Lo street food a Palermo

Il cibo è senza dubbio uno dei punti forti di tutta la Sicilia. La gastronomia locale, unita al tradizionale cibo da strada, è tra le più ricche e rinomate d'Europa.

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Lo street food, ovvero il cibo di strada a Palermo è un punto forte della tradizione culinaria siciliana. In realtà tutta la gastronomia siciliana è tra le più ricche e rinomate d’Europa. Molti la considerano la capitale mondiale dello street food, e fidatevi di me che a Palermo ci vivo, dopo averla provata, non potrete che essere d’accordo. Preparatevi a un viaggio del gusto, perché qui il cibo di strada non è solo una moda, è una filosofia di vita, un’esperienza sensoriale che vi parlerà dell’anima più autentica di questa città.

Le radici profonde del gusto palermitano

La storia del cibo di strada a Palermo è antica quanto la città stessa, un vero e proprio racconto che affonda le sue radici nei secoli e che è stato plasmato dalle numerose dominazioni che si sono succedute qui.

Un tempo era principalmente il pasto dei contadini, degli operai e dei commercianti, oggi lo street food palermitano ha vissuto una vera e propria “seconda giovinezza”, diventando un fenomeno globale, studiato e apprezzato in tutto il mondo. Pensate che alcuni anni fa Palermo è stata classificata come la quinta città al mondo per lo street food da riviste prestigiose come Forbes, ed è l’unica tra le città italiane! 

Ma bisogna fare delle precisazioni, perché è vero che oggi ci sono esercizi più moderni, puliti e “fashion” che ripropongono le ricette antiche, tuttavia il vero street food, quello che vi sporca le mani e vi fa sentire parte della città, è ancora lì, nelle strade, nei mercati, dove il venditore vi sorride e vi offre la sua merce con un linguaggio universale che va oltre le parole. È un’esperienza che va vissuta in piedi, tra la folla, perché è così che si “mangia” davvero il territorio.

E ora, cari buongustai, allacciate le cinture (o forse meglio, allentatele un po’!) perché ci tuffiamo a capofitto nelle specialità che non potrete non provare.

L’arancina: la Regina fritta

Arancine
Arancine palermitane

Non si può parlare di street food palermitano senza iniziare dalla sua indiscussa sovrana, l’Arancina. E attenzione, a Palermo si dice “arancina”, al femminile, guai a sbagliarsi!

Questa meraviglia è una palla di riso panata e fritta, croccante fuori e morbida e saporita dentro, che ha la forma di una grossa arancia, un chiaro retaggio della cultura araba. La versione più classica, quella “a ccarne“, ha un ripieno di ragù di carne con piselli e un tocco di zafferano che rende il riso di un bel giallo oro. Poi c’è quella “al burro”, con prosciutto e mozzarella o besciamella.

Ma la fantasia non ha limiti: troverete arancine con spinaci, funghi, salsiccia, e persino varianti dolci ripiene di cioccolato, immerse nello zucchero e cannella. Ogni boccone è una festa! L’arancina si gusta caldissima, appena fritta, ed è così amata che il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, i palermitani ne fanno una scorpacciata in segno di devozione, astenendosi dal mangiare pane.

Le arancine le trovate un po’ dappertutto, nei bar, nelle friggitorie e nelle rosticcerie, veri e propri templi di questa delizia.

Pane e Panelle… e crocchè: Il simbolo croccante

Pane panelle crocchè - street food Palermo
Pane con panelle e crocchè

Passiamo a un altro pilastro, il Pane e Panelle. Le “panelle” sono semplicissime frittelle fatte con farina di ceci, acqua, sale e prezzemolo, ma sono di una bontà disarmante. Croccanti fuori e tenere dentro, si gustano calde, condite con un po’ di sale e una bella spruzzata di limone, infilate in un morbido panino, spesso una mafaldina o muffoletta. È un cibo veloce, pratico ed economico, il vero spirito dello street food.

Spesso, nel panino, le panelle sono accompagnate dalle Crocchè, che qui a Palermo chiamiamo affettuosamente “cazzilli”. Sono crocchette di patate di forma allungata, fatte con patate lesse, sale e prezzemolo, fritte nello stesso olio che rende dorate le panelle. La combinazione è un classico intramontabile, da mangiare al volo, sporcandosi le mani senza ritegno, magari davanti a un “panellaro” ambulante.

Rascatura: Il recupero geniale

Rascatura

La Rascatura è l’emblema del riciclo gastronomico palermitano. Letteralmente significa “raschiatura”, perché è fatta unendo i fondi di impasto avanzati delle panelle e delle crocchè, che vengono poi fritti, dopo l’aggiunta di formaggio. Ha una forma simile a una crocchè, ma più ruvida e scura. È una vera bomba di gusto, un’altra dimostrazione di come la cucina palermitana sappia trasformare ogni scarto in una prelibatezza. La trovate dagli stessi panellari che vendono panelle e crocchè.

