Sambuca di Sicilia “Borgo dei Borghi 2016”

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Sambuca di Sicilia, città dell’Emiro, è stata proclamata “Borgo dei Borghi 2016”.

Sambuca di SiciliaPer il terzo anno consecutivo il “Borgo più bello d’Italia” si trova in Sicilia. Dopo Gangi e Montalbano Elicona, questa volta il riconoscimento è andato a Sambuca di Sicilia, paese di origini arabe nella Valle del Belice.

Sambuca di Sicilia, comune di 6.000 abitanti della Provincia di Agrigento, è al confine con quelle di Trapani e Palermo. Sorge su un costone roccioso di pietra arenaria ed ha uno sviluppo a pianta triangolare con vertice superiore sull’area di risulta del Castello di Zabuth, l’attuale Terrazzo “Belvedere”.
Lo sviluppo dell’abitato è a fusi che si allargano man mano che ci si allontana dal vertice. Caratterizzano l’abitato oltre duecento cortili con scale esterne come nella tradizione araba. Pare che il paese sia stato fondato dall’Emiro Al Zabuth dopo lo sbarco in Sicilia dell’827.
A ridosso del castello e della Chiesa Madre sorge il Quartiere Arabo chiamato in gergo “Setti Vaneddi”. Il Quartiere – il migliore impianto islamico conservato in Sicilia – si articola in sette “viuzze” molto strette.
I vicoli, con manto stradale ciottolato, si collegano l’uno all’altro. Caratteristica del quartiere sono le cave di pietra – profonde fino a 18 mt – che si trovano sotto le abitazioni e dalle quali è stato ricavato il materiale per la costruzione delle case. Si tratta di una “città sommersa” recentemente recuperata e resa fruibile.
Il paese ebbe notevole sviluppo dopo il 1400. In questi anni cominciano a costruirsi le prime chiese. La moschea araba fu trasformata in chiesa Cristiana e dedicata a San Giorgio. Nel XVI secolo il notevole sviluppo urbano accompagna quello demografico. Si rende necessario “sconfinare” oltre le mura. Il centro comincia a crescere in direzione Sud-Est. Cominciano a costruirsi i primi palazzi tra i quali Palazzo Panitteri – una sorta di complesso autonomo che si attesta su quattro vie – il Convento del Carmine, il Monastero di S. Caterina, l’Ospedale “Caruso” e più tardi i due Conventi Francescani.
Lo sviluppo del centro segue la costruenda “Via Granni” su cui si attestano gli edifici più prestigiosi sia religiosi che civili. Le strade ora diventano più larghe e vi si attestano i palazzi della aristocrazia locale.
In questo processo della “costruzione” della città trovano spazio la Chiesa della Concezione con il portale Chiaramontano del XV secolo, la Chiesa Barocca di Santa Caterina, fondata nel XVI secolo, con al suo interno un interessante apparato decorativo in stucco, la Chiesa del Carmine che custodisce la statua marmorea della Madonna dell’Udienza e infine l’ottocentesco Teatro Comunale “L’Idea”, gioiello dell’architettura locale. All’interno di questo sistema, si inseriscono il Museo Archeologico con i reperti Monte Adranone – sito archeologico in territorio sambucese, il più alto presidio punico della Sicilia occidentale – la Sala Espositiva su Fra Felice da Sambuca, la Pinacoteca Gianbecchina, che ripercorre la vita e le opere del pittore che ha dipinto la “fatica” dell’uomo e le “sculture tessili” della francese naturalizzata sambucese Silvie Clavel.
La qualità del centro storico, le caratteristiche ambientali, la millenaria storia e la qualità della vita hanno fatto guadagnare a Sambuca il titolo di “Borgo dei Borghi 2016”.

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Redazione
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