Enrico VII: Il re poppante figlio di Federico II

La storia di Enrico, figlio primogenito di Federico II, merita di essere ricordata. Fu infatti incoronato re di Sicilia dal suo stesso padre, quando era solo un bambino.

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Tra gli episodi più curiosi avvenuti in Sicilia, non molti conoscono quello legato all’incoronazione di Enrico VII di Hohenstaufen a Re di Sicilia.
Cosa c’è di curioso?
In primo luogo va detto che suo padre, Federico II, era ancora vivo e in carica quando questo avvenne. In secondo luogo il fatto che probabilmente Enrico indossava un pannolino sotto i paramenti regali, visto che all’epoca aveva appena un anno d’età.

Ecco il motivo che portò a questo episodio inusuale.

Le manovre politiche di Federico II

Enrico VII
Enrico VII di Germania

Questa storia inizia a Palermo nel 1211, quando nacque il primogenito di Costanza d’Aragona e Federico II, che fu chiamato Enrico come suo nonno.

In quel periodo, Federico aveva quindici anni! ed era alle prese con il richiamo delle sue origini teutoniche. Infatti la situazione nel Regno di Germania era tutt’altro che stabile, con numerose lotte intestine per ottenere la supremazia politica ed il titolo di sovrano (che non era una carica ereditaria bensì elettiva).

A tal proposito i principi tedeschi, su pressione del papa Innocenzo III, avevano deciso di deporre il precedente sovrano e appoggiare ufficialmente Federico, che nel 1212 fu così richiamato in Germania per prendere il potere.

Deciso a partire fu dunque costretto a dare le opportune disposizioni per il governo della Sicilia durante la sua assenza. La moglie Costanza, in quanto regina, avrebbe assunto il ruolo di reggente, ma il trono sarebbe andato ad un altro Hohenstaufen, il figlio neonato, che fu così incoronato con il nome di Enrico II di Sicilia e con la funzione di co-reggente del Regno.

Il viaggio di Federico per la conquista del trono tedesco fu tutt’altro che breve. Nonostante l’appoggio del papato e di parte della nobiltà, il suo predecessore Ottone IV non aveva alcuna intenzione di farsi da parte. Passarono tre anni prima che lo Stupor Mundi riuscisse a conquistare definitivamente il titolo di re di Germania.
Ma Federico non aveva alcuna intenzione di restare a lungo in terra tedesca, voleva assolutamente tornare a casa sua, in Sicilia.

La soluzione che decise di adottare fu la stessa che aveva già applicato in precedenza e nel 1220 il suo primogenito, all’età di soli 9 anni, fu nuovamente incoronato, stavolta come Enrico VII di Germania. Al suo fianco furono posti degli uomini di fiducia di Federico, che neo eletto imperatore poté finalmente fare ritorno a Palermo, dopo 8 lunghi anni di assenza.

Enrico VII contro Federico II: il figlio contro il padre.

Enrico VII di Germania
Incoronazione di Enrico VII Re di Germania

I primi anni di regno di Enrico VII procedettero come previsto. I fidatissimi consiglieri assegnati dal padre Federico al nuovo re, si occupavano delle pratiche di governo e della formazione del giovane sovrano.
Tuttavia la situazione era destinata a cambiare.

Con il passare degli anni, Enrico iniziò a sviluppare un carattere forte e ribelle, che mal si sposava con il regno satellite che Federico aveva progettato. Il giovane sovrano iniziò a spingere per ottenere un governo che fosse sempre più autonomo rispetto alla volontà del padre.

Inizialmente i consiglieri, sempre fedeli all’imperatore, riuscirono a frenare gli impulsi di Enrico, salvaguardando così i complessi equilibri tra papato e nobiltà che tenevano in piedi il trono di Germania, ma a poco a poco la sete di potere ed indipendenza presero il sopravvento, ed una serie di manovre politiche e militari avventate costrinsero Federico ad intervenire personalmente per risolvere la situazione.

Nel 1231 convocò a Ravenna il re e i principi tedeschi, al fine di discutere importanti questioni politiche e soprattutto per mettere pace e consolidare l’appoggio alla corona degli Hohenstaufen. Tuttavia Enrico disertò l’incontro.
Fu necessario inviare in Germania il cancelliere imperiale, Sigfrido di Ratisbona, affinché il re si convincesse ad accettare un incontro con l’imperatore, l’anno successivo ad Aquileia. Nell’aprile del 1232 padre e figlio finalmente si rividero, per la prima volta dopo 12 lunghi anni.

In questa occasione Federico riconobbe ufficialmente il potere del figlio come re di Germania, ma sanciva indiscutibilmente la sua subordinazione alla corona imperiale. Un risultato agrodolce per la voglia d’indipendenza di Enrico VII, che non ebbe altra scelta che promettere obbedienza.

Ma la pace non era destinata a durare.

La sostituzione di alcuni consiglieri e delle scelte politiche in netta contrapposizione con gli interessi dell’Impero, causarono nuove lamentele da parte dei principi tedeschi. L’ultima goccia fu la stipula di un’alleanza difensiva tra il regno di Germania e gli acerrimi nemici di Federico II, la Lega Lombarda.
Il tradimento era completo e nel 1235 l’Imperatore partì dalla Sicilia con un esotico corteo alla volta della Germania, oltre alla scorta imperiale, il drappello comprendeva infatti armate saracene, elefanti, leopardi e dromedari.
Mano mano che Federico si muoveva verso nord, i nobili e i principi gli andavano incontro per rendergli omaggio e offrire il loro supporto. Alla fine del viaggio i suoi seguaci erano così numerosi da dissuadere Enrico ad opporre la resistenza che aveva inizialmente previsto e ad andare anche lui incontro al padre per implorarne il perdono.

morte Enrico VII
Morte di Enrico VII

Sebbene l’accusa di tradimento spingesse gli oppositori di Enrico a chiederne la messa a morte, Federico decise di concedergli la grazia, condannandolo tuttavia al carcere a vita.

Scortato nel Regno di Sicilia, tra Calabria e Basilicata, il re detronizzato fu detenuto nei castelli di San Fele e Nicastro. Nel 1242, ormai sfigurato dalla lebbra e logorato nello spirito, trovò la morte durante un trasferimento al castello di San Marco. Secondo molte fonti si suicidò gettandosi dal cavallo in un dirupo, secondo altri invece morì a causa di un’improvviso peggioramento della sua malattia.

Appresa la notizia della sua morte, Federico ordinò che fosse seppellito nel duomo di Cosenza. La faida tra padre e figlio era terminata.

Questa vicenda, curiosa e triste allo stesso tempo, ci restituisce un’immagine non troppo lusinghiera di Federico II nel ruolo di padre, in grado di usare più che di amare il suo primogenito, tanto da trasformarlo nel controverso personaggio di cui abbiamo appena approfondito la conoscenza.

Leggi anche:
Michele Scoto, un mago alla corte di Federico II
La migrazione dei Lombardi in Sicilia
Costanza d’Altavilla, da monaca a regina

Fonti: Ernst H. Kantorowicz – Federico II Imperatore – 1931
WWolfgang Stürner – Enrico VII re di Sicilia e di Germania (Federiciana) – Treccani
Wikipedia.org – Enrico VII di Germania

Foto Copertina: Depositphotos

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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