi scopriamo la storia della Povera-bella, una fiaba siciliana molto antica, che ci è stata tramandata dal grande lavoro di Giuseppe Pitrè.

La Povera-bella

C’era una volta una vecchia mendicante, che aveva una nipote bellissima, conosciuta appunto come Povera-bella.

Un giorno, passò da quelle parti uno zingaro (zannu), che andava in giro facendo l’indovino con la scusa di estorcere qualche soldo alle poverette che ci credevano.
Vista la Povera-bella, insistette così tanto che la convinse a farsi predire il futuro. Nonostante lei non avesse nulla da dare in cambio, lo zingaro si accontentò di una copertina (frazzatedda), che la ragazza aveva steso al sole ad asciugare.
Accordatisi sul prezzo, l’indovino iniziò dunque il suo rituale, tracciando segni della croce nella mano della giovane e rivelandole che il suo destino era quello di sposare un Re.

La Povera-bella ovviamente rise di questa assurda predizione, tuttavia nel suo cuore e nella sua mente iniziò a farsi largo questo pensiero impossibile.

Il caso volle, che la casa della ragazza, si trovasse proprio sotto il palazzo reale, dal quale il figlio del Re, affacciato, assistette a tutta la scena. Così il principe si divertì a deridere la Povera-bella, dicendole:

«La frazzatedda la pirdisti
Ma lu Figghiu di Re ‘un l’avisti!!».
(“La copertina l’hai persa, ma il figlio del Re non l’hai avuto!!”.)

Ma la ragazza, che non aveva intenzione di darsi per vinta, rispose per le rime al principe, dicendogli gli avrebbe sperato e pregato, affinché questo suo sogno si realizzasse.

«Chi mi ‘mporta?
Chiddu di susu e chiddu di jusu,
Lu Figghiu di lu Re m’ha essiri spusu.
Spieru a Diu,
Lu Figghiu di lu Re ha essiri miu;
Spieru a Diu e a tutti li Santi
Lu Figghiu di lu Re ha essiri ai miei canti».

Povera-bella

Il principe ne rise, ma dentro di lui si fece largo uno strano pensiero, che non lo abbandonò più.

Nel frattempo la vecchia mendicante tornò a casa, e non trovando più la copertina si arrabbiò e gridò così tanto, che lo stesso principe fu costretto ad intervenire, dandole una delle sue coperte.
Intanto i giorni passavano e il figlio del Re non aveva altro pensiero che quello di andare a stuzzicare la Povera-bella con le sue prese in giro, ma in realtà era solo una scusa per rivedere la giovane, di cui si stava innamorando sempre di più.

Un giorno, accortasi di questa situazione, la Regina pensò di calmare il figlio trovandogli una moglie. Il principe le rispose che avrebbe acconsentito al matrimonio solo se la sposa fosse stata somigliante alla Povera-bella.
La Regina pensò a lungo a come accontentare il figlio, e alla fine escogitò un inganno. Combinò il matrimonio con una reginetta, che convocò al palazzo, ma nel frattempo andò a parlare con la vecchia mendicante, chiedendo la nipote in sposa per suo figlio spacciandola per la principessa di un regno vicino.
La giovane non se lo fece ripetere sue volte.

Si presentò al palazzo tutta agghindata, fingendo di essere la principessa scelta dalla Regina e il giovane, meravigliato dalla incredibile somiglianza, acconsentì al matrimonio.
Ma qui la Sovrana fece la sua mossa.
Dopo la cerimonia nuziale, disse alla ragazza che una volta in camera, avrebbe dovuto approfittare della prima occasione per nascondersi sotto il letto, così la vera principessa si sarebbe fatta trovare sotto le lenzuola.
In questo modo, sperava nel favore delle tenebre, per far sì che il matrimonio si consumasse con la sposa prescelta e non con la giovane mendicante.

Così una volta ritirati in camera, non appena il principe si allontanò per spogliarsi, la Povera-bella suo malgrado obbedì agli ordini della regina e si nascose, mentre la principessa si tuffò velocemente nel letto.

Tuttavia il figlio del Re, che era veramente innamorato della ragazza, non si lasciò ingannare e riconobbe subito lo scambio. Iniziò allora a gridare al tradimento, facendo una tale confusione che tutta la servitù accorse preoccupata.

Vedendo che il suo piano era fallito miseramente, alla fine la Regina non ebbe altra scelta che dare la sua benedizione al vero matrimonio tra i due giovani. E fu così che la Povera-bella ebbe il figlio del Re al suo fianco.

Fonti: G. Pitrè – Fiabe novelle e racconti popolari siciliani Vol. 1

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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