Nasce l’Accademia della Lingua Siciliana

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Come tutti i linguisti ed esperti sanno, il Siciliano non è un dialetto , bensì una lingua, al pari dell’Italiano, dello spagnolo o del francese. La lingua Siciliana poi, oltre ad avere una sua grammatica ed identità lessicale, ha sviluppato diversi dialetti, tra cui il palermitano, il catanese, il ragusano etc.
A difesa di tale patrimonio linguistico, riconosciuto anche dall’UNESCO, che classifica i siciliani come “popolo bilingue”, è nata l’Accademia della Lingua Siciliana, un ente formato da linguisti, esperti ed appassionati, che hanno il compito di preservare e perpetrare la conoscenza di questo prezioso idioma di cui siamo tutti portatori responsabili.
Tra i primi enunciati dell’Accademia vi sono alcune prime regole ortografiche e grammaticali che danno inizio a delle linee guida per chiunque volesse scrivere in Siciliano.
Eccole elencate:

  1. Si consiglia di scrivere l’articolo determinativo per intero: LA, LU, LI. Se si dovesse optare per scriverlo, per esempio in discorsi diretti (o per qualsiasi altra ragione), nella sua forma abbreviata, si metta il segno grafico ‘ e lo si metta nel posto giusto, cioè dove è caduta la consonante: ‘A, ‘U, ‘I. E’ grave errore scrivere A’, U’, I’ !!!
  2. E’ assolutamente da evitare l’uso di particolarismi locali: se si dovesse, ad esempio, scrivere la parola siciliana per “carta”, un catanese non scriva “catta”, un palermitano non scriva “caitta” ma si scriva “carta”, come hanno scritto il catanese Martoglio ed il palermitano Meli e come attestato nei testi letterari in Siciliano di ogni epoca e provenienza geografica.
  3. Non si usino doppie consonanti iniziali nelle parole che iniziano con le lettere B e G. Dunque si scriverà giummu e non ggiummu; babbu e non bbabbu.
  4. Non si evidenzi graficamente il rafforzamento fonosintattico, se non nelle forme univerbate. Si scriva, dunque, tri setti (tre sette) e non tri ssetti, però si scriverà trissetti (gioco di carte); a jùnciri (ad unire) e non a ghiùnciri, però agghiùnciri (aggiungere); ecc.
  5. Nessuna parola termina in Siciliano con e oppure o non accentate.
  6. Non si evidenzi graficamente la rotacizzazione della D. Si scriva, per “dire”, diri e non riri; per “dare”, dari e non rari; per “domani”, dumani e non rumani; la preposizione “di”, di e non ri, etc. E’ accettabile scrivere la R solo in quelle poche parole dove è stata persa la memoria della presenza della D etimologica.

(fonte: I Nuovi Vespri)

Chiunque voglia conoscere meglio l’Accademia della Lingua Siciliana, può seguire le attività tramite la pagina Facebook ufficiale.

La Lingua Siciliana è il mattone fondamentale della nostra cultura, ogni iniziativa volta a preservarla e promuoverla va ritenuto un contributo essenziale alla persistenza della nostra reale identità territoriale.

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

1 COMMENTO

  1. Io amo visceralmente la nostra Lingua. Scrivo da anni in siciliano, con discreto apprezzamento da parte di chi legge le mie poesie. Mi piacerebbe fargliene pervenire qualcuna per un suo giudizio. Posso? Cordiali saluti.

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