Il Santuario della Madonna dell’Olio

Luogo di silenzio e di pace a Blufi a pochi chilometri da Palermo

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Il Santuario della Madonna dell’Olio sorge in aperta campagna, un luogo di silenzio e di pace, nel territorio del Comune di Blufi in provincia di Palermo (un tempo frazione di Petralia Soprana), a 2 Km circa dal centro abitato del piccolo paese e a 115 Km dal capoluogo siciliano.

L’attribuzione di “Madonna dell’olio” si pensa abbia più radici. La più accreditata si riferisce alla presenza di una sorgente di olio minerale menzionata da geologi moderni, storici e geografi antichi, che da tanti secoli affiora a poche centinaia di metri dal Santuario. Olio che, con tanta devozione, veniva adoperato per curare malattie cutanee e anche come vermifugo.

Altra teoria di tale denominazione deriva dalla presenza antica di alberi d’ulivo che spiegano anche il nome del “Torrente Oliva“, che scorre non lontano dal Santuario e che sfocia nel fiume Imera Meridionale in una zona chiamata “Giardini d’Oliva.
Qualunque sia comunque l’origine di questo nome attribuito alla Madonna dobbiamo dire che non poteva esserci nome più appropriato visto il luogo in cui sorge questo Santuario a Lei dedicato.

Un’olio miracoloso: storia e leggenda

Le virtù terapeutiche dell’olio della Madonna vengono citate in alcune fonti storiche.

Vito Amico, storiografo regio della Sicilia, nel suo “Lexicon topograficum Siculum“, un dizionario topografico riguardante tutte le località della Sicilia così scrive: “Nel territorio (di Petralia Soprana) c’è una fonte celeberrima d’olio galleggiante che, raccolto di mattina, viene conservato nei vasi. Vicino (c’è) la chiesa rurale della Madre di Dio con custodi eremiti. L’olio è indicatissimo per curare le malattie cutanee, sgorga abbondantemente e viene usato largamente nell’isola. Per questa fonte la città viene chiamata Pietra dell’olio e volgarmente Petralia”. 

Un atto del Quattrocento di un notaio della vicina Polizzi Generosa fa cenno a “certi uomini lebbrosi, ricercati da un regio portiere di Palermo”, che “vennero trovati in terra di Petralia e presso la fonte del petrolio”.

Una leggenda racconta, che vicinissimo al santuario vi era una una sorgente di olio commestibile che poi si sarebbe mutato in olio nero combustibile perché ne veniva attinto più del necessario e dunque sarebbe affiorato in un altro luogo.

Storie e leggende si intrecciano come in ogni luogo ricco di credenze popolari e fatti realmente accaduti. Sì perché, ci si creda o no, alcune persone affermano di essere davvero guarite da questo miracoloso olio. Miracolo della Natura o miracolo della Madonna? Dipende ovviamente dalla fede di chi ne ha avuto bisogno.

Il Santuario della Madonna dell’olio

Il Santuario della Madonna dell’olio ha subito purtroppo nell’arco del tempo delle sovrapposizioni di stili. Le origini del Santuario risalirebbero all’epoca medievale (sec. VIII), mentre una piccola cappella dedicata alla Madonna è testimoniata sin dal secolo XII.

La chiesa attuale è d’impianto settecentesco
La facciata in pietra era arricchita un tempo da un piccolo campanile, che venne distrutto da un fulmine e risistemato dopo con pietre intagliate. Oggi non esiste neanche quello, il vecchio campanile è stato rimpiazzato da uno in cemento armato che non rispecchia ovviamente lo stile. Delle tre campane tutt’ora esistenti una è piuttosto recente; la più grande risale al 1810; la più piccola venne fatta nel 1664, ed ha inciso “S. Maria olei = S. Maria dell’Olio”.

L‘interno della chiesa è decorato con pregevoli stucchi alcuni dei quali, ricoperti d’oro zecchino in seguito colorato. Ad ornare la volta a botte un affresco dell’Assunta e tre antichi lampadari che illuminano la chiesa.

L’altare maggiore, edificato nel 1860, è in marmo e presenta alcune figure in legno sovrapposte in seguito, raffiguranti Abramo mentre sta per compiere il sacrificio di Isacco e Melchisedek che benedice Abramo che torna vittorioso da una battaglia.
In alto, in una nicchia si eleva la venerata statua della Madonna dell’olio che tiene sul braccio sinistro Gesù bambino.

Bello è l’altare di San Giuseppe, con marmi, fregi e gigli e con una piccola immagine del Santo scolpito su di una lastra.

La devozione alla Madonna dell’Olio, molto fervida negli abitanti di Blufi e dei paesi vicini, viene ricordata in due date in cui si festeggia la Madonna, il martedì dopo Pentecoste e il 15 agosto, solennità dell’Assunta.

In primavera, tra marzo e maggio, i campi coltivati a grano, davanti al Santuario, si riempiono di tulipani rossi regalando a questo posto un’ulteriore bellezza.

Serafina Stanzione

Foto di copertina di Mario Abbate

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Serafina Stanzione
Serafina Stanzione
Staff member. Redattrice, responsabile e curatrice della sezione dedicata agli Eventi a Palermo

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