Agatone e Sergio: i due papi di Palermo

Due papi importanti e per giunta santi!

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Abbiamo già parlato delle statue che circondano il piano della Cattedrale, ma non abbiamo specificato che due di esse rappresentano due papi di Palermo: sant’Agatone e san Sergio.
Sono poste agli angoli di sinistra e destra sul prospetto su via vittorio Emanuele e si riconoscono dalla tiara papale, la corona utilizzata dai papi come segno del triplice potere, il cosiddetto triregno.
All’ingresso da via Matteo Bonello vi è un altro papa, san Gregorio Magno, che ebbe forse la madre siciliana e fondò sei monasteri in Sicilia tra cui san Martino delle Scale.

Quanti sono stati i papi siciliani?

Non è una risposta facile da dare: certamente ci sono stati papi siciliani, più difficile è stabilire il numero: quattro, cinque o addirittura (quasi) sei! Vediamo di capire meglio. 

Il primo fu Sant’Agatone (678-81) nato a Palermo.
Il suo successore era anch’egli siciliano, san Leone II (682-83) nato a Messina: eletto nel 681 ma consacrato 18 mesi dopo perché si attese l’approvazione dell’Imperatore d’Oriente. Il suo pontificato durò appena 11 mesi ma gli valse il merito di essere canonizzato.
Seguirono tre papi che rimasero al soglio un anno ciascuno: l’ultimo dei tre fu Conone (686-87) che pur essendo nato in Tracia fu allevato in Sicilia. Va considerato siciliano?

Il successore era palermitano doc: San Sergio I (687-701). 
Una sessantina d’anni dopo abbiamo Stefano III (758-72) nato probabilmente a Siracusa ed ultimo papa siciliano.

Dunque, i papi siciliani furono quattro o cinque, a seconda se Conone viene considerato siciliano. Qualcuno aggiungerebbe un quasi papa, il Cardinale Mariano Rampolla del Tindaro, originario di Polizzi Generosa che nel 1903 non fu eletto papa solo per l’opposizione dell’Imperatore d’Austria, Francesco Giuseppe, che si avvalse di un vecchio privilegio feudale che gli consentiva il diritto di “veto” all’elezione pontificia.
Al suo posto venne eletto il Cardinale Giovanni Sarto, che prese il nome di Pio X, famoso per il nuovo catechismo che molti della mia generazione hanno studiato durante la preparazione alla prima comunione.

Andiamo a scoprire chi erano i due papi di Palermo

papi di Palermo - Sant'Agatone
San Agatone papa, by effems CC BY-SA 4.0 wikimedia.org

Il primo fu Agatone. Nacque a Palermo intorno al 575. La data è desunta dalle fonti che assicurano che al momento della sua elezione al soglio pontificio nel 678, Agatone aveva ben 103 anni!
In ogni modo sappiamo che era figlio di genitori benestanti, forse di origine greca, e che sin da giovane rinunciò alle comodità ritirandosi come monaco nel convento benedettino di sant’Ermete, quello che oggi conosciamo come san Giovanni degli Eremiti.
Di questo periodo della sua vita sappiamo ben poco, ma di certo era stimato per la sua cultura, la competenza teologica e la bontà d’animo.

Una volta eletto papa, nel triennio del suo pontificato, dal 678 al 681, risolse alcune spinose situazioni amministrative e delicate questioni teologiche che rischiavano di provocare uno scisma con l’Oriente. 

Convocò un Concilio a Roma nel 679 per indagare sulla deposizione illecita dell’arcivescovo di York, Vilfrido, e deliberare per la sua reintegrazione. Ma ancora più complessa fu l’organizzazione del sesto concilio ecumenico tenuto a Costantinopoli nel 680 che pose fine all’eresia del Monotelismo che rischiava di provocare una frattura con la chiesa di Oriente. Al concilio parteciparono i legati papali, ma Agatone non ebbe la soddisfazione di firmare i decreti poiché morì mentre i documenti erano in viaggio per Roma.

Al papa Agatone da Palermo vennero riconosciuti anche poteri taumaturgici che gli valsero l’appellativo di Thaumaturgus e facilitarono la sua canonizzazione.
È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalle Chiese ortodosse: la sua festa ricorre il 10 gennaio.

San Sergio I, papa

Dopo quattro pontefici in quattro anni, il 15 dicembre del 687, venne eletto papa Sergio I, che potrebbe avere avuto appena 37 anni quando salì sul soglio (anche se in realtà non siamo certi della sua data di nascita).

