“Lasciare libero lo Scarrozzo”: La storia – venticinquesima puntata

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“Le regole del cabaret”

Sapete che esistono ancora dei club per nobili?

Noi non lo sapevamo fino a quando non ci invitarono per fare uno spettacolo ai loro iscritti. Quando l’ho detto agli altri due la prima reazione è stata: “questa volta la stai sparando davvero grossa!”

-Club dei nobili sembrava infatti una trovata di Enzo per prenderci in giro. Hai ragione Giuseppe ma questa volta avrei avuto una fantasia incredibile.

-Se ci fossimo cascati, la prossima volta avresti detto uno spettacolo per le Giovani Marmotte! Giorgio ma è stato vero questo spettacolo, caro giovanottino!

Adesso dovevamo solo aspettare per incontrare questi nobili.

Arriviamo in anticipo e veniamo accolti dal “cerimoniere”. Proprio così, esiste ancora questa figura di altri tempi. Ci riceve in una stanza e ci spiega una serie di norme importanti: non bisogna mai guardare per tanto tempo un membro del club, mai rivolgersi a loro durante lo spettacolo per coinvolgerli in qualche modo, mai essere volgari, nessun doppio senso, niente gesti inconsulti, niente allusioni eccessive…

La prima cosa che ci è venuta in mente era: ma perché non chiamate una bella compagnia teatrale che reciti Pirandello o Shakespeare?!

Invece hanno scelto proprio il cabaret, dove non esiste un copione e soprattutto dove l’improvvisazione spesso sostituisce grandi parti di uno spettacolo e dove lo stesso spettacolo per due sere di seguito dà l’impressione di aver visto spettacoli dai contenuti diversi, quindi la fantasia del comico sostituisce le battute e le espressioni.

Ovviamente a questi signori non interessavano queste considerazioni: hanno sentito parlare di cabaret (non c’era Youtube per verificare), avevano avuto segnalato il nostro gruppo e il resto non aveva importanza. Doveva essere il cabaret a piegarsi alla loro idea e non loro a recepire il cabaret.

Noi in queste circostanze non perdiamo mai l’occasione per farci distinguere… uno di noi va alla toilette per “rinfrescarsi”, passando del tempo squilla il cellulare e con sorpresa è una chiamata proveniente da quello in toilette. In men che non si dica siamo tutti e tre in bagno trovando una situazione a dir poco paradossale, il derelitto dice: “Ragazzi dovete aiutarmi vi prego, non posso uscire in queste condizioni”. Praticamente dalla chiusura della lampo era rimasto all’esterno un lembo della camicia di dimensioni evidenti e non riusciva più ad abbassare la lampo.

Dopo un quarto d’ora passato a ridere, iniziano i tentativi e varie prove per abbassare quella maledetta lampo conditi con gridolini isterici e un ripetere ritmicamente facciamo presto, aiutatemi, aiutatemi ma facendo presto….

Dopo un breve consulto troviamo la soluzione, decisione tragica dovuta dal fatto che la nostra assenza poteva dare nell’occhio, usciamo tutti e tre con l’identico lembo della camicia che faceva capolino dalla lampo e con non curanza ci accomodiamo fra le risate di tutto il gruppo.

Non crediamo ai nostri occhi, i cosiddetti nobili erano delle persone normali, tutte le raccomandazioni del ciambellano erano nella sua idea.

Non c’è stato miglior modo per approcciarci ad uno spettacolo che sembrava difficilissimo e che invece era diventato coinvolgente, per nulla noioso e con dei ritmi dettati dal pubblico che credevamo ostile. Sostanzialmente era il cerimoniere eccessivamente preoccupato piuttosto che i soci.

Una serata all’insegna del buon umore, della voglia di dimostrare che il cabaret non è figlio di un dio minore, che le persone hanno sostanzialmente voglia di divertirsi e le barriere alle volte sono dentro di noi.

Cosa abbiamo imparato?

Che non dobbiamo troppo prendere sul serio certe raccomandazioni allarmanti, che non dovevamo entrare in paranoia, che la simpatia è contagiosa e soprattutto da quel giorno non mettiamo più le camicie dentro i pantaloni.

-Infatti oggi mettiamo delle magliette più pratiche carissimo Marchese Enzo. Grazie Conte Giorgio, le abbiamo scelte proprio per questo.

-Scusate se mi intrometto, sono il Duca Giuseppe, ma non ci ricordiamo chi era dei tre che aveva avuto il problema della camicia? Onestamente no, Principe Giuseppe (mi porto avanti con i titoli, se nel frattempo sei stato avanzato di grado senza che lo abbiamo saputo), spesso la memoria ci tradisce e non volevo dire qualcosa di erroneo.

In queste puntate magari qualche fatto non è accaduto in quella precisa occasione e lo ricordiamo a sommi capi ma la cosa certa è che sono fatti effettivamente accaduti e che fanno parte della nostra nobile storia.

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Enzo Buffa
Enzo Buffa
Palermitano DOC! Da 37 anni attore di teatro e cabaret con il gruppo "Lasciare libero lo scarrozzo"... ma questo è solo il lato artistico

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