Viaggio tra i vini di Sicilia: un patrimonio enologico tutto da scoprire

Autore:

Categoria:

Aiutaci a far crescere la pagina con un semplice clic sul pulsante...Grazie

22,483FansLike
1,086FollowersSegui
633FollowersSegui

Con i colori che ricordano il sole e le fragranze che profumano d’estate, i vini di Sicilia hanno una storia antichissima, che risale addirittura al Neolitico. Il clima mediterraneo e le tante tipologie di terreno che variano dal vulcanico al sabbioso, dall’argilloso al calcareo, hanno consentito ad un grande numero di vitigni introdotti nel corso dei millenni di diffondersi, rendendo la Sicilia una delle regioni vinicole più affascinanti e ricche d’Italia.

Andiamo a scoprirla!

Le Origini della Viticoltura in Sicilia

Vigneto ad alberello foto by pixabay.com

Le radici della viticoltura siciliana affondano in un passato lontanissimo. Gli studiosi sostengono che i vigneti già crescessero spontaneamente nell’isola, come dimostrato dalle testimonianze archeologiche rinvenute alle falde dell’Etna e nelle Isole Eolie.

Il passaggio dall’uva alla produzione del vino deve essere accaduto in epoche remote, infatti reperti manufatti come anfore per il trasporto e ceramiche per il consumo, testimoniano che sin dall’epoca dei fenici, era uso produrre e consumare vino in Sicilia.

Certamente era un prodotto piuttosto grezzo, particolarmente corposo, che doveva essere “corretto” e tagliato con l’acqua prima di essere bevuto, tuttavia sin da allora il vino era considerato una bevanda speciale per allietare le feste e rinfrancare gli animi. Se ne parla già nell’Antico Testamento della Bibbia, fino ai tempi di Gesù. E come dimenticare l’antichissima citazione dell’ubriacatura di Polifemo che consentì la fuga di Ulisse dalla Sicilia?

L’Epoca Greca segna la nascita dei vini di Sicilia

Se fino a quel momento possiamo parlare di una specie di “preistoria dei vini di Sicilia”, è con l’arrivo dei Greci nell’Isola, a partire dall’VIII secolo a.C., che la viticoltura ebbe una svolta decisiva. Furono introdotte nuove tecniche di coltivazione delle viti e importati vitigni pregiati come l’Inzolia, il Grecanico e il Catarratto, uve a bacca bianca che sono ancora ampiamente coltivati sull’Isola.

Dal Periodo Romano al Medioevo

Durante l’Impero Romano, la produzione enologica siciliana era considerata tra le migliori al mondo. Pensate che il Mamertino di Milazzo pare fosse il vino preferito da Giulio Cesare ed il Naro del messinese da Plinio; ma è documentato che a quel tempo il vino di Sicilia veniva esportato a Roma e in altre parti dell’Impero.

Durante il periodo della conquista dei barbari e la dominazione araba, la viticoltura in Sicilia segnò un certo declino, anche perché la religione islamica non incoraggiava il consumo di vino. A causa di queste limitazioni la coltivazione della vite si orientò verso vitigni commestibili, come lo Zibibbo, introdotto in questo periodo proprio nell’isola di Pantelleria.

Probabilmente il nome zibibbo proviene dalla parola araba Z’bīb che significa “uva passa”, infatti si deve agli Arabi l’uso di appassire le bacche per conservarle, producendo così l’uvetta o uva sultanina, che in seguito avrebbe dato origine al “Passito”, il famoso vino dolce della piccola isola siciliana.

Durante il periodo normanno fino alla dominazione spagnola, l’industria vinicola in Sicilia visse di alti e bassi, ottenendo una rivalutazione solo verso la fine del XVIII secolo grazie all’influenza dei viceré Caracciolo e Caramanico, che favorirono la produzione e il commercio del vino siciliano.

Il Rinascimento dei vini di Sicilia

La data storica che segnò una svolta nella viticoltura siciliana fu il 1770, quando l’imprenditore inglese John Woodhouse, assaggiando un vino invecchiato in botti nel trapanese, decise di esportarlo in Inghilterra, potenziandolo alcolicamente con l’aggiunta di acquavite, per evitare che durante il viaggio il vino potesse rovinarsi: aveva inventato “il Marsala”.

Il grande successo ottenuto in Gran Bretagna lo spinse a tornare ed impiantare delle cantine a Marsala sviluppando il commercio del vino verso Inghilterra e l’Europa.
«Il vino è così buono che è degno della mensa di qualsiasi gentiluomo…» dichiarerà Orazio Nelson quando ne ordinò una quantità considerevole per sé e la sua flotta.

Anche Benjamin Ingham, anche lui inglese, aprì diversi stabilimenti a Marsala e Mazara e dopo di lui, Vincenzo Florio e il cugino Raffaele Barbaro impiantarono una vigna nella contrada Inferno di Marsala, fondando una nuova casa vinicola che sarebbe diventata famosa in tutta Europa.