Sergio nacque a Palermo da una famiglia originaria di Antiochia, quindi di lingua greca. Ragazzo di grandi interessi culturali, abbracciò ben presto la vita ecclesiastica e giovanissimo si recò a Roma ricevendo l’educazione superiore nella Schola Cantorum.  Fu ordinato presbitero durante il pontificato di Leone II (682-683), anch’egli di origine siciliana, e assegnato alla cura della chiesa di Santa Susanna.

Erano anni difficili per la chiesa, tensioni tra Oriente e Occidente e soprattutto fazioni interne premevano per l’elezione dei loro protetti.

L’ultimo papa, Conone, era stato eletto quando era già vecchio e malaticcio in attesa di risolvere il compromesso tra i candidati sostenuti dalla milizia romana contro il clero e parte dell’aristocrazia. Insomma, le solite trame politiche.

Undici mesi dopo, morto papa Conone, il problema non si era risolto, le parti non si erano messe d’accordo, anzi i rapporti si erano inaspriti. Ogni fazione, arroccata nel palazzo lateranense, finì per eleggere il proprio papa, senza alcuna intenzione di cedere. Per dirimere la questione, fu indetta un’assemblea formata dal clero e dalle amministrazioni civile e militare di Roma che designò un terzo candidato: Sergio da Palermo!

papi di Palermo - san Sergio I
San Sergio papa – piano della Cattedrale di Palermo ©palermoviva.it

Durante i quasi 14 anni del suo pontificato, Sergio dimostrò la sua energia e la sua tenacia nel rafforzare la potenza del papato ed il prestigio di Roma. In primo luogo contro l’imperatore Giustiniano II che nel 692 aveva convocato il concilio Quinisesto (noto come Concilio Trullano perché tenuto nella sala a “cupola”, trullus, del palazzo imperiale) senza la presenza dei vescovi d‘Occidente.

Sergio si rifiutò di firmare le disposizioni di questo Concilio e non cedette neppure davanti alla minaccia di essere arrestato e condotto a Costantinopoli. Quando Giustiniano inviò il suo legato Zaccaria al comando di una delegazione armata, il popolo, con l’appoggio delle milizie romane e quelle dell’esarcato di Ravenna, intervenne a difesa del papa, mise in fuga le truppe costringendo Zaccaria a rifugiarsi proprio nel palazzo arcivescovile, dove lo stesso Sergio lo soccorse favorendo il suo ritorno incolume.

Con una intelligente diplomazia, papa Sergio favorì gli sforzi missionari della chiesa e la riappacificazione tra le fazioni che si erano cristallizzate nel corso dei secoli. 

Contribuì a porre fine allo scisma nell’Italia settentrionale, mantenne ottimi rapporti con i franchi e favorì la conversione dei Frisoni. Il nome di Sergio è legato in particolare alla storia della Chiesa inglese e della Britannia: è attestato che uno dei due re britannici, Caedwalla del Wessex, il 10 aprile 689 si recò a Roma per ricevere il battesimo dal papa.

Rafforzò il prestigio di Roma e del papato istituendo la prassi che i nuovi vescovi dovevano essere consacrati nell’Urbe e destinando i proventi delle cospicue donazioni per abbellire molte chiese della città.
Storica la decisione di far realizzare all’interno della Basilica di san Pietro in Vaticano, un monumento sepolcrale dove fece deporre le spoglie di san Leone Magno: fu il primo papa ad essere sepolto all’interno della basilica. Prima di quel momento, i pontefici venivano seppelliti fuori le mura o al massimo nell’atrio della basilica. 

Sul piano dottrinale e liturgico papa Sergio lasciò il segno:  dobbiamo a lui l’introduzione dell’Agnus Dei nel messale romano e il rafforzamento del culto mariano rendendo solenni e popolari le quattro feste già affermate in Oriente: Purificazione di Maria (2 febbraio), Annunciazione (25 marzo), Assunzione (15 agosto) e Natività di Maria (8 settembre). Durante queste festività, volle che fossero organizzate processioni che partivano da S. Adriano nel Foro Romano fino a S. Maria Maggiore.
Si deve anche a lui l’istituzione della celebrazione dell’Esaltazione della Croce.

Papa Sergio I morì a Roma il 7 settembre 701 e fu sepolto nel portico della basilica di S. Pietro. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalle Chiese Ortodosse: memoria liturgica 8 settembre.

Saverio Schirò

Fonti:

  • Padre Alessio Jeromonaco, I santi italo-greci dell’Italia meridionale, Epopea spirituale dell’Oriente Cristiano, Nicola Calabria Editore, Patti (ME) 2008
  • Aimé Georges Martimort, La chiesa in preghiera, IV La liturgia e il tempo, Queriniana Brescia 1984
  • Le voci “Papa Agatone” “Papa Sergio I” in Treccani.it
  • Voci e storia dei singoli papi e Concilii vedi wikipedia.org

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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