“Lasciare libero lo Scarrozzo”: La storia – ottava puntata

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“Il bambino 3”

 Chiariamo subito che non stiamo parlando di Rambo o Rocky e nemmeno di una serie del tipo “Ritorno al futuro” dove, dopo i fatidici 1 e 2, arrivava atteso il numero 3…

Parliamo di un personaggio classico del nostro repertorio: il “Bambino”. Nato, per gli amanti della preistoria, in uno spettacolo che abbiamo fatto nel ’90 in una nota discoteca di Palermo: il mitico “Cerchio”.

Proprio così, il cabaret a Palermo era arrivato anche nelle discoteche! E mi ricordo che noi eravamo soliti pubblicizzare lo spettacolo nuovo con uno spot che facevamo in una delle serate più piene, ad esempio il sabato sera.

Entravamo in discoteca in incognito, io e Giorgio eravamo vestiti come medici e andavamo in modo repentino verso la consolle del DJ e, prendendo il microfono, dicevamo che in discoteca c’era la “presenza” di un tizio un po’ strano vestito in modo particolare. Continuavamo con voce fintamente allarmata dicendo di non preoccuparsi e che si trattava di un pazzo scappato da una casa di cura, bisognava assecondarlo e non provocarlo.

Ovviamente il pazzo era Giuseppe che si aggirava nella pista della discoteca e questo faceva sì che velocemente intorno a lui si creasse un capannello di persone. Io lo raggiungevo e si iniziava una sorta di gag che si concludeva con un invito a venire a vedere lo spettacolo che ci sarebbe stato, non nelle serate di sabato o domenica già piene per il ballo, ma nei lunedì o martedì dove le discoteche spesso erano chiuse.

Una volta mi ricordo che al Thulà (locale di Palermo ubicato nella cosiddetta Discesa di Mondello) fece molto effetto un’altra gag pubblicitaria che avevamo inventato. Nella solita serata di grande affluenza io e Giorgio eravamo seduti in un tavolo come le altre persone, entrava Giuseppe vestito con il solito strano abbigliamento e con una valigia di cartone fingendo di essere il classico contadino che scendeva dalle montagne e si sedeva nel nostro tavolo disturbandoci, la gente rideva perché non si era seduto nel loro tavolo. Allora Giuseppe, con un lampo di genio, si alzava e si sedeva in un altro tavolo provocando molta ilarità e portando avanti il gioco per tanto tempo senza che nessuno capisse che si trattava di una finzione. Concludevamo sempre con il solito efficace invito che ci dava opportunità di lanciare la serata cabaret nel locale. Siamo stati pionieri in molti posti, come lo sono stati altri colleghi del periodo in altri, facendo da apripista per il diffondersi della moda del cabaret ovunque.

Torniamo al nostro bambino, è sempre stato un personaggio che ci ha portato fortuna,

è servito in molte situazioni difficili con “pubblico ostile” (dicesi pubblico ostile quello che sta in piazza in piedi e non ha voglia di ridere nemmeno se lo paghi) ma ha avuto il culmine del successo in un locale di Palermo che si chiamava Carpe Diem, ubicato in Via Volturno e gestito da due fratelli.

Mi ricordo che iniziavamo i cosiddetti “giovedì del cabaret” con venti/trenta persone, e si arrivava dopo qualche settimana a 300/350 persone, alternandoci anche con altri gruppi del periodo.

Il grosso problema per tutti i gruppi era che il pubblico si moltiplicava ma molti erano gli stessi, il repertorio che avevamo non era vasto e si facevano i salti mortali per fare qualcosa di nuovo e i proprietari ci sollecitavano a mettere in scena la 2^ parte dei personaggi che avevano avuto più successo.

Il bambino era uno di questi e mi ricordo che un giovedì, alla fine dello spettacolo, era stato scritto in un manifesto fuori dal locale “Giovedì prossimo il Bambino 2” …

Sicuramente una bella idea promozionale… per lui…per noi una settimana di inferno piena di alti e bassi, di voglia di dare forfait ma anche di trepidazione per provare delle idee carine che avevamo avuto nel corso della settimana. Arrivato il fatidico giorno, devo dire che il Bambino 2 fu accolto con grande entusiasmo e per tanto tempo ci permise di bissare il successo del classico Bambino (che nel frattempo era diventato Bambino 1).

Ma, come sempre, l’entusiasmo gioca dei brutti scherzi e infatti un giovedì, con grande apprezzamento del pubblico che cresceva in maniera esponenziale, era stato appeso all’ingresso un cartello che ci ha distrutti “Stasera il Bambino 3”.

Sgomento, paura, ansia, sofferenza…in poche parole non siamo svenuti lì davanti solo perché c’era un bel capannello di clienti che commentavano compiaciuti il cartello!

Che pezzo era il Bambino 3? Chi l’aveva mai scritto? Chi l’aveva pensato? Chi l’aveva Provato? Quale gruppo doveva farlo?

Candidamente ci fu risposto a tutte le domande “Ovviamente voi…tanto lo sappiamo che siete bravi!” E smontavano così tutta la nostra rabbia, giocando su quello che noi abbiamo di certo: una gran voglia di metterci in discussione! Bene mancava un’ora all’inizio…non tutto è perduto…

Giorgio esci il “calapino”. Bravo Giuseppe, la nostra unica salvezza!

Infatti dicesi calapino un foglio pieno di titoli di barzellette che Giorgio tirava fuori in momenti di grande difficoltà e non per prendere spunti ma per avere una cosa da fare. Così, passeggiando nervosamente, iniziamo a selezionare con certosina pazienza delle battute

-Sempre io vi devo trovare le soluzioni. Grazie Giorgio ma, come ho sempre detto, non è importante quello che dici, ma come lo dici. Non sono importanti le battute, ma come vengono dette.

A dire il vero il Bambino 3 non fu bello come il 2 …e meno male!

Altrimenti un altro giovedì, senza preavviso, avremmo trovato scritto un cartello: “Stasera il bambino 4”, come quando uno legge all’ingresso di un ristorante tipico un cartello con scritto “Oggi couscous”.

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Enzo Buffa
Palermitano DOC! Da 37 anni attore di teatro e cabaret con il gruppo "Lasciare libero lo scarrozzo"... ma questo è solo il lato artistico

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