Il Parco delle Madonie

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Il Parco delle Madonie si trova sul versante nord-ovest della Sicilia.
La presenza di alte cime, rocche di era preistorica che sfiorano quota duemila, ed il clima, rendono quest’area estremamente variegata, sì da consentire la vita ad un gran numero di specie animali e vegetali.

MadonieIn più, la forte connotazione strategica di molti di questi Comuni, in passato attraversati da greci, romani, bizantini, arabi e normanni ci restituisce centri abitati impregnati di storia e dal sapore davvero particolare.
Un circuito di castelli e monasteri unico in Sicilia, teatro della celebre targa Florio.
Quindici Comuni, fra mari e monti, a prevalente tradizione agricola, che meritano ognuno una visita: Caltavuturo, Castelbuono, Castellana, Cefalù, Collesano, Geraci, Gratteri, Isnello, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina, S. Mauro Castelverde, Scillato, Sclafani Bagni.

madonie piazzaCentri ricchi di storia ma non solo: ammirando castelli medievali o ruderi romani, infatti, non sarà raro farsi rapire dall’odore di un formaggio fresco proveniente da una stalla, e magari chiedere un assaggio!
Il fascino delle Madonie sta proprio qui: tutto in questo mix naturale ma sapiente di natura rigogliosa, di storia millenaria e di cultura contadina ancora viva.

Toccare la natura, viverla nei suoi mille aspetti in un territorio straordinariamente antropizzato. Le Madonie con la loro storia, i paesaggi agresti che si legano alla cultura materiale del territorio, consentono di sentirsi protagonisti di un esaltante spettacolo di colori, odori e sapori. Di viverli dal cuore di una Sicilia che incanta, all’interno di uno dei quattro parchi regionali isolani.
Dire di essere nel cuore della Sicilia in questo angolo di paradiso non è di certo un eufemismo: dalle cime più alte dell’area protetta, seconda solamente all’Etna, si toccano con mano le isole Eolie, lasciandosi alle spalle l’imponenza di dorsali montuose antiche ed impervie. Paesaggi variabili che si alternano con dolcezza in un’area protetta che si estende su un territorio di 40 mila ettari. 
Terra di grande varietà vegetale, ma anche di biodiversità, dove nel tempo si è affermata la necessità di conservare l’incommensurabile patrimonio posseduto. La distribuzione per aree, dettata dall’avvento del Parco, è maturata a questo preciso scopo. Sei dei 40 mila ettari di territorio sottoposto a tutela ricadono in regime di riserva integrale, 16 in quella generale ed i restanti 17 nella cosiddetta zona di controllo. Una zonizzazione che consente di modulare il tenore di vincolo e regolamentare le attività esercitabili. Conosciuto prevalentemente per la grande qualità di specie vegetali che ospita, il Parco delle Madonie, estende il suo ambito d’interesse anche all’aspetto geologico e morfologico, oltre che idrografico. Del sistema montuoso fanno parte prevalentemente raggruppamenti calcarei e silicei antichissimi, come il Carbonara, con i suoi 1600 metri di altitudine, seguito da vette incantevoli come quella di monte Mufara, monte Quacella e monte San Salvatore.
Nel suo complesso il territorio si presenta parecchio difforme: se al centro è rilevabile una conformazione più dolce, nelle zone periferiche il paesaggio si presenta frastagliato e con una distribuzione irregolare. Esaltante è anche l’aspetto idrografico del territorio. L’articolazione di questo sistema pone l’attenzione su un complesso di bacini profondamente vario, che accorpa fiumi, fiumare e torrenti, orientati nella maggior parte dei casi verso le valli del fiume Pollina ed Imera. Percorsi che completano l’immagine di un ecosistema che offre al visitatore l’integrità di una natura incontaminata tutta da scoprire. 

Feste di paese e sagre tipiche esplodono in periodo estivo ed in coincidenza delle principali ricorrenze religiose.
E’ forse il momento migliore per gustare i sapori delle Madonie e partecipare alle caratteristiche feste, sia il ballo della Cordella di Petralia Sottana, la prima domenica dopo ferragosto, che ad esempio la simulazione della festa del raccolto di Castellana “Dalla Coffa alla Visazza“.
A Geraci è tradizione assegnare un premio all’allevatore più produttivo, cui viene donato un cesto con agnellini in formaggio: “La carvaccata dei vistiamari“.
Altre fiere, dell’artigianato o del bestiame, costellano l’estate del Parco.
Ed ecco i sapori madoniti: formaggi, ricotta fresca, ancora in fascette di giunco, olio, salsicce ed insaccati, ma non solo.
I dolci tipici, quali lo sfoglio (una sagra è a settembre a Polizzi) la testa di turco e gli amaretti, la mostarda di fichi, sono d’obbligo.
La tavola si arricchisce di gustose minestre a base di lenticchie, o verdure, o agnello, ma anche coniglio selvatico e funghi.
L’artigianato offre la lavorazione della pietra a Geraci, pizzi, tappeti ancora lavorati a tel:aio, legno, ferro battuto, vetro, visibili ad esempio alla Fiera delle Madonie di settembre a Petralia Soprana.

da siciliaparchi.com

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Un gruppo di persone accomunate dalla passione per la Sicilia, ma sopratutto per Palermo, con la sua storia millenaria, la sua cultura unica e le sue molte, moltissime sfaccettature.

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