“Lasciare libero lo Scarrozzo”: La storia – decima puntata

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…3 o 4?

Non sto dando i numeri, ma è il dilemma di molti gruppi di cabaret.

Ad esempio i Treunquarto si chiamano così proprio per questo, noi abbiamo avuto lo stesso problema ma, più che problema, direi opportunità.

Iniziamo con ordine: nel 1982 eravamo 3 componenti ma inseriti in una comitiva dove qualcuno ogni tanto si univa a noi e il numero era stato sempre variabile, fino a quando il 4^ è diventato stabile con il nostro amico Francesco dopo aver resistito ad un nostro scherzo. Infatti era il periodo in cui facevamo degli spettacoli di beneficenza al carcere minorile (per raccontarla tutta abbiamo fatto spettacoli anche all’Ucciardone, al Pagliarelli, a Messina Gazzi e al manicomio criminale di Barcellona) e per la prima volta Francesco partecipava ad un nostro spettacolo fuori da un contesto parrocchiale. Era entusiasta e si era offerto di rompere il ghiaccio con un piccolo monologo iniziale, così avevamo concordato che alla parola “lampadario” saremmo entrati noi tre per dare inizio tutti insieme al resto dello spettacolo. Ovviamente, come si può ben capire, dovette ripetere ben 10 volte la parola e noi, da dietro le quinte, ridevamo nel sentire la sua voce che, sempre più tremante, non sapeva che dire provocando ilarità nel pubblico. Del resto, era stata una risposta allo scherzetto del serpente che saltava come un canguro nella scenetta della Creazione. Poi, come era capitato ai Pooh (hai capito che paragone!), Francesco, il Riccardo Fogli del gruppo, va via e restiamo provvisoriamente in 3.

Arriva il tempo del grande Vittorio, un amico di sempre dall’umorismo immenso, con il personaggio di Giulio Cesare che aveva spopolato in alcuni spettacoli.

Abbiamo pensato di scrivere uno spettacolo tutto nuovo per il Dag (il locale del magico incontro con Al Pacino e John Savage): “Il telegiornale” dove il conduttore doveva essere LUI. Bene, come era successo per la Creazione e come era accaduto all’Onyx, il primo tempo era da dimenticare, poi una sortita mia e di Giuseppe, con 2 personaggi creati in segreto, “Zoppo ed Orbo”, un Giacomino mezzo nuovo (Giacomino era il personaggio che Giorgio ha interpretato per oltre 10 anni) e il vecchietto strepitoso di Giuseppe, aiutarono, come spesso accade, a risollevare le sorti dello spettacolo.

E Vittorio, anche a seguito di un momento difficile familiare, non fece più parte dello Scarrozzo e siamo tornati in 3.
Ma il tentativo di tornare in 4 non tardò ad arrivare.
Giorgio un pomeriggio disse: “Ragazzi Pippo si è lasciato con Rita”. Notizia eclatante in quanto, dopo un fidanzamento lunghissimo, il nostro Pippo era entrato in paranoia, allora Giorgio continuò: “Per fargli passare questo triste momento facciamo diventare Pippo il nostro quarto, così lo tiriamo su!”

-Ma cosa sapeva fare? Giustamente, come allora, interviene Giuseppe.

Cosa sapeva fare? Ci ricorda Giorgio: Sapeva cantare benissimo “la canzone du Nanno” di Brigan Tony
Brigan Tony era ed è un cantante catanese con uno stile che a Pippo piaceva moltissimo da sempre, poi la canzone del Nanno la sapeva a memoria e la cantava tutti i giorni mietendo complimenti ed applausi da tutto il nostro gruppo di amici; spesso addirittura molti ci dicevano di prenderlo con noi perché le sue doti innegabili ci sarebbero stati d’aiuto.

“Ma cosa altro può fare?” Ci chiedevamo.
E Giorgio diceva: “Nella canzone dell’Ascensore è previsto il personaggio del nonno che non deve far nulla quindi, eventualmente, per lui è perfetto!”. Sempre Giorgio l’ottimista…lo stesso dell’Onyx….
Io e Giuseppe non eravamo molto entusiasti ma Giorgio lo era per tutti e 3 e Pippo è diventato il nostro 4^ in men che non si dica!
Primo impegno: recitiamo per gli orfanelli a Monte Pellegrino. Bene, Pippo canterà il suo cavallo di battaglia: la canzone del Nanno!!!!!
Dato che la chitarra la suono io e sarebbe toccato a me accompagnarlo, faccio la domanda più stupida del mondo: “Ma non dovremmo fargli provare la canzone?”
E come uno stupido sono stato trattato: “La canzone del nonno? Pippo la dovrebbe provare? Ma provatela tu!!!!!!”
Arriva lo spettacolo e il momento di Pippo. La canzone dell’Ascensore non aveva fatto impazzire nessuno e, onestamente, non per colpa di Pippo…

-Ma perché era davvero brutta!! Grazie Giuseppe per la precisazione, effettivamente hai ragione.

-Ma a noi faceva ridere. Giorgio purtroppo a noi due fanno ridere tantissime cose che a volta non fanno ridere gli altri.

Ecco il momento tanto atteso, io esco con la chitarra, attacco con l’accordo in MI7, classico del Rock, ed esce il Brigan Tony dello Scarrozzo, vestito di tutto punto da nonno con tanto di coppola e cerca di iniziare a cantare …ma non esce nemmeno una parola tranne: “Uhhhhhuhhh!!!!!”.

Si dimena, si muove, ulula…ma neanche una parola. Io con la chitarra cerco di suggerire ma il risultato è quello dello stupido che suona e del deficiente che balla una melodia senza senso davanti ad un pubblico di orfanelli, assistenti sociali e autorità che non capiscono niente e non ridono, aumentando l’imbarazzo di tutti …Pippo scappa via e lascia sul palco lo stupido con la chitarra e il pubblico con il punto interrogativo scritto sul volto…… Un conto è recitare davanti qualche amico e un conto è credere che sia semplice farlo davanti ad un pubblico. Da allora Pippo non solo non ha più fatto parte del nostro gruppo, ma non ha più cantato la canzone del nonno.

E siamo tornati, questa volta credo per sempre, in tre: “il numero perfetto”

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Enzo Buffa
Palermitano DOC! Da 37 anni attore di teatro e cabaret con il gruppo "Lasciare libero lo scarrozzo"... ma questo è solo il lato artistico

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