Pietro Novelli, il grande e solitario artista del ‘600

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Si parla poco di Pietro Novelli, pittore e architetto “Monrealese” di nascita ma Palermitano di adozione, che riuscì ad oltrepassare i limiti di un manierismo provinciale, attingendo alla cultura europea di un Seicento in pieno fermento artistico. Le sue opere, voce di un artista solitario, sono sparse in Sicilia e nei migliori musei d’Europa e tuttavia di lui e della sua parabola umana sappiamo davvero pochissimo…

La vita di Pietro Novelli

Pietro Novelli
Pietro Novelli – Jacques_Majeur WIki

Giovanni Pietro Novelli nacque a Monreale il 2 marzo del 1603, figlio di Pietro Antonio Novelli e Angiolina Battezzato.
Benché non eccelso, il padre fu pittore e mosaicista piuttosto ricercato nello scorcio tra la fine del 500 e gli inizi del 600.

Pietro sicuramente imparò da lui i rudimenti dell’arte e del mosaico di cui Monreale esprime una viva tradizione. Intorno ai 15 anni andò “a bottega” a Palermo presso Vito Carrera, pittore trapanese piuttosto noto, chiamato per dipingere all’interno del Palazzo Reale. E certamente qualcosa imparò da lui, ma dovette essere più proficua la frequentazione del nobile, matematico Carlo Maria Ventimiglia, da cui apprese le leggi della prospettiva e della composizione architettonica.

Dopo la morte improvvisa del Carrera, cominciò la storia personale di Pietro Novelli: il 1 novembre del 1623, sposò Costanza di Adamo, assumendo per legge la cittadinanza palermitana. 

La Palermo del ‘600 era una città in grande fermento: la via Maqueda, da poco costruita, si arricchiva di chiese e monumenti; si abbelliva il palazzo Pretorio ed il Palazzo Reale; feste e cerimonie pubbliche si susseguivano in continuazione. E ciò comportava la presenza di numerosi artisti con i quali il Novelli sicuramente entrò in contatto.

Su tutti emergeva Caravaggio, che probabilmente mai passò in città, ma che era presente con la sua magnifica “Natività”, nell’Oratorio di San Lorenzo (⇨ il Mistero di Caravaggio a Palermo). E l’influenza del Caravaggio si noterà su moltissime opere del Novelli che senza dubbio ebbe modo di ammirare anche le sue tele a Roma e a Napoli.

Il 1624 fu un anno in agrodolce per il nostro Pietro. L’amaro fu la peste di Palermo che portò via tra gli altri, il padre dell’artista. Il dolce fu la nascita del primogenito, Pietro Antonio (la seconda figlia, Rosalia, anch’essa pittrice sarebbe nata il 1 febbraio 1628) e la svolta artistica dovuta alla presenza a Palermo del grande pittore fiammingo Antoon Van Dyck, chiamato alla corte del Viceré Emanuele Filiberto di Savoia per eseguirne il ritratto. Non sappiamo in quale misura i due artisti vennero a contatto, ma indubbiamente l’arte pittorica di Pietro si  intrise di quella eleganza e quei toni bruni e caldi che caratterizzano i quadri del fiammingo. 

Da quel momento si apre il periodo creativo di Pietro Novelli con l’acquisizione di uno stile personale, unico in tutta la Sicilia, che gli consentirà di diventare uno degli artisti più ricercati a Palermo e non solo. 

Nel 1636 venne eletto dal Senato Palermitano, ingegnere ed architetto della città, carica durata meno di un anno ma riconfermata nel 1644 in qualità di ingegnere del Regno. Pietro, così, presiedette alla costruzione di Porta Felice e alla pavimentazione (inciacatura) di via Maqueda. Più tardi continuò i lavori del “nuovo Molo” e disegnò l’Arco Trionfale per il solenne ingresso del viceré De Cabrera. Viaggiò nell’Isola per ispezionare le fortificazioni e intanto riceveva commissioni per diverse opere pittoriche. Nel 1647 presiedette a numerosi lavori e progetti pubblici: tra cui, la macchina funebre eretta in cattedrale, per i funerali del figlio di Filippo IV di Spagna; la fortificazione dei bastioni della città e le porte d’ingresso del Palazzo Senatorio.

Il 22 agosto del 1647, durante i tumulti capeggiati da Giuseppe D’Alesi, a piazza Vigliena, ricevette una ferita d‘arma da fuoco che gli sarebbe costata la vita.
Pietro Novelli, morirà il 27 agosto, a soli 44 anni: i confratelli della Compagnia del Rosario di San Domenico, lo faranno tumulare nel cimitero annesso al convento.  

Le opere di Pietro Novelli

Pietro Novelli wiki
San Pietro Liberato dall’Angelo – Palazzo Abatellis Davide Mauro CC BY-SA 4.0 via wikimedia

È davvero difficile catalogare esattamente e cronologicamente tutte le opere eseguite da Pietro Novelli. Fu artista completo che spaziò dalla progettazione architettonica, agli affreschi e soprattutto alle numerose tele e pale d’altare.

Ce ne sono tantissime nelle chiese palermitane, altre in Sicilia e alcune tele in diversi musei. Nella Galleria Regionale di Palazzo Abatellis se ne possono ammirare alcuni nei particolari, ma quelli collocati nelle chiese della città trovano la collocazione originaria, per cui si apprezzano nel contesto per il quale furono prodotte.

Si possono riconoscere facilmente per le caratteristiche che lo hanno distinto dagli altri autori del tempo: si percepisce la somiglianza con opere del Caravaggio per i fondali scuri da cui emergono le figure; l’influenza dei pittori fiamminghi per la precisione dei particolari; i toni caldi e corposi della pittura del Van Dyck; la medesima modella dolce e assorta nella raffigurazione delle varie Madonne.

Non ebbe una scuola da cui proveniva e neppure seguaci che ne seguirono le orme, escluso la figlia Rosalia, per cui la parabola pittorica di questo artista rimase “isolata” nello scorcio di questi anni del 1600, ma è un’opera preziosa proprio perché ci lascia la testimonianza di questo periodo storico così inquieto e malinconico, difficile socialmente, bisognoso di un anelito di spiritualità che ritroviamo scolpito nei volti dei personaggi da lui ritratti.

Saverio Schirò

Fonti:

  • G. Di Stefano, Pietro Novelli, il Monrealese, Flaccovio editore, Palermo 1989
  • Barbara Mancuso – Pietro Novelli, Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 78 (2013) in treccani.it
  • Pietro Novelli, wikipedia.org

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
40 anni di esperienza in ambito sanitario come infermiere di cardiologia e tecnico di pacemaker e ICD. Appassionato di Arte, Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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