Tra i culti mariani più curiosi della Sicilia (e del mondo), c’è quello legato alla Madonna delle Milizie, di solito rappresentata a cavallo con in mano la spada sguainata, intenta a combattere le armate saracene. Tale culto è legato ad un episodio che mescola storia e leggenda, che vide Maria apparire in battaglia, al fianco delle truppe normanne di Ruggero, permettendo loro di conquistare una insperata vittoria contro i saraceni.
Ecco tutta la storia.
La leggenda della Madonna delle Milizie
Questa vicenda ha luogo nel 1091, nella Sicilia sud orientale, dove le truppe normanne erano impegnate a fronteggiare una delle temibili incursioni dei saraceni, che avevano intenzione di riconquistare l’isola.
Nei pressi di Donnalucata, i soldati di Ruggero d’Altavilla stavano affrontando una battaglia decisiva, contro gli arabi dell’emiro Belcane. Lo scontro era aspro e le armate musulmane combattevano con impeto e slancio incontenibili.
Nel momento in cui tutto sembrava perduto e i normanni stavano per soccombere, ecco un’improvvisa apparizione.
Da un’enorme nuvola splendente, una formidabile guerriera a cavallo si gettò nella mischia armi in pugno, gettando scompiglio tra le armate saracene e permettendo ai difensori di ottenere un’insperata vittoria.
Chi era quella donna? Naturalmente la Madonna, giunta in soccorso grazie alle invocazioni dei soldati morenti sul campo di battaglia.
Nei Codici Sciclitani, due antiche memorie rinvenute il 15 marzo 1653 dal notaio Giuseppe Di Lorenzo nell’archivio del Castello Triquestre, ma ritenute di dubbia autenticità, è menzionato l’episodio in siciliano antico, e la Madonna compare più realisticamente come una visione tra le nuvole e non come una presenza:
“… e subito videro in cielo una nuvola, che splendeva come il Sole, e dentro la Vergine Maria, con una spada nella mano destra, che incitava il suo popolo: «Eccomi, città mia diletta, ti protegga la mia destra!»
Si alzarono da terra immediatamente, e videro l’esercito dei Normanni, più veloce di aquila, che veniva in aiuto, e tutti uniti si mossero come fulmine contro gli infedeli e li distrussero, e fu tale la confusione e lo spavento, che quelli si uccisero essi stessi…”
In ogni modo, è chiaro che questa storia è in realtà una straordinaria leggenda ricca di elementi simbolici, ma tanto forte da scatenare un culto sentitissimo soprattutto nel paese di Scicli, dove ogni anno si tiene un’elaborata rappresentazione in costume che rievoca la storica battaglia medievale.
Il culto della Madonna Guerriera
Contrariamente a quanto molti pensano, il nome di Maria S.S. delle Milizie non è dovuto all’aspetto guerriero della Madonna, bensì al luogo in cui avvenne la leggendaria battaglia, ovvero la contrada dei “Mulici”. Quindi il nome originale di Maronna ri Mulici è stato poi grossolanamente italianizzato nella sua forma attuale.

Il culto religioso legato a questa figura, non sarebbe in realtà risalente all’epoca normanna, visto che la leggenda appare in un’epoca in cui in Sicilia, e in tutta l’area del Mediterraneo, imperversava la paura dei pirati Turchi e delle loro incursioni sulla terraferma. Dunque fu probabilmente in questo ambito che la leggenda prese piede, esortando i siciliani a difendere le proprie coste in nome della cristianità e con l’aiuto della Madonna.
Così questo culto unico al mondo prese piede e tutt’ora sopravvive. Tra le varie rappresentazioni di questa Madonna guerriera, la più famosa è quella della statua settecentesca, custodita nella chiesa di sant’Ignazio di Scicli.
Il simulacro è realizzato in legno, e rappresenta la Vergine su un cavallo rampante mentre travolge due saraceni. L’opera è eseguita con cartapesta, capelli umani e altri materiali misti ed ogni anno viene portata in processione per le strade di Scicli nell’ultimo sabato di maggio.
La festa della Madonna delle Milizie
La Festa della Madonna delle Milizie a Scicli viene celebrata ogni anno l’ultimo sabato di maggio e in questa occasione si tiene anche la famosa rievocazione in costume della battaglia dei Mulici, di cui si ha notizia sin dal XVIII secolo.
Una festa molto sentita che vede la partecipazione di un gran numero di abitanti e turisti che si radunano nella piazza principale del paese. Una buona occasione per mangiare la “Testa di Turco”, un dolce tipico di Scicli: un grande bignè farcito di crema pasticcera o crema di ricotta.
Un’ultima curiosità, l’immagine della Madonna delle Milizie, convive con un’altra particolarissima immagine sacra, quella del cosiddetto Cristo in Gonnella, che si trova sempre a Scicli nella chiesa di San Giovanni Battista. Una buona occasione per vedere due inusuali rappresentazioni in un’unica visita.
Come raggiungere Scicli
Scicli è un delizioso paese in provincia di Ragusa diventato ancora più conosciuto grazie alla serie televisiva del Commissario Montalbano dal momento che è in questo paese che vengono girate numerose riprese dello sceneggiato. In realtà il paese è bello e ricco di architettura barocca che vale la pena di visitare.
Si può raggiungere in automobile
Da Ragusa (25 Km)
Percorrere le statali SS115 e SP42
Da Catania (Km 128):
1. percorrere la Strada Statale Catania – Ragusa, proseguire fino a Modica e deviare per Scicli.
2. percorrere la Strada Statale Catania – Ragusa, deviare a destra per Marina di Ragusa, e proseguire fino a Donnalucata – Scicli
Da Siracusa (Km 86):
1. percorrere la Strada Statale 115 Siracusa – Scicli, proseguire per Avola – Noto – Rosolini – Ispica – Pozzallo – Marina di Modica – Sampieri e deviare a destra per Scicli.
Da Palermo (257 Km)
Autostrada A19/E932
In autobus
da Catania Collegamenti quotidiani operati dall’AST Catania dalla Stazione Ferroviaria Centrale e dall’aeroporto di Fontanarossa
da Siracusa Collegamenti multi giornalieri operati da Virail Bus
Leggi anche: Il culto della Madonna della Mazza
Ecco un interessante video per saperne di più.
Fonti: F. Musolino – Le incredibili curiosità della Sicilia – Newton Compton Editori – 2019
Wikipedia.org – Madonna delle Milizie
E’ magnifico sapere quanta storia contiene la nostra Sicilia.Stamani alzatami prima del solito ho scoperto guardando f che davvero c’e’ tanto da imparare e da sapere…Le storie di Palermo la cltta’ nella quale vivo da più di 50 anni, hanno risvegliato in me la curiosita’ di sapere quello che non sapevo.Mi affascinano gli intrighi, le passioni dei nostri Re, le devozioni ai santi, le guerre subite e via discorrendo.
Bene Angela. Basta navigare nel Sito per avere ogni giorno tante storie e informazioni sulla nostra città. La conoscenza è valore. Benvenuta!