Ghito Vernazza, l’argentino che fece innamorare Palermo

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Quando nel 2000 ai tifosi del Palermo fu chiesto di eleggere il miglior giocatore del secolo, la risposta fu chiara. Vinse con un ampio margine l’argentino Santiago “Ghito” Vernazza, ala offensiva dal destro micidiale, che indossò la casacca rosanero tra il 1957 ed il 1960.

Avrà portato il Palermo ad alti livelli, penserete voi, e invece no. In quegli anni la squadra si trovava in un limbo tra la promozione in serie A e la retrocessione in B.
Eppure Vernazza è rimasto nella leggenda del Club, di cui tutt’ora è il terzo miglior marcatore della storia.

Scopriamo di più su questo indimenticato campione.

L’arrivo di Ghito Vernazza a Palermo

Ghito Vernazza
Vernazza esulta dopo un gol – Pubblico dominio

La seconda metà degli anni ‘50, non furono un periodo esaltante per il Palermo. Dopo un record di 6 salvezze consecutive in serie A, arrivato in parte grazie alla gestione del presidente Raimondo Lanza di Trabia, nel ‘54 il club alla fine retrocesse in serie B, dove iniziò un periodo altalenante. Al primo anno tra i cadetti la squadra rischiò addirittura una seconda retrocessione in C, l’anno successivo riuscì invece ad essere promossa in A.
Tuttavia la nuova avventura dei rosanero, nella stagione 1956/57, fu la peggiore di sempre in termini di gioco e risultati, con la squadra che già a metà anno appariva spacciata.

Per cercare di salvare la stagione, l’allora segretario Totò Vilardo, soprannominato “Lo Stregone del Calcio”, a gennaio si mosse alla ricerca di un rinforzo che potesse far fare un salto di qualità alla squadra. La scelta ricadde sul 28enne Santiago Vernazza, capocannoniere del campionato argentino e quattro volte campione con il River Plate.

Un campione di questo calibro oggi sarebbe conteso dalle più grandi squadre d’Europa, ma a quei tempi la conoscenza dei campionati d’oltremare non era molto diffusa, tanto che al suo arrivo in Italia nessuno sapeva chi fosse.
Era talmente sconosciuto che al suo esordio il pubblico di Palermo lo fischiò sonoramente, forse perché toglieva il posto a Franco Maselli, uno dei beniamini di casa, o forse perché di fronte ad una situazione di classifica disastrosa, i tifosi si sarebbero aspettati qualche nome più noto.

Eppure l’opinione della Favorita sarebbe presto cambiata.

Alla fine dell’anno il Palermo confermò la pessima annata, piazzandosi all’ultimo posto in classifica, ma dopo un avvio incerto, Vernazza si era finalmente sbloccato, segnando ben 11 dei 19 gol segnati dai rosanero nel girone di ritorno.

Il purgatorio in B e la riconquista della A

Il primo anno in serie B non andò come sperato. Nonostante la voglia di risalire in A e il fortino della Favorita (dove il Palermo non perse mai), la classifica alla fine vide i rosanero al sesto posto. Vernazza si confermò l’uomo chiave della squadra, con 12 gol segnati, tuttavia questo non fu abbastanza.

L’anno successivo, nella stagione 1958/59, la musica cambiò. La squadra fu affidata all’ex capitano rosanero Čestmír Vycpálek, alla prima esperienza da allenatore.
Sotto la sua guida, l’argentino con il numero 7 sulla schiena, trascinò la squadra al secondo posto e alla promozione grazie alle sue 19 reti. Ghito Vernazza era il primo straniero a vincere la classifica cannonieri della serie B.

L’anno successivo, in serie A, il Palermo lottò ferocemente per non retrocedere, conquistando talvolta anche vittorie importanti contro squadre nettamente più forti. Poi nel finale di campionato tutto cambiò all’improvviso.

