Il Cimitero degli Inglesi di Palermo

Questo piccolo cimitero è sito all'Acquasanta accanto ai locali del vecchio lazzaretto, poi divenuti sede della Regia Manifattura Tabacchi. Qui trovavano riposo i cittadini stranieri che non professavano la religione cattolica.

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Il Cimitero degli Inglesi, o più propriamente cimitero Acattolico di Palermo, è un luogo di sepoltura sito nel quartiere dell’Acquasanta a Palermo, in Via S. Guli, 19. In questo pezzetto di terra a due passi dal mare e non lontano dal grande cimitero dei Rotoli, trovavano riposo i defunti eterodossi, ovvero che non professavano la religione cattolica. Si tratta perlopiù di protestanti (non solo anglicani), ebrei e atei che hanno vissuto a Palermo nella prima metà del XIX secolo.

La storia di questo luogo inizia nel 1628, quando il viceré Francesco Fernandez de La Cueva, duca di Alburquerque, fece costruire un lazzaretto al di fuori delle mura cittadine, più precisamente nell’attuale borgata dell’ Acquasanta, allora conosciuta come Feudo Barca. Questo edificio, fu realizzato a spese del Senato Palermitano su un magazzino di cereali acquistato dai monaci di San Martino delle Scale, e doveva servire ad evitare un nuovo contagio di peste, dopo la terribile epidemia degli anni precedenti, che terminò (si dice) per intercessione della neo-patrona Santa Rosalia.
Visto che la malattia devastava ancora le grandi città di tutta Europa, il lazzaretto doveva quindi servire ad accogliere i forestieri che presentavano sintomi sospetti, nonché le merci provenienti da luoghi infetti. L’ingresso a questo edificio avveniva direttamente dal mare, in modo da evitare il contatto con il mondo esterno.

Dopo appositi trattamenti ed un’opportuna quarantena, uomini e carichi erano finalmente liberi di entrare in città.

La nascita del cimitero degli Inglesi invece risale a qualche secolo dopo. Con il decreto del 1787 ad opera del viceré Francesco D’Aquino principe di Caramanico, che vietava di seppellire i defunti all’interno delle mura cittadine, si rese necessario l’utilizzo dei cimiteri pubblici, fatti realizzare solo qualche anno prima dal predecessore Domenico Caracciolo.

Ma i camposanti pubblici di Palermo, erano intesi come cimiteri cattolici pertanto non considerati adatti a dare riposo agli eterodossi, primi tra tutti gli inglesi, che già da allora formavano una nutrita comunità nel capoluogo siciliano.

A tale scopo si decise dunque di utilizzare il terreno del Lazzaretto, probabilmente già utilizzato in passato per qualche sepoltura comune. Ovviamente questo fu opportunamente sistemato, con un bell’ingresso monumentale (tutt’oggi esistente) realizzato con delle pietre provenienti da Portella di Mare e una scultura del Genio della Salute. Inoltre il terreno fu piantato a mirti e cipressi, che conferivano una maggiore eleganza.
Nel 1812 si registra la prima sepoltura e in pochi anni molti nomi britannici, francesi e tedeschi iniziarono a “popolare” questo piccolo ma caratteristico cimitero.

Con l’epidemia di colera del 1837 i camposanti di Palermo si riempirono rapidamente e il piccolo terreno del Lazzaretto non fece eccezione.
Con la costruzione del grande cimitero dei Rotoli, realizzato appunto per l’improvviso sovraffollamento di Sant’Orsola, si dispose al suo interno uno spazio dedicato ai defunti acattolici. Questi erano soprattutto mercenari svizzeri assoldati dal governo borbonico, ma vi trovarono posto anche le ossa dei defunti che si trovavano nel piccolo cimitero vicino da più di 10 anni.

All’arrivo di Garibaldi nel 1860 e la sua nomina a Dittatore della Sicilia, la comunità inglese a lui molto vicina, gli espose il problema delle sepolture, così l’area acattolica del cimitero dei Rotoli e il piccolo cimitero del Lazzaretto furono definitivamente assegnati a loro e posti sotto la tutela di James Rose e della sua famiglia, che aveva il compito di curare entrambi i luoghi di sepoltura.

Alla fine del XIX secolo l’antico edificio del Lazzaretto fu trasformato nella Regia Manifattura Tabacchi e negli anni ’20 la gestione del cimitero degli Inglesi passò in mano alla famiglia Whitaker, una delle più famose di Palermo, che la tenne fino al 1950, quando le ultime eredi lo vendettero al Comune di Palermo.

Da allora il bene fu abbandonato e lasciato all’incuria. I ragazzini della zona lo utilizzarono per anni come campo da calcio e in una delle strutture annesse (la vecchia casa del custode) negli anni ’90 fu addirittura aperto un piccolo pub a tema, in cui, tra le altre cose, si poteva bere i drink in bicchieri a forma di teschio. Fortunatamente questa attività in stile Famiglia Addams durò solo pochi mesi.

Dal 2018 il cimitero degli Inglesi è stato riaperto al pubblico e riconosciuto come bene culturale. Forse non ritornerà alla sua antica e semplice bellezza, ma è pur sempre un pezzo di storia che merita di essere valorizzato.

In questo video del 2014 si può vedere l’area cimiteriale, così com’era in stato di totale abbandono.

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile, redattore e fotografo di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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