Avete notato quei misteriosi pali neri lungo alcune delle nostre strade? Sono sparse un po’ dovunque, e in Sicilia si possono vedere nella A19 “Palermo-Catania”. Beh, non sono semplici arredi stradali, ma la prova che la rivoluzione digitale è arrivata anche sulle nostre strade!
Questi pali neri sono il fulcro del Progetto Smart Road di ANAS, che mira a trasformare le arterie stradali principali in infrastrutture connesse e “intelligenti”. Per adesso solo alcuni tratti stradali sono coperti da questa tecnologia, ma l’obiettivo è ambizioso: rendere “smart” circa 3.000 km tra strade ed autostrade entro il 2030.
Ho fatto qualche ricerca e adesso vi spiego un po’ cosa sono e come funzionano, quali sono i lati positivi ma anche quel piccolo, grande, dubbio sulla privacy che ci ronza in testa.
I Pali Neri: il sistema “Nervoso” della strada

Questi pali, che a volte vengono chiamati anche Flying Poles (pali volanti), sono delle vere e proprie stazioni multifunzione. Immaginate la strada come un corpo: questi pali sono il suo sistema nervoso digitale.
I pali neri, che in alcuni casi si distinguono per delle strisce verde, bianco e rosse o per luci LED colorate, sono progettati per eseguire tantissime funzioni e alcune sono già attive in diverse parti d’Italia, mentre altre in via di programmazione.
Quali attività svolgono i pali neri ai bordi delle autostrade?
Raccolgono dati.
Sono pieni di sensori e telecamere che rilevano dati in tempo reale su traffico, condizioni meteo (pioggia, nebbia, ghiaccio), tassi di inquinamento e persino lo stato del manto stradale, individuando buche o crepe.
Trasmettono informazioni.
Sono antenne Wi-Fi. Utilizzano sistemi di comunicazione ultra-veloce per scambiare informazioni con le auto e tra di loro.
Gestiscono i droni.
Fungono da stazioni di ricarica per droni. Questi droni, da cui il termine di “pali volanti”, possono monitorare la strada in caso di incidenti o emergenze, rilevare incendi o inondazioni e, in futuro, persino trasportare attrezzature di primo soccorso o merci leggere.
Comunicano visivamente.
Hanno luci LED che inviano messaggi visivi immediati agli automobilisti per segnalare pericoli, code o condizioni pericolose.
I vantaggi: sicurezza, efficienza ed eco-sostenibilità
Il progetto Smart Road promette benefici tangibili che mirano a migliorare la nostra esperienza di guida sotto diversi aspetti.
L’obiettivo principale è garantire una maggiore sicurezza, riducendo drasticamente il numero di incidenti. Il sistema può avvisare in tempo reale di pericoli (come code improvvise dei veicoli precedenti o la presenza di detriti) tramite messaggi diretti al tuo cellulare o al navigatore di bordo. La tecnologia può persino avvisarti se ti stai avvicinando troppo alle barriere stradali.
Ma non solo, le informazioni in tempo reale consentono di gestire il traffico riducendo i tempi di percorrenza e la congestione. Possono monitorare costantemente lo stato delle infrastrutture come ponti, viadotti, gallerie e barriere stradali, attraverso sensori trasmettitori.
Lungo i percorsi, inoltre, sono previste le Green Islands (Isole Verdi), oasi di eco-sostenibilità che producono elettricità da fonti rinnovabili. Questa energia pulita serve ad alimentare tutti i dispositivi della Smart Road, comprese le stazioni per la ricarica dei veicoli elettrici.
Chi può usufruire dei servizi?
Le Smart Road sono state pensate per diversi tipi di veicoli e utenti, dai Veicoli Connessi e Autonomi (CAV), che rappresentano la destinazione finale di questa tecnologia, cioè supportare la guida assistita e autonoma. Ma anche adesso si può beneficiare di alcuni servizi, dal momento I pali neri sono progettati per comunicare con i tuoi smartphone o tablet tramite la rete Wi-Fi.
I Mezzi Pesanti potranno usufruire di servizi specifici per l’autotrasporto, come l’Intelligent Truck Parking (ITP), che offrono servizi di sorveglianza e prenotazione delle aree di sosta, e il servizio SmarTruck per ottimizzare la logistica.
Il limite della tecnologia: controllo o libertà?

E qui arriviamo al dilemma etico e pratico che viene in mente pensando a questo servizio: tutto questo controllo digitale è davvero solo a nostro vantaggio, o è un mezzo per monitorarci?
La Smart Road si basa sull’uso di tecnologie avanzate che elaborano enormi quantità di informazioni in tempo reale. I sensori possono raccogliere dati molto dettagliati sulla nostra mobilità, inclusi velocità, accelerazione, geolocalizzazione, orientamento e persino dettagli tecnici sul dispositivo mobile che stiamo utilizzando.
La possibilità di raccogliere e analizzare questi Big Data è indubbiamente una potenziale minaccia alla riservatezza e alla privacy.
I sistemi di trasporto intelligenti sono complessi sistemi che, se vulnerabili, possono portare a interruzioni serie dell’infrastruttura di trasporto e minacce alla sicurezza pubblica, rendendo la sicurezza informatica una sfida critica.
La linea difensiva è la privacy di ANAS
ANAS ha espresso l’impegno a raccogliere, trattare e utilizzare i dati in conformità con le leggi vigenti sulla privacy, senza la possibilità di cederli a terzi, garantendo così la riservatezza. La possibilità di trasferire dati a terzi è limitata a dati aggregati e anonimi per scopi statistici (ad esempio, flussi di traffico o tempi di percorrenza).
In conclusione, cosa dire di questi “pali neri”
La tecnologia in sé, con i suoi “pali neri”, è pensata per offrire una mobilità più sicura, efficiente e sostenibile, insomma, un salto verso il futuro. Ma come in tutte le iniziative “smart city” che coinvolgono partnership pubblico-private e tecnologia pervasiva, sussistono questioni etiche importanti riguardo alla trasparenza degli algoritmi e la sede delle responsabilità.
Come ogni innovazione tecnologica, la Smart Road non è intrinsecamente buona o cattiva, tutto dipende dall’uso o abuso che se ne fa. È come un super-vigilante iper-efficiente che ci vuole proteggere da alcuni rischi che possiamo incorrere lungo le strade, ma, per farlo, deve vedere e sapere tutto. Il fatto che i dati sensibili vengano criptati e che ci sia un focus sulla non-cedibilità a terzi è un passo fondamentale per assicurare che il futuro sia intelligente, e non puramente di controllo.
Starà a noi, come cittadini e utenti, vigilare affinché queste promesse di protezione della privacy siano mantenute.