A pochi passi dalla Porta Carini di Palermo, nel quartiere Capo, troviamo la Chiesa di San Gregorio Papa. Guardandola dall’esterno presenta una facciata tripartita barocca e scandita da lesene e cornici in pietra, con un portale costituito da colonne con capitelli decorati, provenienti dalla Chiesa di Santa Teresa a Porta Carini, demolita nel 1740. Al centro un timpano ad arco spezzato recante il simbolo agostiniano: un cuore trafitto da una freccia.
Sembrerebbe apparentemente un edificio tradizionale, uno come altri immerso nell’infinita cornice di chiese palermitane, soprattutto all’interno del quartiere ove si trova. Tuttavia “non si giudica un libro dalla copertina”, quindi ci addentriamo nella storia di questo luogo.

La storia della chiesa di San Gregorio Papa
Sin dal 1609 appartiene all’Ordine degli Agostiniani Scalzi che qui riedificarono la chiesa e un convento, sulle basi di un antico edificio con un’interessante storia. In questo luogo esisteva già un monastero gregoriano intitolato a Santa Silvia.
Ma chi è e perché ci interessa?
Silvia era una nobile romana, sposata con un senatore e madre proprio del futuro papa: Gregorio I. Viene venerata come santa dalla chiesa cattolica nel giorno 3 novembre. Importanti testimonianze lasciateci dal Pirri, Baronio, P. Giovanni Mabillon, Pietro Forte e altri ci raccontano di questa santa come “cittadina Palermitana”:
“Da nobilissima ed illustre prosapia, stimata da alcuni l’Ottavia, nacque in Palermo la gloriosa Santa Silvia, ragguardevole esempio delle matrone cristiane, e specchio tersissimo di santità nello stato coniugale1”. Fu educata nella casa paterna che si trovava proprio nel luogo da noi preso in esame e dove poi fu eretta l’attuale chiesa di S. Gregorio: “Ma con maggior cura nella pietà alimentata nella città nostra, in cui ebbe l’abitazione nel luogo, ove venne poi eretta una chiesa dedicata ad onore di S. Gregorio, suo figlio, oggi tenuta dagli Agostiniani Scalzi e che la palermitana devozione ha di nuovo fabbricato magnifica fin dalle fondamenta2”.

Gaspare Palermo, come prova incorruttibile di questa storia ci fa sapere che “in memoria di ciò è in questo convento, da tempi antichissimi, un pozzo chiamato di S. Silvia3”.
La tradizione ci riferisce ancora che lo stesso pontefice fu concepito proprio nella casa palermitana, per poi nascere a Roma. Gregorio inoltre, sui possedimenti della madre, eresse sei monasteri in Sicilia e costruirà anche la prima forma di chiesa in questo luogo, che verrà poi distrutta dai Saraceni nell’anno 842.
Una volta ristabilita la cristianità, verrà edificata una nuova chiesa intitolata proprio al Santo pontefice; tuttavia non si riesce bene a capire la datazione di tale ricostruzione. Sempre Gaspare Palermo riferisce che lo studioso Valerio Rosso scrive:
“fu rifatta nel tempo, che era Arcivescovo di Palermo Giovanni Orsino, il quale governò questa chiesa Palermitana nel 1320 sino al 1333, onde dovette in questo periodo essere ristorata3”.
Come precedentemente detto, dal 1609 per concessione dell’Arcivescovo Giannettino Doria, verrà destinato ai Padri Agostiniani scalzi di San Nicola da Tolentino. Ancora Gaspare Palermo ci riporta una notizia interessante: “origine di questa chiesa si leggeva in una lapide marmorea quadrata, in lingua greca nella cappella di S. Gregorio, la quale nel 1615 in occasione della nuova fabbrica, fecero i PP. Agostianiani scalzi, fu levata e ridotta in pezzi per l’ignoranza di chi non ne conosceva il pregio4”.
Tra il 1687 ed il 1740 fu eretta l’attuale struttura nonché l’attiguo convento e nel 1866, anno della soppressione degli ordini religiosi, la chiesa e il convento furono destinati a deposito di alimenti e scuola pubblica fino al 1920, giorno in cui gli agostiniani ripristinarono l’esercizio di culto.
La chiesa di san Gregorio Papa oggi

Attualmente la chiesa di san Gregorio Papa è sede e studentato degli agostiniani scalzi e da anni ospita ormai i gruppi Scout. La si può trovare adibita a festa nei giorni di fine agosto dedicati alla Madonna del Paradiso, attuale sede della Confraternita omonima sin dal 1882.
Per quanto riguarda l’interno sobrio ed elegante ad unica navata, è ormai interamente intonacato, con stucchi settecenteschi. Lungo le pareti troviamo sei cappelle, divise tre a destra e tre a sinistra. Sul lato sinistro troviamo una cappella dedicata a Santa Silvia, impreziosita da stucchi settecenteschi che simulano un’edicola decorata con drappeggio a baldacchino attorno alla nicchia centrale, che ospitava una statua della Santa ma oggi sostituita con una di Sant’Agostino. Di Santa Silvia ci rimane ormai una tela molto rovinata mentre di San Gregorio una statua lignea sull’Altare maggiore.
Marzia Cillari
Note
- 1 A. Mongitore, Palermo santificato dalla vita dei suoi cittadini ossia, Vite dei santi e beati palermitani, A. Romano, Palermo, 1888, p. 114.
- 2 Ivi, p. 117.
- 3 G. Palermo, Guida istruttiva per potersi conoscere..tutte le magnificenze…della città di Palermo. 5 giornate, Volume 4, Palermo, 1816, p. 38.
4. Ibidem.
5. Ivi, p. 38 – 39.
Foto di copertina bu Stendhal55 via wikimedia commons CC BY-SA 4.0