Chiesa di Santa Maria in Valverde

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Ubicata nell’antico quartiere della Loggia, la chiesa di Santa Maria in Valverde, a cui era annesso un vasto convento Carmelitano fondato nel XII secolo non più esistente (è stato demolito per realizzare un complesso scolastico nel 1934), è un’autentico gioiello d’arte, uno tra i più rilevanti monumenti barocchi di Palermo.
Fu ampliata nella prima metà del XVII secolo, l’epoca d’oro dell’architettura palermitana, su disegno del celebre architetto regio Mariano Smiriglio (la chiesa originaria risale al XIV secolo), grazie al cospicuo sostegno economico del potente marchese Camillo Pallavicini, ricco mercante e banchiere di origini genovesi, in seguito alla monacazione della sua unica figlia Benedetta che prendeva i voti col nome di suor Camilla Maria.

La chiesa attuale presenta due ingressi, uno rifatto nell’ottocento, su disegno dell’abate Mango, di gusto squisitamente neoclassico, nel prospetto principale in via Gianluca Squarcialupo e l’altro sulla facciata rivolta su Largo Cavalieri di Malta. Questo è caratterizzato da un elegante portale barocco in marmo grigio, con un timpano arcuato spezzato, arricchito da importanti volute dove, al centro, campeggia lo stemma dell’Ordine Carmelitano. Lateralmente si innalza il settecentesco campanile in pietra tufacea elegantemente intagliata, strutturato in tre ordini sovrapposti di notevole interesse architettonico.

L’interno della chiesa è un’incredibile coniugazione di arte e architettura, dove si percepisce il senso barocco della religione come pompa, festa, lusso, apparato. L’impianto è ad unica navata rettangolare senza transetto, con presbiterio semicircolare e magnifici altari laterali. Presenta una ricchissima ornamentazione a tarsie marmoree policrome e stucchi di mirabile fattura che accendono di colori e di fasto il sacro edificio. Furono realizzati sul finire del XVII secolo da una schiera di rinomati artisti, sotto la direzione di Paolo Amato architetto del senato cittadino e personalità di spicco dell’ambiente artistico palermitano a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo. L’opera fu poi completata nella prima metà del settecento, dall’architetto trapanese Andrea Palma che comunque, operò senza discostarsi molto dal progetto amatiano.
Il rivestimento decorativo, con il suo sorprendente tripudio di marmi mischi e tramischi, si rincorre senza soluzione di continuità, arricchendo la lineare struttura architettonica con un’insieme festoso di raffinati elementi a rilievo; volute, ghirlande, rabeschi, panneggi, mascheroni, puttini ed angeli. Sull’ingresso si innalza un artistico coro con una elegante “gelosia” in ferro battuto a forma di grande ventaglio dalle maglie fittissime, secondo quanto richiesto dalle norme di clausura, sorretto da un grande arco. Il sottocoro fu affrescato nel 700 da Olivio Sozzi con la rappresentazione della “Gloria della Vergine” dentro una elegante cornice mistilinea.

Nelle cortine delle pareti laterali si aprono quattro scenografici altari, affiancati da sculture e magnifiche colonne a spirale in marmo rosso, dove il disegno degli intarsi marmorei crea fantastiche soluzioni prospettiche.

Gli altari della parete di destra

Il primo altare entrando a destra è dedicato a Santa Lucia, fine XVII secolo, raffinato esempio di oreficeria marmorea; presenta, al centro, una statua lignea della venerata santa, oggetto di devozione popolare, posta dentro una nicchia decorata da una conchiglia che tiene fra le mani i simboli del suo martirio.
Segue l’altare dedicato a S.Antonio Abate, ornato da fregi, con una tela che raffigura la Vergine con Santi. Sovrasta l’arco, tra le volute del timpano, uno scudo in pietra blù del Brasile.
Tra i due altari, dentro una scenografica cornice marmorea, un dipinto su tela che raffigura dei Santi.

Gli altari della parete di sinistra

Il primo altare di sinistra, sormontato da una ricca decorazione densa di simbologie, è dedicato alla Vergine del Carmelo, con interessante quadro della titolare al centro.
Segue l’altare del Crocifisso, contorniato da eleganti figurazioni scultoree eseguiti alla fine del XVII secolo dai marmorari Francesco Scuto, Carlo Rutè e Filippo Di Vita. L’intradosso dell’arco presenta decorazioni che raffigurano i simboli della passione del Signore. Al centro dell’altare un Crocifisso ligneo su reliquario.
Posta fra i due altari, troviamo una ricca cornice marmorea con un piccolo quadro raffigurante Santa Teresa in estasi.

L’ottocentesco altare maggiore, con catino e cupola affrescati dal fiammingo Guglielmo Borremans, è impreziosito da uno dei capolavori del grande pittore monrealese Pietro Novelli, che raffigura “La Madonna del Carmelo” del 1642, opera che era stata trafugata nel 1967 e, per fortuna, recuperata due anni dopo (fu restituita ai sacerdoti sotto il vincolo della confessione da un ladro pentito). La decorazione del presbiterio, di gusto neoclassico, è stata realizzata nel 1840 dall’abate Giovanni Patricolo. Nelle pareti in alto, a ridosso della zona presbiteriale, si trovano due cantorie chiuse da “gelosie” da dove le monache assistevano, non viste, alle funzioni religiose. Posti ai lati dell’altare troviamo due manufatti lignei che raffigurano degli angeli, pregevoli opere ottocentesche dello scultore palermitano Salvatore Bagnasco. Fiancheggiano il presbiterio due nicchie con altrettante statue raffiguranti i profeti Elia, a sinistra, e Eliseo a destra.

Nel corso dei bombardamenti dell’ultimo conflitto, che hanno particolarmente ferito il quartiere della Loggia, la chiesa rimase fortemente danneggiata per gli effetti della deflagazione di numerose bombe dirompenti cadute a pochi metri di distanza da essa, avvenuta la sera del 22 febbraio 1943. Oltre a varie lesioni strutturali, andarono perduti purtroppo, alcuni elementi scultorei della decorazione interna. Inoltre a causa del crollo di un tratto del soffitto della navata, andavano in rovina parte degli affreschi della volta eseguiti da Antonino Grano, che raffiguravano “La Trasfigurazione” e “Storie di S.Elia”.
Dopo un lungo periodo di abbandono, che ha favorito furti e danneggiamenti, la chiesa, dopo lunghi restauri avviati nel 1979 che hanno ridato dignità al magnifico monumento, è stata restituita alla devozione e riaperta al culto nel 1997.

Oggi la chiesa si presenta in un “accettabile” stato di conservazione e si può visitare per prenotazione

Nicola Stanzione

LARGO CAVALIERI DI MALTA
90133 – PALERMO

  • Orari: da lunedì a venerdì ore 9.00-13.00
  • Durante le funzioni religiose le visite sono sospese.
  • Prenotazioni ed Info: 091-33 27 79
  • Per maggiori informazioni: www.santacita.it
  • Circuito ” I tesori della Loggia ” http://www.tesoridellaloggia.it/

    P.S. A causa del lockdown la chiesa potrebbe essere momentaneamente chiusa, consigliata la prenotazione

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Innamorato di Palermo ed esperto dei suoi palazzi storici, monumenti, usi, costumi e tradizioni

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