Calamari Fritti: Il gusto del mare nel panino

Per gli amanti del pesce, i Calamari Fritti sono un must. Sono anelli e tentacoli di calamari fritti alla perfezione, croccanti e saporiti che possono essere mangiati così o per condire un panino. 

Per quanto non sempre i calamari saranno freschi, il sapore è molto diverso da quelli del supermercato. Vengono spesso serviti con una spruzzata di limone e qualche erbetta aromatica. Possono essere un po’ costosi per lo street food, ma la qualità del sapore ripaga ampiamente. Li trovate nelle friggitorie tradizionali oppure nei mercati storici, come quello della Vucciria, di Ballarò o del Capo.

Frittura di mare - Street food Palermo
Calamari fritti

Fritturiedda: Il misto di “Mare Fritto”

Un altro classico da gustare al volo è la Fritturiedda, un cartoccio di pesce fritto. Si tratta di piccoli pesci azzurri, calamaretti, seppioline, gamberetti e trigliette, abbondantemente infarinati e fritti in olio bollente. È una versione più semplice del fritto di paranza, ma non per questo meno gustosa. Si serve in un classico “coppo” di carta arrotolata e va mangiata subito, calda e fragrante, magari con un tocco di limone. La trovate nelle friggitorie di pesce o nei mercati vicini al mare e in catene di negozi specializzati.

Pani ca Meusa: la delizia audace e super grassa

Panino con la milza - Pani ca meusa Street food Palermo
Pani ca Meusa – Panino con la Milza

Se siete audaci e volete provare un sapore forte, allora dovete assaggiare il Pani ca Meusa, il panino con la milza. Questo è uno dei cibi più riconoscibili e tradizionali di Palermo, nato dalla necessità di utilizzare anche le parti meno nobili del vitello. 

Consiste in un morbido panino ripieno di pezzetti di milza e polmone di vitello, a volte anche altre frattaglie del vitello, prima lessati e poi rosolati nello strutto in un grande calderone. Lo potete gustare in due modi: “schiettu” (cioè “single”), semplicemente con una spruzzata di limone, oppure “maritatu” (cioè “sposato”), arricchito con abbondante caciocavallo grattugiato o, se siete fortunati, con ricotta fresca di pecora. 

È una vera e propria esperienza di gusto, molto succulenta, e vi consiglio di provarla dai “meusari”, i venditori specializzati che trovate spesso vicino ai mercati, con i loro pentoloni fumanti. Insomma un pezzo di storia e di cultura da assaporare.

Sfincione palermitano: la focaccia spugnosa

Sfincione palermitano
Sfincione palermitano

Preparatevi per un’altra specialità da non perdere: lo Sfincione. È una focaccia alta e incredibilmente soffice, così morbida che si scioglie in bocca, quasi come una spugna. È condita generosamente con salsa di pomodoro, cipolle stufate, origano, caciocavallo, acciughe e pangrattato. A volte ci si trovano anche capperi o olive. 

È un pasto completo, perfetto per colazione, merenda o un pranzo veloce mentre esplorate le bellezze di Palermo. Sentirete da lontano l’ “abbanniata” tradizionale degli ambulanti: “Cchi ciavuru! Uora u’ sfuinnavu, uora!” (Che profumo! L’ho sfornato ora!). Udita la voce, cercate lo “sfincionaro” e lo troverete con il suo “lapino” (l’Ape Piaggio modificata), che tiene lo sfincione sempre caldo su una piastra.

Frittola e Quarume: sapori antichi e misteriosi

Per i più avventurosi, ci sono la Frittola e la Quarume, piatti che vi porteranno indietro nel tempo. La Frittola è una preparazione un po’ misteriosa, fatta con frattaglie di vitello – grassetti, cartilagini, frammenti di carne, interiora – che vengono prima bollite e poi fritte nello strutto. Il venditore, il “frittularo”, la tiene in un cesto di vimini coperto da un panno, e al momento la tira fuori con la mano (sì, la mano nuda, anche se ora le regole igieniche sono più severe!) e la serve in un foglio di carta oleata o in un panino. Potrebbe sembrare un po’ coraggioso, ma molti giurano che sia deliziosa. 

La Quarume, o “caldume”, è un piatto caldo a base di visceri di bovino, principalmente trippa e centopelle, cucinate in un brodo saporito con cipolle, sedano e carote. È un piatto servito bollente, soprattutto in inverno, perfetto per riscaldarsi. Anche qui, si tratta di sapori forti e tradizionali, che raccontano la storia di una cucina povera ma ricca di gusto. Entrambe le trovate nei mercati storici, come Ballarò e il Capo, ma la Quarume è più difficile da trovare in estate.

Mussu e Carcagnuolu: nervetti e musi

Se vi piacciono i sapori robusti, allora dovete provare il Mussu e Carcagnuolu, ovvero muso e garretto di manzo. Anche queste sono parti “povere” dell’animale, bollite ed esposte su blocchi di ghiaccio. Vengono poi tagliate a cubetti e servite in un cartoccio con sale e limone, oppure in insalata con carote, sedano e olive. Li trovate spesso accanto ai venditori di Quarume nei mercati storici.

