Castello dell’Uscibene

Uno dei sollazzi o “palazzi di piacere” con i giardini della Piana di Palermo, residenze reali destinate allo svago e al riposo specie nei periodi più caldi, situato nel quartiere Altarello di Baida. 

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Uno degli antichi Sollazzi Regi dei re normanni in Sicilia, situato nel quartiere Altarello di Baida, è il castello dell’Uscibene. Un palazzo “reale” di cui non si hanno fonti storiche che consentano di datare con certezza la sua origine, ma che, insieme a quello di Maredolce, del Parco (oggi Altofonte), la Cuba Sottana, la Cuba Soprana, la Piccola Cuba e la Zisa, costituivano i sollazzi o “palazzi di piacere”, residenze reali destinate allo svago e al riposo specie nei periodi più caldi. Per questo  erano costruiti nella Piana di Palermo, attorniati di giardini rigogliosi, e acque che rendevano più piacevole la residenza.
Da un’analisi stilistica, si presume che l’edificio appartenga al regno di Ruggero II (XII sec.) dal momento che non vi è alcuna documentazione che testimoni che il palazzo esistesse già nel periodo islamico.

Oggi l’Uscibene è caratterizzato da una stratificazione plurisecolare che con molta probabilità inizia nel periodo romano e vede il suo massimo splendore con la cultura musulmana. Dopo aver vissuto varie fasi di abbandono e di restauro, oggi versa in uno stato di degrado, inglobato per lo più da abitazioni private, costruite negli anni ‘60 periodo di grande espansione della città. I resti del complesso oggi risultano del tutto nascosti dagli edifici circostanti e sovrastanti, frazionati fra molti comproprietari, richiederebbe urgenti interventi di consolidamento delle strutture.
Nonostante ciò è possibile ancora leggere fra le rovine una sommaria ricostruzione dell’antico sollazzo: l’edificio si sviluppava su due livelli condizionati dal dislivello naturale del terreno.

 

L’iwan (in persiano eyvān; in arabo anche līwān) è un elemento tipico dell’architettura islamica. In linea di massima l’iwan è un ambiente chiuso e coperto – sito a un’estremità di una qualsiasi costruzione palaziale – che si apra verso l’esterno e il cui ingresso sia per lo più sormontato da un arco.

Illustrazione da Die normannischen Koenigpalaste in Palermo di A. Goldschmidt, 1898

Nel livello inferiore troviamo ancora oggi la presenza di un îwân a pianta quadrata con due ampie sale attigue simmetriche. 

 

 

 

 

La copertura con volta a crociera ha tre nicchie, una di fondo e due laterali, coperte da semicalotte, nella calotta di fondo in pietra e stucco restano alcune tracce di muqarnas con alveolature, mentre nelle due nicchie laterali, costituite da catini a ombrello rivestiti di stucco, ancora in parte riconoscibili muqarnas scanalati a sezione triangolare.
A modello del sistema idrico della Zisa o del Castello della Favara o di Maredolce, dalla parete di fondo, in prossimità della muqarnas fuoriusciva un rivo d’acqua che attraversava l’ambiente e, oltrepassato il portale d’ingresso, andava ad alimentare la pescheria.

Muqarnas:  Tipica dell’architettura islamica, caratterizzato da numerose nicchie a celle con alveolature.
Compare su molti tipi di volte, comprese quelle di cupole e portali.

 

Al livello superiore si accede da una scalinata ricavata nei vani all’îwân centrale, dove rimane solo la cappella con i muri perimetrali  arricchiti da arcate cieche disposte secondo il consueto stile decorativo normanno. 

Il sito ultimamente è stato inserito, insieme ad altri 12, nell’itinerario Arabo-Normanno.

Fonti: http://www.medioevosicilia.eu/
https://www.sicilymag.it/
https://it.wikipedia.org/

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Maria Angela Pileri
Maria Angela Pileri
Architetto e insegnante di tecnologie unisce l'amore per l'arte al rigore per la documentazione scientifica

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