I tesori della Cattedrale di Palermo

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La cattedrale di Palermo custodisce all’interno della cripta uno dei più importanti tesori ecclesiastici della Sicilia. Esso comprende una raccolta di opere d’arte del periodo normanno fino all’Ottocento. Le tombe dei sovrani normanni e i reperti trovati all’interno di esse come la celebre Corona di Costanza d’Aragona

Le tombe reali

Nel primo vano troviamo la tomba dell’imperatore  Enrico VI di Hohenstaufen realizzata in porfido massiccio e baldacchino sempre in porfido a forma di tempio. Simile alla prima è la tomba della moglie, l’imperatrice Costanza d’Altavilla, mentre il baldacchino è in marmo bianco e presenta una decorazione musiva con tessere d’oro: incassata nella parete di fondo della cappella troviamo il sarcofago in marmo bianco di epoca romana, dell’imperatrice  Costanza d’Aragona, figlia di Alfonso II d’Aragona e prima moglie di Federico II, nel cui fronte è scolpita una piacevole scena di caccia.
Nel secondo vano si trova il monumento sepolcrale del grande Federico II, tutto in porfido rosso appoggiato su un basamento formato da due coppie di leoni che sostengono l’urna nella curva dei loro dorsi: il sarcofago di Federico reca scolpiti sul coperchio, dei tondi dove sono rappresentati i quattro evangelisti, il  Redentore e una Madonna con Bambino. Il sarcofago contiene altri due corpi, quello di Pietro III d’Aragona e quello di una giovane donna la cui identità è ancora avvolta nel mistero (forse la nipote Beatrice, figlia di Manfredi).
Dietro la tomba di Federico si trova il sarcofago di Ruggero II, primo re di Sicilia, costruito in lastre di porfido squadrate sostenuto da telamoni scolpiti in marmo bianco, è coperto da un baldacchino marmoreo con decorazione musiva, molto simile a quello della figlia Costanza d’Altavilla: nella parete di sinistra che delimita la cappella con la tomba di Federico, troviamo il sarcofago di Guglielmo d’Aragona duca di Atene e figlio di Federico III d’Aragona. Due dei sarcofagi di porfido sono quelli che re Ruggero II fece sistemare nel Duomo di Cefalù per accogliere le sue spoglie e quelle del suo successore. Il nipote, l’imperatore Federico II, non rispettando le volontà del nonno, con un atto di prepotenza nel 1215 li fece traslare nella Cattedrale di Palermo, dove accolsero le salme dei suoi genitori, Enrico VI e Costanza d’Altavilla. Al sepolcro di Federico provvide il figlio Manfredi. Alcuni studiosi sostengono invece, che il sarcofago di Federico sia uno dei due “cefaludensi” e che l’altro sia quello di Enrico.

La corona di Costanza d’Aragona

Tra i tesori della cripta, custodita in una teca di vetro c’è la Corona di Costanza, la prima moglie di Federico II di Svevia, l’imperatrice Costanza d’Aragona. Una calotta emisferica anche detta “kamelaukion”, la corona imperiale portata dagli imperatori bizantini. Una corona d’oro e rame, decorata con smalti, gemme preziose e perle, con due pendenti laterali in oro, di forma triangolare ornati con smalti e granate, presumibilmente realizzata da maestri orafi e artigiani siciliani.

Da quanto riportano alcune fonti, la corona non era proprio di Costanza ma di Federico II che per assoluto rispetto la mise nella tomba della moglie. Altre sostengono invece che la corona  fosse stata indossata dalla Regina di Sicilia per l’incoronazione ad Imperatrice.
Ma comunque qualunque sia la tesi giusta, resta la bellezza di un tesoro da ammirare.

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