Stigghiola: Il profumo della brace

Stigghiola Street Food Palermo
Stigghiole -tipico street food a Palermo.

Non potrete non notare il fumo e l’aroma inconfondibile della Stigghiola. Questo è un tipico piatto palermitano a base di budella di agnello (o capretto) condite con prezzemolo e cipolla, arrotolate intorno a un cipollotto e cucinate sulla brace dallo “stigghiularu” direttamente per strada. 

È un’esperienza da fare al volo: vi fermate vicino alla bancarella, sentite il profumo inebriante, e ve la gustate calda, tagliata a pezzi in un piattino, con tanto sale e limone. La combinazione di croccantezza, cremosità e quel sapore selvatico affumicato la rende un classico intramontabile, perfetta per uno spuntino pomeridiano.

Purpu Vugghiutu: Il polpo bollito

Polpo bollito Street Food Palermo
Polpo bollito tagliato a pezzetti

Per chi preferisce i sapori del mare, il Purpu Vugghiutu, ovvero il polpo bollito, è una scelta eccellente. Lo troverete nelle bancarelle dei mercati, come la Vucciria, il Capo e Ballarò, o nelle zone di mare come Sant’Erasmo e Mondello. 

I “purpari” (i venditori di polpo) lo preparano alla perfezione, calandolo nell’acqua salata bollente per tre volte per renderlo tenero. Ve lo serviranno in un piatto, tagliato a grossi pezzi e condito abbondantemente con succo di limone. È un cibo semplice ma delizioso, che celebra il legame di Palermo con il suo mare.

Cannolo: Il dolce simbolo

Cannoli Siciliani
Cannoli Siciliani

Dopo tanto salato, è tempo di dolcezze, e qui il re è senza dubbio il Cannolo. Questa delizia è fatta da una cialda fritta e croccante, chiamata “scorza”, ripiena di una morbida e dolce crema di ricotta di pecora, arricchita con gocce di cioccolato e canditi. 

I cannoli erano considerati un “dolce da harem” dagli Emiri e Saraceni, e nel periodo Ottocentesco venivano preparati nei conventi. È fondamentale mangiarlo freschissimo, riempito al momento, perché solo così la cialda manterrà la sua croccantezza perfetta e la ricotta sarà al suo meglio. I più buoni si trovano a Piana degli Albanesi, un paesino a una ventina di Km da Palermo, ma sono buoni anche quelli che troverete in ogni bar e pasticceria: una fine degna di un pasto indimenticabile.

Granita e Grattatella: rinfrescanti emozioni

Granita con Brioche
Granita con Brioche

Quando il caldo palermitano si fa sentire, la Granita è la vostra salvezza. È una via di mezzo tra un sorbetto e un gelato, un composto semi-congelato di acqua, zucchero e succhi di frutta o altri ingredienti. I gusti più diffusi sono limone, mandorla, pistacchio, caffè o cacao. È più leggera e rinfrescante del gelato tradizionale, una perfetta alternativa. Spesso la si accompagna con la “brioscia”, un tipico dolce al forno, leggermente schiacciato e con una piccola pallina in cima, chiamata “tuppu”. La granita con la brioscia è la colazione tipica dei siciliani, soprattutto in estate e nelle zone costiere.

La Grattatella è molto simile alla granita, ma la differenza sta nella preparazione: è ghiaccio raschiato da un blocco e poi insaporito con sciroppi. Il sapore è simile, ma la consistenza è leggermente diversa, più granulosa, e si sente di più che è ghiaccio raschiato. Anche la Grattatella è un’ottima e rara alternativa per rinfrescarsi.

Brioche con Gelato: un abbinamento delizioso

Brioche con gelato
Brioche con gelato

Un’altra combinazione dolce che vi lascerà a bocca aperta è la Brioche con Gelato. Immaginate un morbidissimo panino brioche, tagliato a metà e riempito con una enorme porzione di gelato. I gusti più classici sono nocciola, cioccolato, fragola, pistacchio, caffè… ma le varianti sono infinite. A volte viene aggiunta anche una cialda in cima. 

È una vera bomba di sapore e soddisfazione, praticamente un pasto sostitutivo e completo, magari dopo un pranzo abbondante. La trovate in quasi tutte le gelaterie e bar.

Potrei continuare ancora con la grande varietà di colazione dolce che si trova nei bar o spuntini salati della rosticceria palermitana che non è seconda a nessuna, ma per adesso credo che sia abbastanza. 

Come vedete, Palermo offre un’esperienza gastronomica di strada ricchissima e variegata, un vero viaggio sensoriale che vi porterà a scoprire la parte più profonda della città attraverso i suoi sapori. Ogni piatto ha una storia, un perché, e gustarlo per strada, tra la gente, è il modo migliore per capirla davvero. Non abbiate paura di sporcarvi le mani, di chiedere la specialità della casa, e lasciatevi guidare dall’istinto e dal profumo che vi avvolge. Buon appetito!

Saverio Schirò

Photos by depositphotos.com

 

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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