“Lasciare libero lo scarrozzo”: La storia
– seconda puntata

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Noi e la notorietà

Benissimo eravamo rimasti al nome…visto che ancora le 500.000 firme per l’ennesimo referendum non sono arrivate, ci terremo ancora il nome un po’ più lungo.

  • Il pubblico gridava Giorgio vogliamo Giorgio è troppo bello…
    Giorgio se devi aggiungere cose inutili, almeno usa lo stesso carattere altrimenti se ne accorgono!…

  • Bene torniamo a noi… mi ricordo un periodo nel quale, facendo qualche spettacolino nei pub o nelle parrocchie, una volta addirittura nella piazza di un comune (a Sant’Angelo Muxaro, grazie all’intervento di un caro amico Saverio Schirò), eravamo convinti di essere popolari (non lo siamo ancora oggi dopo una vita, figuriamoci nell’88). Forse perché nel quartiere qualcuno ti riconosceva… del resto la mente tende a generalizzare.
    Un organizzatore di banchetti di Castellammare del Golfo (un posto molto distante dal nostro quartiere), ci invita a fare uno spettacolino di cabaret ad un matrimonio come sorpresa
    -preferisco sempre la bionda in bikini che esce dalla torta, sicuramente Giuseppe, ma sembra che alle mogli non piaccia molto!
    Dicevo l’organizzatore ci aveva detto di non farci vedere in giro perché lo spettacolo doveva essere alla fine e nessuno lo doveva scoprire!
    -Altrimenti che sorpresa è? Mancava l’ovvietà solita di Giorgio…
    Noi in quel periodo usavamo come “divisa da cabarettisti” dei gilet argentati e dei papillons neri…
  • Che modestamente ho suggerito io… non avevamo dubbi Giorgio, la tua nota sobrietà e dote da stilista è conosciuta!
    Considerando che i matrimoni normalmente durano ore,
    -come quello ad esempio nel quale ci invitarono a Caltanissetta che durò dalle 13.30 alle 22 con annessa spaghettata e cambio di orchestra e cambio di scarpe delle donne invitate che si erano saggiamente portate le ciabatte, si me lo ricordo bene Giuseppe!
    Dicevo, noi, nonostante le raccomandazioni, spinti dalla fame, ci avventuriamo tra gli invitati in modo discreto e furtivo per mangiare qualcosina. Un invitato ci guarda, ci sorride…Giuseppe pensa: ci ha riconosciuti! Orgoglioso gongola come quell’artista che nessuno nota mai, al suo primo autografo, il tipo si avvicina e fa sornione: “Me la portate una bella bottiglia di acqua minerale?” Ci aveva scambiati per camerieri…altro che notorietà!
    Anche adesso se ci capita che qualcuno ci riconosce, facciamo indagini precise volte a scongiurare figure del genere.
    Per esempio una volta, un tizio in una delle mega feste del cabaret nel quartiere Kalsa con tanti artisti noti presenti come Ficarra e Picone, i Tinturia, Cacioppo, ecc. chiede proprio a noi tre di fare una foto. Prima cosa: chiediamo se per caso volesse fatta una foto da noi di lui con gli altri artisti, no… proprio con noi!!
    Da allora dicevo, se ci chiedono una foto li guardiamo profondamente negli occhi per capire se ci hanno riconosciuto o scambiati per qualche altro gruppo. Racconta un caro amico cabarettista, Valentino Pizzuto dei Treeunquarto, che anche a loro è capitato qualche incidente, una volta li hanno scambiato per un altro gruppo con l’aggravante che loro erano un trio ma il presunto fan gli ha detto: “vi seguo sempre voi siete i Toti e Totino”, noto… duo!
    Confesso che, poiché ci è capitato qualcuno che ci ha chiesto degli autografi e sempre mancava la carta dove farli, uno di noi ha proposto di fare delle cartoline, con noi fotografati mentre recitiamo il pezzo del poeta Fiorello di Paola, per poter mettere lì le dediche firmate… risultato: montagne di cartoline conservate poiché non li portavamo mai con noi e continuiamo ancora oggi a fare autografi in pezzi di carta improvvisati. Forse perché ci sembra eccessivo che uno si porti dietro le cartoline perché non si sa mai…
    Sarà anche perché noi siamo rimasti sempre i ragazzi smarriti nella festa a sorpresa del matrimonio che se ci riconoscono è perché ci hanno scambiato per qualcun altro.

Infatti da quell’insegnamento abbiamo sempre usato i seguenti accorgimenti:

1) Non abbiamo più avuto “divise” che somiglino a qualche altra attività (Giorgio una volta aveva proposte come divisa delle salopette…bocciate subito per evitare di essere scambiati per meccanici)
2) Se abbiamo usato magliette o camicie, prontamente abbiamo inserito sempre la parola “cabaret”
3) Nelle feste a sorpresa non ci muoviamo da dentro il camerino a costo di morire di fame
4) Per sì e per no una “bella bottiglia di acqua minerale” ce la portiamo dietro…
Altro che notorietà!!!

“Lasciare libero lo scarrozzo”: La storia – Prima puntata

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Enzo Buffa
Palermitano DOC! Da 37 anni attore di teatro e cabaret con il gruppo "Lasciare libero lo scarrozzo"... ma questo è solo il lato artistico

4 COMMENTI

  1. Siete fantastici!!!! peccato per questa pandemia ,speriamo di vedervi presto in teatro
    Affollatissimo di tante tante persone che Vi battono le mani ( compreso io) .un abbraccio a tutte e tre scusate che sono di parte al mio caro Amicone Enzo un particolare stretto stretto abbraccio di cuore.

  2. La vostra comicità è stata sempre “pulita”, non vi siete gonfiati ma siete rimasti gli allegri ragazzi che amano quello che fanno, ecco perché dopo tanti anni non avete stancato il vostro pubblico. Vi auguro una ancora lunga carriera, che testimonia soprattutto che un’amicizia può durare all’infinito. Gatia

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