Le cinque serate di Mata Hari al Trianon di Palermo

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Nel settembre del 1913, Palermo viveva gli ultimi splendori della Belle Époque. Era una città vivace, elegante e cosmopolita. Dal porto arrivavano viaggiatori e merci da tutto il Mediterraneo, negli alberghi soggiornavano stranieri, nei palazzi dell’aristocrazia si tenevano feste e ricevimenti e nei teatri si susseguivano spettacoli capaci di attirare artisti e pubblico da tutta Europa.
Era anche una città innamorata delle novità. Accanto al grande Teatro Massimo erano sorti cinematografi, café-chantant e locali di varietà, dove si esibivano cantanti, ballerine e artisti stranieri.
Fu in questa Palermo che arrivò la celebre Mata Hari.

Mata Hari
Mata Hari nel 1910 – foto wikipedia.org PD

Il suo vero nome era Margaretha Geertruida Zelle. Nata in Olanda nel 1876, aveva trascorso alcuni anni nelle Indie Orientali Olandesi e, tornata in Europa, aveva costruito intorno a sé il personaggio della misteriosa danzatrice orientale. A Parigi aveva conquistato il pubblico con spettacoli esotici, costumi audaci e un’immagine che mescolava abilmente realtà e fantasia.
Nel 1913 era già una celebrità internazionale e per qualche sera lo sarebbe stata anche a Palermo.

Il Trianon di Palermo

Il palcoscenico scelto fu il Trianon, un café-chantant all’aperto situato nel giardino di Palazzo Tagliavia, in via Mariano Stabile. Era stato inaugurato proprio nel 1913 e apparteneva a quel nuovo mondo dello spettacolo che stava trasformando la vita serale della città. Non va confuso con l’Arena Trianon di via Scarlatti, molto più tarda.

C’è però un particolare che rende ancora più interessante la presenza di Mata Hari: il Trianon era legato a Ignazio Florio. E qui compare una delle figure più celebri della Palermo di quegli anni, Donna Franca Florio.

Secondo una delle ricostruzioni tramandate, sarebbe stato proprio l’ambiente dei Florio a favorire l’arrivo della danzatrice in città, e alcune fonti fanno il nome di Donna Franca. Non esiste, però, una documentazione definitiva che consenta di attribuirle con certezza l’invito (Puoi approfondire: Quando Mata Hari si esibì a Palermo: un evento avvolto nel mistero)

L’ipotesi resta comunque plausibile. I Florio frequentavano artisti, aristocratici e personaggi internazionali e il Trianon era uno dei luoghi attraverso i quali quella Palermo cosmopolita offriva al pubblico le novità dello spettacolo europeo.

Gli spettacoli di Mata Hari a Palermo

La prima esibizione era prevista per il 4 settembre 1913. Alcuni problemi organizzativi fecero slittare l’inizio e la permanenza di Mata Hari a Palermo si ridusse a sole cinque serate ma per quei pochi giorni il suo nome comparve nelle cronache cittadine.

Sul palcoscenico del Trianon presentava le sue danze di ispirazione orientale e la Habanera, davanti a un pubblico curioso di vedere quella donna di cui già si raccontavano storie singolari. Mata Hari non era una ballerina qualunque. Aveva già calcato importanti palcoscenici europei e frequentava ambienti aristocratici e mondani. La sua fama non dipendeva soltanto dalla danza: facevano parte del personaggio anche la sua bellezza, la sua vita sentimentale e quell’aura di mistero che aveva saputo costruire intorno a sé. A Palermo, dunque, arrivava una vera celebrità.

Mata Hari
Mata Hari in scena (1906 circa) foto wikipedia.org PD

Una curiosa diva

Una delle storie legate alla sua permanenza racconta che Mata Hari non fosse rimasta particolarmente soddisfatta del Trianon.
Abituata ai grandi teatri europei, avrebbe giudicato il locale poco adatto alla propria fama e inizialmente avrebbe protestato per dovervi danzare. Avrebbe poi accettato di rispettare l’impegno preso.
Il particolare appartiene alle ricostruzioni successive e non è documentato in ogni dettaglio, ma restituisce bene il carattere della danzatrice e il contrasto fra la sua fama internazionale e il carattere più popolare del locale.
Il pubblico palermitano, comunque, la vide.

