“Lasciare libero lo Scarrozzo”: La storia – ventiquattresima puntata

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“Il calcio in TV”

Una cosa è certa: Giorgio è un appassionato di calcio completo, nel senso che ne sa parlare e lo ha anche giocato. Io mi trovo a metà, nel senso che ne parlo e  addirittura, ad un certo punto della nostra gioventù, stanco di essere “toccato per insalata” (questa espressione si usava quando, attraverso la conta, i due capitani dovevano scegliere i giocatori della propria squadra e restando il più “scarso” era la conta che stabiliva chi avesse l’onere di farlo giocare in squadra), mi comprai un fischietto professionale, lessi un libro sulla figura dell’arbitro e tentai di arbitrare le partite non sempre acclamato perché, a dire il vero, non lo facevo molto bene. Giuseppe non si è mai interessato né del calcio giocato né di quello parlato.

Partendo da questi presupposti, negli anni ci è capitato di essere ospiti di trasmissioni sportive come quella della nostra cara amica Giusy Randazzo e decine di volte siamo stati invitati a quella del nostro caro amico Alessandro Amato.

La trasmissione sul calcio ovviamente è incentrata sulla nostra mitica squadra del cuore: ovvero il Palermo e grazie al periodo d’oro che ha vissuto abbiamo avuto il piacere di poter veder vincere la nostra squadra contro le regine del calcio come Juve, Milan, Inter, Roma, Lazio, ecc. Abbiamo potuto applaudire giocatori del calibro di Dybala, Toni, Amauri, Pastore, Cavani, Barzagli, Zaccardo, Miccoli, Balzaretti, Ilicic, ecc.

Essere ospiti significa senz’altro il piacere di parlare di cabaret, parlare dei programmi futuri del trio, pubblicizzare lo spettacolo nuovo, magari esibirsi in un piccolo sketch ma non veniamo esentati dal commentare la partita stessa, anzi devo dire che quest’ultima parte è predominante. Adesso immaginate: me e Giorgio che ci accaloriamo per le azioni più belle e che ci arrabbiamo per un fallo non concesso, invece Giuseppe che non capisce nemmeno di cosa si stia parlando. Non è una finzione è la realtà: infatti Giuseppe alle volte arrivava in trasmissione con un libro e in modo disincantato chiedeva informazioni al tifoso presente in studio più convinto su cosa fosse il “fuorigioco” oppure parole come “marcatura a zona” oppure “4-3-3”.

  Abbiamo sempre ammirato la co-presentatrice di Alessandro, la mitica Eliana Chiavetta, che sa tutto di calcio sostituendo spesso lo stesso Alessandro invece Giuseppe nulla, tabula rasa.

  Mi ricordo che una volta per coinvolgere Giuseppe, che naturalmente non era entusiasta di essere ospite a queste trasmissioni, ci siamo inventati un gioco: ognuno di noi entrava in studio con un cartello al collo con scritto il numero del cellulare e da casa dovevano suggerire con messaggi di whatsapp il titolo per il nostro spettacolo. Il titolo scelto sarebbe stato annunciato in una puntata successiva e il vincitore sarebbe stato invitato alla prima dello spettacolo. Tutto questo perché avevamo scritto lo spettacolo per i trent’anni di carriera ma non avevamo ancora un titolo. Capita spesso che scriviamo gli spettacoli e non abbiamo il titolo, oppure al contrario abbiamo il titolo e su quello cerchiamo di scrivere lo spettacolo. Ad essere onesti il titolo dei nostri spettacoli di cabaret è spesso avulso dallo spettacolo stesso, ne cito alcuni perché la cosa sia più chiara: “Saldi di fine millennio”, “Chisirici”, “Dice la mamma Rocca”, “Maneggiare con cura”, “E andiamo avanti”, “Come è piccolo il mondo”, “Adesso tocca a te”. Un tempo la regia a tutti i nostri spettacoli la faceva il caro amico Gianni Nanfa e spesso ci aiutava a mettere il titolo. Mi ricordo quando salivamo a casa sua con i dolcini e portavamo il copione finito, lui faceva finta che non dovevamo disturbarci a portare i dolcini, poi leggevamo lo spettacolo nuovo e dalla sua espressione capivamo a che punto eravamo. Una volta ci fece trovare un cartello fuori dalla porta con scritto “Li avete portati i dolcini?”.

Tornando alla trasmissione, in pratica la puntata da calcistica si trasformava in una sorta di laboratorio creativo con titoli del tipo: “Abbiamo fatto trenta il prossimo anno faremo trent’uno”, “Di vent’otto ne abbiam uno tutti gli altri sono… trenta”, “Trenta e non sentirli”, ecc.

Il vincitore ha scelto un titolo che, non solo è piaciuto a noi, ma ha avuto il maggior numero di voti sui social, ovvero: “Ri-trenta sarai più fortunato”.

Un modo simpatico di coinvolgere il pubblico, ma soprattutto un modo per non far sentire a disagio Giuseppe. Il problema ora è che ogni volta che Alessandro ci invita dobbiamo sempre pensare a qualche gioco per Giuseppe.

Addirittura all’ultima puntata di una stagione Alessandro ed Eliana hanno fatto la parte degli ospiti e io e Giuseppe la parte di co-conduttori della trasmissione con Giuseppe che tentava di dare la sua interpretazione alla partita con le risate di gusto da parte di tutti. Proprio perché era l’ultima partita il risultato di classifica era ormai acquisito da parte del Palermo, per cui i tifosi che seguivano la trasmissione non ebbero a lamentarsi.

Quando il Palermo gioca bisogna essere “seri”, nel senso che per noi tifosi è importante seguire il gioco. Mi ricordo di tante gag ben costruite “rovinate” nel finale da un gol, da un’azione importante del Palermo, da una contestazione di gioco, le regole del calcio e degli spettacoli basati sul calcio sono ferree e ti trovi a dover sperare che mentre ti esibisci non succeda nulla.

Anche nella trasmissione del calcio di Cinzia Gizzi, altra carissima amica nella quale ho presentato il mio libro, spesso le azioni del Palermo hanno interrotto battute rimaste in aria

-Del resto eri solo e noi non potevamo salvarti. Hai ragione Giorgio, ma era una trasmissione via web e non potevamo essere in tanti

-Meno male! Altrimenti avremmo dovuto inventare un gioco per coinvolgermi, magari potevamo vendere il libro… lascia perdere Giuseppe che l’ultima volta che hai provato a vendere un libro sappiamo cosa è successo… (per chi volesse ripassare l’episodio, andate alla 6^ Puntata)

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Enzo Buffa
Enzo Buffa
Palermitano DOC! Da 37 anni attore di teatro e cabaret con il gruppo "Lasciare libero lo scarrozzo"... ma questo è solo il lato artistico

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