Il drammatico finale e l’addio a Palermo

A quattro giornate dalla fine, con la squadra in piena lotta salvezza, l’allenatore Vycpálek ebbe una discussione con il segretario del club Totò Vilardo e fu improvvisamente esonerato. Mancavano poche ore alla delicata trasferta in casa dell’Inter, così la panchina fu offerta temporaneamente proprio a Ghito Vernazza, che ricoprì dunque il ruolo di allenatore per un giorno.

Alla penultima giornata, in trasferta contro il Genoa già retrocesso, i rosanero avevano l’obbligo di vincere per scavalcare l’Udinese e uscire dalla zona retrocessione. La partita è bloccata sull’1-1, quando l’arbitro assegnò un rigore al Palermo. Sul dischetto si presentò il bomber Vernazza, di solito infallibile dagli 11 metri, che invece incredibilmente sbagliò!
Qualcuno dice che l’errore fu dovuto alle gelosie del compagno di squadra Arce, che durante la preparazione del tiro lo provocò dicendogli: “Lo sbagli, lo sbagli. Non vedi come sei pallido?”.

La partita finì in pareggio e il Palermo rimase in zona retrocessione. Inutile fu il punto conquistato all’ultima giornata a Torino contro la Juventus, l’Udinese rimase un punto sopra e si salvò.
Retrocesso in B, il club siciliano si vide allora costretto ad accettare l’offerta di 100 milioni arrivata dal Milan per l’acquisto di Ghito Vernazza. Il campione argentino giocò in rossonero una sola stagione come spalla di Altafini, segnando 14 gol e confermando le sue grandi doti.

Infine, dopo un passaggio al Vicenza, Ghito si ritirò e tornò in patria, dove aprì una scuola calcio e avviò diverse imprese. Tuttavia non dimenticherà mai Palermo e l’amore dei suoi tifosi.
Nel 2009, ormai ottantenne, venne invitato al Renzo Barbera, dove ricevette una maglia col suo nome e l’ovazione del pubblico che ne ha amato le gesta (o almeno della sua stirpe).

In questa occasione dichiarò: “Mi sento un siciliano nel cuore e ciò che provo si consolida sempre più con il passare degli anni, ragion per cui ringrazio Dio per avermi dato la possibilità di tornare a Palermo, quella che considero la mia città”.

La leggenda di Ghito Vernazza

Come detto, Ghito Vernazza era noto soprattutto per il suo potentissimo tiro di destro. I telecronisti argentini dicevano che aveva “un cannone nello scarpino”.
La leggenda vuole che in più di un’occasione abbia calciato così forte da bucare la rete. Un’altra versione della storia vuole che un potente tiro dell’argentino fosse finito fuori, nella parte esterna della rete, che però si bucò lasciando entrare il pallone. L’arbitro vedendo la palla dentro diede gol, nonostante le proteste degli avversari e l’ammissione dello stesso calciatore.

Al di là delle leggende, di cui purtroppo è difficile stabilire la veridicità, visto che molti dettagli sulle partite dell’epoca non sono di facile reperibilità, sono rimaste nella storia alcune prestazioni storiche del bomber in maglia rosanero.
Nella stagione della promozione in A, in Palermo-Como, sul parziale di 1-0 per gli ospiti Vernazza ribaltò praticamente la partita da solo, siglando una tripletta in sei minuti.
L’anno dopo, in Serie A contro l’Alessandria, Vernazza segnò su calcio di punizione da centrocampo.

Alla fine a Palermo fu autore di 51 gol in 115 presenze, diventando una leggenda del club, tanto da essere eletto, ben 40 anni dopo, il miglior calciatore rosanero del secolo.
Certamente un pezzo di storia dello sport della nostra città.

Di seguito, in un video dell’epoca, la vittoria del Palermo sul Milan proprio grazie ad un potente rigore di Ghito Vernazza.

Fonti: Wikipedia.org – Santiago Vernazza
G. Manenti – SANTIAGO “GHITO” VERNAZZA, IL PRIMO IDOLO ROSANERO – Sport660
S. Geraci – Vecchie Glorie: Vernazza allenatore per un giorno – Repubblica.it

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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