Apollodoro il Siciliano, braccio destro e amante di Cleopatra

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Nonostante sia citato in diverse fonti, anche molto antiche, la figura di Apollodoro il Siciliano è avvolta nel mistero, e ciò che sappiamo di lui appartiene più al campo del pettegolezzo che della storia vera e propria.

Le notizie più attendibili su di lui ci dicono che era il braccio destro, amico e talvolta amante della regina Cleopatra, e che abbia avuto un ruolo fondamentale in un episodio che avrebbe segnato profondamente la sua epoca, ovvero l’incontro segreto tra la sovrana egiziana e Giulio Cesare.

Scopriamo insieme questo personaggio e le vicende che lo hanno reso un importante tassello nel puzzle della storia.

La leggenda di Apollodoro il Siciliano

Della figura di Apollodoro, storicamente non si sa molto. Si dice che fosse nato in una città della Sicilia orientale (forse Hybla Gereatis, nei pressi dell’odierna Paternò) e che in giovane età sia approdato alla corte della regina Cleopatra, forse in veste di cuoco personale.

Quest’ultima professione, forse marginale in molti altri regni, per la sovrana egiziana rappresentava invece uno dei ruoli di maggior fiducia e responsabilità. Gran parte dei suoi familiari era stata infatti uccisa per mezzo di potenti veleni somministrati attraverso cibo e bevande. Proprio per questo motivo uno dei primi atti di Cleopatra, una volta sul trono, fu quello di inviare i suoi emissari in giro per il mondo alla ricerca di una persona abile ai fornelli, ma soprattutto fedelissima.

A quanto pare la scelta cadde sul siciliano Apollodoro, che oltre ad essere un finissimo cuoco era anche un giovane di bell’aspetto e dotato di grande prestanza fisica.
Non ci volle molto affinché il ragazzo diventasse il favorito della regina in camera da letto, oltre che in cucina.

Con il passare degli anni il rapporto tra i due divenne sempre più forte. Pare che Cleopatra si fidasse tanto di lui da farne il suo braccio destro, consigliere, confidente e guardia del corpo personale, ovvero l’uomo che la accompagnava ovunque andasse.

La devozione di Apollodoro per la sua regina era tale da accompagnarla anche nella missione più difficile, rischiosissima per le vite di entrambi, ma soprattutto durissima per il rapporto d’amore che li univa.

La missione segreta di Cleopatra

Apollodoro il Siciliano
Busto di Cleopatra – Sailko, Public domain, via Wikimedia Commons

Quanto detto fin’ora su Apollodoro è frutto di dicerie ed informazioni sicuramente romanzate, di scarsissimo valore storico. La pericolosissima missione di Cleopatra è invece molto più verosimile, anche perché riportata in numerose fonti molto antiche, tra cui Plutarco.

Alla morte del faraone Tolomeo XII, nel 52 a.C., il trono d’Egitto passò in mano alla figlia illegittima Cleopatra, in co-reggenza con il fratello minore (e formalmente sposo) Tolomeo XIII, che però all’epoca aveva solo 10 anni e che fu inizialmente escluso da ogni ruolo governativo.

Nel giro di pochi anni, la volontà di entrambi i fratelli di ottenere il potere esclusivo, causò enormi tensioni in tutto il regno, con la costituzione di due fazioni rivali e numerosi tentativi di omicidio perpetrati soprattutto a danno della regina.

Per appianare queste questioni, che causavano instabilità in tutta la regione, intervenne Giulio Cesare, all’epoca console nonché depositario del testamento del faraone Tolomeo XII, che affidava all’impero Romano il regno d’Egitto guidato dai suoi figli.

Giunto ad Alessandria nell’estate del 48 a.C., Cesare convocò entrambi i fratelli. Tolomeo XIII arrivato per primo all’incontro, diede disposizioni al governatore della città affinché bloccasse l’accesso al porto e piazzasse le sue guardie per impedire l’accesso alla sorella.

Venuta a conoscenza della situazione, Cleopatra decise di distaccarsi dal suo seguito e provare ad entrare di nascosto, facendosi accompagnare dal solo Apollodoro. Riusciti a sbarcare ad Alessandria, forse corrompendo un funzionario del porto, i due decisero di ricorrere a uno stratagemma per riuscire a superare le numerose guardie schierate per le strade.

La regina fu distesa e arrotolata in un tappeto, che il forte siciliano si caricò sulle spalle. Tra la scarsa luce del crepuscolo e l’aspetto insospettabile di quello che sembrava essere il garzone di un mercante, i due riuscirono a raggiungere il palazzo, introducendosi fino alle stanze di Cesare.

Fu forse la promessa di un prezioso dono da parte di Cleopatra, che incuriosì il romano, il quale diede l’ordine alla sua scorta personale di far passare lo sconosciuto. Aveva appena permesso alla sua regina di incontrare il potente alleato e il resto, come si suol dire, è storia nota.

Cleopatra sedusse Cesare riuscendo ad ottenere il suo prezioso appoggio nel contenzioso con il fratello e del fidato Apollodoro non si ebbe più notizia.

Fonti: Plutarco – Vite Parallele
M. Grant – Kleopatra – German Bergisch Gladbach – 1998
D.W. Roller, Cleopatra: A Biography, Oxford University Press, 2010

Foto Copertina: Jean Leon Gerome – Cleopatra e Cesare

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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