Quando Mata Hari si esibì a Palermo

L’agente segreto Margaretha Geertruida Zelle, meglio nota con il nome di Mata Hari, è da molti considerata una figura chiave della prima guerra mondiale. Dietro al suo bell’aspetto e alle sue movenze esotiche, che fecero perdere la testa a migliaia di uomini (figuratamente), si nascondeva una pedina strategica tra le file delle agenzie di intelligence europee. Ma cosa ci faceva Palermo?

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La leggendaria spia e ballerina olandese, nota con il nome di Mata Hari nel settembre 1913 si esibì a Palermo. Nonostante fosse abituata a calcare i palcoscenici più importanti d’Europa, lo spettacolo della danzatrice fu allestito al Trianon, un piccolo teatro all’aperto tutt’altro che prestigioso. Cosa c’era veramente dietro a questo strano evento?

Per chi non lo sapesse, Mata Hari, nata in Olanda da una famiglia di commercianti, visse per quasi 5 anni in Indonesia per seguire il marito, un ufficiale di stanza nelle colonie delle cosiddette Indie Occidentali Olandesi.
Nonostante il periodo difficile vissuto lì, tra difficoltà di ambientamento, un matrimonio infelice e persino la morte di un figlio, la giovane fece tesoro di quel periodo, apprendendo anche alcuni costumi tradizionali del luogo che contribuiranno ad accrescere il suo fascino esotico.

D’altronde la bellezza di Mata Hari si basava anche sul suo aspetto, inusuale per una donna del nord Europa, oltre che sulle storie fantastiche che raccontava circa le sue origini, ovviamente quasi del tutto inventate.
Tornata in Europa questa donna misteriosa ed intrigante fece ben presto strada nel mondo dello spettacolo, esibendosi come danzatrice a Parigi e conquistando migliaia di cuori.
Da lì iniziò una scalata verso il successo che la vide protagonista nei più grandi teatri d’Europa fino all’inizio della prima guerra mondiale, quando iniziò ufficialmente la sua attività di agente segreto.

Ma allora, come mai nel suo tour dei più importanti teatri fu incluso il modesto Trianon di Palermo?

Secondo la sua biografia ufficiale, la bella ballerina venne a Palermo dietro invito di Franca Florio che, dietro un generoso compenso, le propose di includere la Sicilia tra le sue tappe per due settimane di spettacoli.

Tuttavia questa versione della storia appare poco convincente.
Innanzitutto le cronache dell’epoca riportano che lo spettacolo di Mata Hari durò solo 5 giorni, dato che alcuni non ben precisati problemi di scenografia fecero slittare la prima di una settimana.

In secondo luogo se davvero fosse stata invitata dai Florio, è probabile che una stella del suo calibro avrebbe facilmente riempito il Teatro Massimo, di cui gli imprenditori siciliani erano finanziatori ed amministratori.
Al Trianon invece si tenevano proiezioni e spettacoli di bassa lega, di solito a beneficio del popolino che pagava pochi spiccioli per l’ingresso.

Allora è più probabile che la bella olandese sia venuta al seguito di qualche altro nobile siciliano conosciuto all’estero, che le aveva promesso chissà che platea per poi rimediarle un mediocre spazio tra una proiezione ed uno spettacolo circense. Qualcuno invece sostiene che a quel tempo la sua attività di spionaggio fosse già iniziata, per cui potrebbe essere giunta a Palermo per qualche altro scopo segreto e che lo spettacolo fosse solo una copertura.

La verità non possiamo saperla, quello che ci resta è il racconto dei giornali dell’epoca che parlano di un enorme successo apprezzato dal pubblico. Mata Hari a Palermo si esibì prima in una danza indiana, poi in una Habanera spagnola, strappando lunghi applausi alla platea. Del suo passaggio non rimangono altre tracce, ciò che sappiamo è che in quelle sere un pugno di fortunati riuscì ad assistere allo spettacolo di una delle figure più affascinanti e misteriose della storia del ‘900.

Un nostro gentile lettore ci segnala che il cine-teatro Trianon  di cui si parla, non è da confondersi con l’omonima struttura costruita in via Scarlatti nella metà degli anni ’40 su progetto dell’ingegnere Giovanni Pernice.
Il teatro in questione invece doveva essere il café-chantant Trianon, un’area all’aperto sito nel giardino di palazzo Tagliavia, in via Mariano Stabile. Certamente una location di secondo piano ma nuovissima, essendo essendo stato inaugurata proprio nel 1913. In quello stesso spazio, l’anno successivo l’architetto Salvatore Caronia Roberti (1887-1970) progettava il cinema “Modernissimo” che sarebbe rimasto in uso fino al 1973.

Ringraziamo il nostro amico Giovanni per la cortese puntualizzazione.

Fonti:
Wikipedia – Mata Hari
L. Sciascia – Cronachette
A. Traina – 101 storie su Palermo che non ti hanno mai raccontato
Gian Marco Girgenti, Francesca Mangano, Palermo anni ’20: i cinematografi di Salvatore Caronia Roberti in Nunzio Marsiglia ed, La ricostruzione congetturale dell’architettura, Storia, metodi, esperienze applicative, Palermo 2013

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile, redattore e fotografo di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

1 COMMENTO

  1. Molto interessante questo articolo. Tanto fascino e mistero a Palermo non sono una novità. Nei miei ricordi invece l’arena Trianon per due aneddoti.
    Il primo personale perché da ragazzo vi ho visto un film che a quel tempo mi ha tanto annoiato che ancora lo ricordo: “Sacco e Vanzetti”.
    E il secondo un concerto organizzato proprio in quell’arena di un gruppo italiano che per rispetto non cito: la cosa triste è che non ebbero alcuno spettatore! E il dubbio fu se esibirsi per i pochi organizzatori oppure declinare: quello che alla fine scelsero.

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