Vini di Sicilia - uomo gusta calice di vino

Nel 1824, nonostante la concezione che in Sicilia si potessero produrre solo vini da taglio o da dessert, Giuseppe Alliata Moncada, Principe di Villafranca e Duca di Salaparuta, appassionato di vino, decise di produrre un vino “alla francese”, cioè elegante, delicato e innovativo utilizzando le uve provenienti dai suoi possedimenti a Casteldaccia, nella contrada Corvo, un terreno incolto così chiamato per la presenza di uni sperone roccioso abitato da numerosi corvi: la Petra di lu Corvu.

Quella che era nata come una passione, avrebbe dato il via ad un modo nuovo di concepire il vino siciliano e aperto la sfida dei secoli successivi.

Nuove Sfide e Successi dei vini di Sicilia

Il Novecento fu un secolo di sfide per la viticoltura siciliana: con la fillossera (un insetto nocivo per la vite) che dalla fine dell’800 devastò i vigneti europei e le due guerre mondiali che frenarono lo sviluppo del settore.

Tuttavia, grazie alla tecnica dell’innesto su vite americana, resistente alla fillossera, nuovi vitigni innestati nelle barbatelle americane cominciarono a svilupparsi nell’Isola e a partire dagli anni Cinquanta, con l’impegno di viticoltori appassionati, la produzione vinicola siciliana conobbe una rinascita. Da quel momento, una produzione diversificata e di alta qualità, con vini meno alcolici, ma profumati e freschi hanno permesso ai vini di Sicilia di ottenere riconoscimenti internazionali e conquistare un posto di rilievo nel panorama enologico mondiale.

I vini di Sicilia oggi

Vini di Sicilia - scaffale pieno di bottiglie
Foto by Jeanine_S dapixabay.com

Oggi, la Sicilia vanta una ricca produzione di vini che spazia dai bianchi freschi e aromatici ai rossi corposi e strutturati, passando per i rosati e i vini da dessert.

Moltissimi sono vitigni autoctoni, di cui alcuni sono noti per la produzione di vini di qualità eccezionale: tra i vitigni rossi, il famoso Nero d’Avola, il Nerello Mascalese, il Cappuccio, il Frappato, l’Alicante, il Perricone e la Nocera regalano vini di eccellente qualità, specie se prodotte da una della numerose aree a Denominazione Controllata (DOC).

Tra le varietà bianche, oltre al Catarratto che è uno dei più diffusi vitigni isolani, sono degni di nota il Carricante, il Grecanico, il Grillo e l’Inzolia. Mentre altri vitigni a bacca bianca forniscono i famosi vini dolci e liquorosi come la Malvasia di Lipari, lo Zibibbo di Pantelleria e il Moscato di Siracusa.

Oltre a questi vitigni autoctoni, in Sicilia si sono largamente diffusi coltivazioni di viti alloctoni come lo Chardonnay, il Petit Verdot, il Cabernet Sauvignon, il Cabernet Franc e il Sirah, che grazie al clima ed al terreno favorevole sono diventati un patrimonio ampelografico che ha arricchito la disponibilità vinicola, conferendo alla Sicilia la reputazione di Isola del Vino per eccellenza.

Saverio Schirò

Foto di copertina by congerdesign da pixabay.com

Ti è piaciuto? Condividilo con gli amici!

Rimani aggiornato su Telegram

Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ti potrebbe interessare anche...

Crostata di cachi

 Sembra riflettere i colori dell'autunno questo delicato e gustosissimo frutto, dal sapore inconfondibile originario dell' Estremo Oriente. E' nato infatti nelle immense pianure cinesi...

Genovesi ericine

Le genovesi ericine sono dolci di pasta frolla con all’interno una delicata crema pasticcera. L’etimologia del nome rimane incerta, l’ipotesi più accreditata sulla sua derivazione riguarderebbe...

La chiesa valdese di Palermo

Dietro il teatro Politeama, nella via dello Spezio, nascosto in parte dalla vegetazione, si erge il tempio della Chiesa Valdese di Palermo. Chi attraversa...

Il Palazzo delle Poste di Palermo

Costruito nel periodo razionalista e futurista, il Palazzo delle Poste di Palermo rappresenta un importante pezzo di storia italiana. Il suo design "pesante" e...

La leggenda di Carlo V e dei giudici corrotti di Palermo

Una leggenda popolare ambientata nella Sicilia del ‘500, vede protagonista l’imperatore Carlo V d’Asburgo e alcuni giudici corrotti di Palermo. Tale racconto, giunto fino a...

Santa Sofia dei Tavernieri

Scendendo lungo il Corso Vittorio Emanuele, appena oltrepassata la Via Roma, si può notare sulla sinistra un arco, intitolato a Santa Sofia, che collega...