Per cinque sere Mata Hari fu una delle attrazioni della città.

Intorno al Trianon c’era una Palermo ormai abituata alle novità. Il Teatro Massimo rappresentava la grande tradizione musicale; i café-chantant offrivano invece un intrattenimento più leggero e moderno. Le serate potevano proseguire nei locali, negli alberghi e nei salotti privati, dove la vita mondana si intrecciava con quella culturale e imprenditoriale. Era una città che guardava all’Europa.

I grandi alberghi ospitavano una clientela internazionale e il porto rendeva Palermo uno dei principali punti di collegamento del Mediterraneo. In questo ambiente una celebrità come Mata Hari non appariva fuori posto. Anzi, il suo arrivo era perfettamente in sintonia con l’atmosfera della città.

L’occhio di Sciascia

La storia avrebbe potuto perdersi nelle cronache della Belle Époque. Molti anni dopo, invece, se ne occupò Leonardo Sciascia, che in Cronachette ricostruì il soggiorno palermitano della danzatrice confrontando le biografie di Mata Hari con le notizie della stampa dell’epoca.
Sciascia era attratto proprio da queste piccole vicende, apparentemente marginali, nelle quali spesso si riflette un’intera epoca e la storia di Mata Hari gli offriva una Palermo da riscoprire: quella dei teatri, dei locali, dei ricevimenti, delle relazioni internazionali e dei personaggi che attraversavano la città nei suoi ultimi anni felici prima della Grande Guerra.

Chi era davvero Mata Hari?

Quando Mata Hari arrivò a Palermo, nel 1913, non era ancora la spia che sarebbe diventata nella memoria collettiva. La Prima guerra mondiale sarebbe iniziata soltanto l’anno successivo.
Durante il conflitto il suo nome sarebbe entrato nelle vicende dello spionaggio internazionale. Arrestata dai francesi nel 1917, fu accusata di essere un’agente tedesca e condannata a morte. Il 15 ottobre di quell’anno venne fucilata.
Da allora la sua figura entrò nella leggenda e proprio la fama di spia finì per cambiare il significato di tutti i suoi viaggi precedenti.
Anche quello a Palermo venne avvolto dal sospetto e dalle supposizioni. Ma non esiste alcuna prova che nel 1913 fosse venuta in Sicilia per una missione segreta. Le fonti la collocano a Palermo per esibirsi, il resto appartiene alla leggenda.

Mata Hari Palermo
Mata Hari in posa wikipedia.org PD

Quelle cinque sere al Trianon di Palermo

Mata Hari ripartì dopo pochi giorni. Non sappiamo con certezza dove soggiornò, quali persone incontrò durante la permanenza o quale fosse esattamente il ruolo di Donna Franca nel suo arrivo. Sappiamo però che nel settembre del 1913 una delle donne più celebri d’Europa arrivò a Palermo e danzò per alcune sere al Trianon, un locale legato a uno degli ambienti più importanti della città.

Del Trianon e di quelle cinque serate oggi rimangono poche tracce ma è facile immaginare la scena: una sera di settembre del 1913, via Mariano Stabile, le luci del Trianon, il pubblico palermitano e sul palcoscenico una donna che pochi anni dopo sarebbe diventata una delle figure più enigmatiche del Novecento.

Il suo passaggio resta così una piccola traccia nella storia della città: cinque sere al Trianon, nel settembre del 1913, quando una delle donne più famose d’Europa entrò per qualche giorno nella vita di Palermo. Una storia breve, ma abbastanza singolare da meritare ancora oggi di essere raccontata.

Nicola Stanzione

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Nicola Stanzione
Nicola Stanzione
Innamorato di Palermo ed esperto dei suoi palazzi storici, monumenti, usi, costumi e tradizioni

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