Biscotti reginelle o inciminati

Semplici biscotti croccanti molto diffusi a Palermo

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Le reginelle o inciminati, sono tradizionali biscotti siciliani, conosciute anche come “biscotti inciminati” o “viscotta cu ciminu” perché interamente ricoperti da semi di sesamo, detto in siciliano “cimino”o “giuggiulena”.

Le reginelle sono semplici biscotti croccanti, buoni, friabili, fragranti e vi assicuro, uno tira l’altro, davvero irresistibili!
A Palermo li troverete facilmente in  tutti i panifici che li espongono in bella vista, tanto da indurti spessissimo a comprarli.

Da dove derivi questo imponente nome “Reginelle” non si sa, visto che di regale e lussuoso non hanno nulla tranne che la bontà di un semplice biscotto preparato anche in povere case, qualcuno sostiene che questo nome possa essere dovuto alla loro forma allungata che ricorda quella delle dita di una regina, da cui deriva appunto il loro nome.


INGREDIENTI

500 g di farina
150 g di strutto o burro
200 g di zucchero
2 uova
un po’ di sale
latte
scorza di 1 limone
semi di sesamo (circa 200 g)
1/2 bustina di lievito

PROCEDIMENTO

Disponete la farina sul piano di lavoro, unite lo strutto, il lievito, lo zucchero, le uova, la buccia grattugiata del limone e un po’ di latte, impastate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. formate una palla, coprite e riponete in frigo per circa 1 ora. 

Passato il tempo indicato formate tanti cilindretti di circa 5/6 cm, e passateli nei semi di sesamo.
Disponeteli su di una placca foderata con carta forno e cuocete in forno caldo a 180° per 15 minuti circa. Appena caldi questi biscotti sono friabili, una volta raffreddati diventano più croccanti.  Potete conservarli in una scatola di latta.

Le Reginelle: un dolce scrigno di sapori siciliani da assaporare e condividere!

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Serafina Stanzione
Serafina Stanzione
Staff member. Redattrice, responsabile e curatrice della sezione dedicata agli Eventi a Palermo

5 COMMENTI

  1. Ne ho provate tante ma questa è la ricetta che cercavo , ho fatto doppia dose ed è proprio vero uno tira l’altro. Grazie per la ricetta.

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