“Lasciare libero lo scarrozzo”: La storia
Prima puntata

La storia a puntate dei noti cabarettisti palermitani.

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“Prefazione”

Non sappiamo che significhi “prefazione” ma dato che spesso molti iniziano così… dice Giuseppe perché non iniziare pure noi così? Giuseppe veniva chiamato da bambino Sapienza o Grillo per cui bisogna ascoltarlo… siccome è brevissima non la saltate…grazie.

Siamo un trio cabarettistico di Palermo, nato nel 1982 “Lasciare libero lo scarrozzo”.
Abbiamo la possibilità di raccontarvi la nostra storia, che si intreccia con quella di Palermo e con quella di tanti “ragazzi” della nostra età, come eravamo e perché siamo così.
Tante piccole storie, memorie, testi di poesie, di canzoni, di spettacoli che possono essere lette a piccole dosi, nel senso che ogni cosa inizia e finisce… se non piace si può saltare senza perdere il filo e si può leggere anche senza seguire un ordine… insomma siete liberi.
Speriamo di dare continuità a questa pagina che se vi piace potrete condividere. Grazie di cuore da me Enzo e da Giorgio e Giuseppe che ogni tanto faranno delle incursioni, ma che sono sempre presenti perché è la nostra vita.

Perché “Lasciare Libero Lo Scarrozzo”?

Tutto iniziò una mattina nel 1982 quando uno dei 3 disse: “Vi avevo detto che stasera dobbiamo fare una scenetta nella parrocchia dei Decollati?” Gelo.

Riepilogando: 3 ragazzi di un gruppo parrocchiale che per seguire il parroco dalla parrocchia di Sant’Agata si erano trasferiti in quella di San Tarcisio a Palermo. Ragazzi che fino ad allora facevano delle scenette scimmiottando “La Smorfia” (noto gruppo composto da Massimo Troisi, Lello Arena e Enzo De Caro) e “Palermo oh cara” (opera di teatro popolare molto nota nella Palermo di quel tempo). Ragazzi impegnati che animavano la messa e che ogni tanto venivano rimproverati perché amavano ridere e far ridere, che avevano fatto piccoli spettacolini tratti da libricini che si compravano alle Paoline (libreria molto nota per chi frequenta le parrocchie).
Si consideri che in quel periodo c’era tutta Palermo che seguiva la trasmissione “Io vedo CTS dei mitici Marcello Mordino e Ferruccio Barbera” e che la sera se qualcuno riceveva una telefonata, rispondeva cantando sperando di vincere l’ambito premio (e qui gli scherzi fioccavano) e che si appassionava con un’altra trasmissione cult: “Più meglio della Rai” degli altrettanto mitici Gino Carista, Raffaele Sabato, Renzino Barbera, Lello D’Alleo, Felice Calò, Lollo Franco, Mimmo Mascellino, Angelo Butera, ecc. commentandola nei bar e nelle scuole.

Città nella quale, grazie a grandi personaggi come Gigi Burruano, Gianni Nanfa, Giorgio Li Bassi, Gustavo Scirè, Bibi Bianca, Giacomo Civiletti, i Cavernicoli, ecc. (non sono messi in ordine di importanza e mi dispiace se ho dimenticato qualcuno), il cabaret era una realtà viva che faceva scuola.

Ma tutto ciò bastava a farci varcare la soglia della parrocchia, a lasciare il mondo dorato della zona confort degli amici e dei parenti?
Ricordo quei “se” e quei “ma” che ci terrorizzarono e una domanda sorse spontanea… “ma se ci chiedono come ci chiamiamo che gli rispondiamo?” …sgomento…certo un gruppo deve pur avere un nome!

I nomi più strani e disparati vennero subito accolti con risa, sfottò e bocciati all’unanimità pure dal propositore… i panzarotti, gli scafazzatos… il bello è che da sempre, essendo prima amici e poi cabarettisti, puoi dire quello che vuoi sapendo che gli altri ti prenderanno in giro, ma tra mille cavolate una cosa buona ogni tanto la dici. Uno dei 3, leggendo distrattamente la saracinesca ai piedi della quale eravamo seduti, disse: “e se ci chiamassimo Lasciare Libero lo Scarrozzo anche di notte grazie?” gli altri due non lo sputarono per miracolo, ma il tempo passava e l’ora X di presentarci al pubblico stava arrivando. La mente era sempre più annebbiata e quando all’inizio dello show ci chiesero come vi chiamate, lo stesso disse quel nome che ci avrebbe caratterizzato da allora…

Quando qualcuno ci chiede perché vi chiamate così, noi rispondiamo che è una furbata per sfruttare la pubblicità gratuita che la gente ci fa, esponendo il nostro nome davanti al passo carrabile, insieme ad altre scritte che a Palermo proliferano sempre più (“Chi posteggia qua è cornuto di razza” “Se posteggi qua e poi trovi le ruote tagliate non ti lamentare”, ecc.), ma adesso sapete la verità…

La prima volta che siamo andati a Zelig a Milano (era Maggio 1998) eravamo leggermente emozionati – eravamo cacati morti!!! Traduce Giorgio -. Appena il presentatore lesse il nome completo del gruppo, la gente iniziò a ridere e tutto andò bene… conferma che il nome almeno era quello giusto.

Grazie a Dio non siamo mai stati superstiziosi, ad esempio nel mondo dello spettacolo prima di andare in scena si gridano parole non bellissime – Giorgio: merda, merda, merda… grazie Giorgio, potevamo anche lasciarle sottointese… Noi non le abbiamo gridate mai.
Senza remore abbiamo accorciato il nome in “Lasciare Libero Lo Scarrozzo“, qualcuno di noi vorrebbe semplicemente “Lo Scarrozzo” uno addirittura solo: “Lo”…. In un’epoca dove tutti corrono, dove devi far ridere in 30 secondi, dove la gente non ha il tempo per seguire, perché il resto del tempo lo utilizza in cose di alto valore per migliorare la propria conoscenza… sarà vero?

Dice Giuseppe: “Per sapere se dobbiamo accorciarlo raccogliamo 500.000 firme e facciamo un referendum, tanto in Italia spesso si fanno referendum anche per le fesserie e questo non sfigurerebbe”. Che ne dite?

Ci “leggiamo” la prossima settimana, se ne avrete voglia, dimenticavo… ve l’ho detto che potete condividere?
-Glielo hai detto! il fastidioso Giorgio… e si vede che sono fatto vecchio!

Enzo Buffa (con incursioni di Giuseppe e Giorgio dello “Scarrozzo”)

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Enzo Buffa
Enzo Buffa
Palermitano DOC! Da 37 anni attore di teatro e cabaret con il gruppo "Lasciare libero lo scarrozzo"... ma questo è solo il lato artistico

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