La festa della donna, o meglio “Giornata internazionale della donna”

Le origini di una festa diventata "una tradizione"

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La Festa della Donna, celebrata l’8 marzo di ogni anno, dovrebbe essere definita in realtà Giornata internazionale della donna, poiché la motivazione alla base della ricorrenza non è una festività, ma un momento di riflessione e celebrazione del ruolo fondamentale delle donne nella società. Le sue origini affondano in lotte storiche per l’uguaglianza e la giustizia sociale, e il suo significato si è evoluto nel tempo, assumendo una valenza universale.

Le origini della Festa della Donna

Festa della Donna - manifestanti

La Festa della Donna, o “The Woman’s Day”, fu istituita all’inizio del XX secolo per rivendicare conquiste sociali e politiche e rafforzare la lotta contro le discriminazioni e le ingiustizie nei loro confronti.

Le promotrici furono le donne del partito socialista americano dei primi anni del secolo scorso. Si chiedeva il diritto al voto, aumenti del salario e migliori condizioni di lavoro per le donne operaie. Le rivendicazioni sfociarono in una grande manifestazione a New York, il 28 febbraio del 1909, con lo sciopero di migliaia di operaie che chiedevano il riconoscimento dei loro diritti. Da allora negli USA l’ultima domenica di febbraio veniva celebrata questa ricorrenza.

Che la celebrazione sia stata istituita per ricordare la morte di 129 operaie in sciopero, chiuse dentro la fabbrica Cotton in fiamme, dal padrone cattivo, è solo una frottola, una leggenda del secondo dopoguerra. Un incendio in una fabbrica newyorkese ci fu per davvero, si trattava della Triangle, ma avvenne il 25 marzo del 1911, quando la festa era già stata istituita, e nel rogo morirono uomini e donne.

La Festa della Donna in Europa

Dopo numerose manifestazioni per la rivendicazione del voto alle donne, la ricorrenza si diffuse, sempre con matrici politiche, anche in Europa in giornate diverse a secondo delle Nazioni dove venivano organizzate negli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale.
L’8 marzo del 1917, migliaia di donne scesero in piazza a San Pietroburgo, in Russia, per protestare contro la guerra, la fame e lo zarismo, dando un ulteriore impulso alla Rivoluzione Russa, ecco che la data dell’8 marzo venne assunta come simbolo di lotta femminile.

mimosa

In Italia la celebrazione ebbe inizio nel 1922, il 12 marzo, ma fu accolta tiepidamente e in parte osteggiata dalle classi politiche dirigenti, contrarie al comunismo. Solo nel dopoguerra l’iniziativa riprese vigore grazie alla volontà dell’UDI (unione Donne Italiane) e celebrata ufficialmente l’8 marzo del 1946.
La mimosa, che fiorisce alla fine dell’inverno, venne preferita come il simbolo costitutivo rispetto ad altri fiori più costosi.

Dopo qualche decennio di ostracismo da parte delle dirigenze politiche, l’impennata si ebbe negli anni settanta grazie al movimento femminista, tanto che il 1975 è stato definito dalle Nazioni Unite “Anno Internazionale delle Donne” e da allora l’8 marzo in tutto il mondo si manifesta per ricordare l’importanza dell’uguaglianza dei diritti tra uomini e donne.

Ma è ancora necessaria una giornata dedicata alla Festa della Donna?

Che ne è oggi della festa della donna? Diciamo la verità, ultimamente, come altre ricorrenze, ha assunto una connotazione piuttosto commerciale e solo a livello delle Organizzazioni femminili ha mantenuto il suo valore iniziale. Per la maggior parte delle donne, invece, questa giornata viene vissuta come l’occasione di uscite tra amiche, magari con un’aria un pizzico trasgressiva, una libera uscita dagli impegni ordinari coi fidanzati per una volta lasciati (a guardarsi la partita) e i mariti a casa a fare da balia ai figli.

Vissuta in questo modo, dispiace che debba esistere una giornata celebrativa della donna dal momento che denuncia ancora una volta di più la necessità di riflettere su una società definita “moderna” dove invece si vivono ancora discriminazioni sessuali. Così come non esiste una ricorrenza celebrativa per l’uomo, lo stesso dovrebbe essere per le donne della nostra civiltà ormai evoluta.
E invece, di quanti altri 8 marzo ci sarà bisogno per riflettere tutti assieme sulle discriminazioni sociali e politiche che molte donne, specie in alcuni Paesi del mondo, ancora sono costrette a subire in una società che rimane nel suo profondo troppo maschilista.

Comunque sia, tanti auguri a tutte le donne!

Saverio Schirò

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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