La cancellata di Villa Garibaldi

Un capolavoro di bellezza, la classe e tecnica che ne esaltano il pregio artistico

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La cancellata di villa Garibaldi può considerarsi al pari di un monumento per la bellezza, la classe e il pregio artistico che la contraddistingue. Fu progettata da Giovan Battista Filippo Basile e realizzata dalla rinomata Fonderia Oretea, in ghisa a rosette, ad eccezione delle aste delle frecce e delle lance, realizzate con ferro dolce.

Ingresso Villa Garibaldi

La cancellata di villa Garibaldi: come è fatta

Racchiude la villa Garibaldi a piazza Marina a Palermo, e non tutti sanno le difficoltà che il Basile incontrò per collocare al contro della piazza questo lussureggiante giardino: la forma quadrilatera irregolare, il non perfetto allineamento degli edifici sui quattro lati dell’area ed il consistente dislivello tra i vertici della piazza. Tutte queste irregolarità si sono ritrovate nella progettazione e costruzione della cancellata.

La forma rimase quadrangolare ma irregolare: con 98 pannelli, eguali per ognuno dei quattro lati, sorretti da piastrini in ghisa incastrati in un cordolo di pietra. Presenta sei cancelli ai cui lati sono inseriti dodici elementi di raccordo in modo da colmare le lacune dovute alla forma irregolare del quadrilatero ed alla disuguaglianza dei lati.

Particolare elementodella cancellata di villa Garibaldi

La cancellata ha come motivo dominante un alternarsi di frecce e di lance poste in verticale e collegate da traverse e da archi orizzontali, il ritmo viene scandito dai piastrini ornati con motivi venatori (uccelli, conigli, e borse da cacciatore), che probabilmente erano stati pensati anche come sostegni di corpi illuminanti (mai collocati).

I cancelli che ripetono il motivo dell’inferriata, sono formati da due metà simmetriche: nella traversa inferiore di ogni anta, sono presenti tre piccoli pannelli raffiguranti una cornucopia tra due frecce incrociate ed, al centro, uno scudo. Due piastrini, leggermente più alti di quelli dell’inferriata, sono posti a delimitazione del cancello. Nella parte superiore del cancello centrale, situato di fronte alla terrazza di palazzo Fatta, è posta, su un nastro in ferro, la scritta “Giardino Garibaldi”.

La ferrata che cingerà lo Square tutto all’intorno sui disegni del Prof. Basile rappresenterà cacce; le colonnette sosterranno uccelli e conigli, e borse da cacciatore, e le ringhiere saranno di archi e frecce. Lo scultore Salvatore Coco è stato incaricato della formazione dei modelli in legno: ed alla Fonderia Oretea verrà affidata la esecuzione del lavoro che certamente avrà un ottimo risultato a ragione dei grandi mezzi di cui essa può disporre avendola il signor Florio ridotta ormai ad uno stabilimento di primo ordine. Si spera che lo Square sarà discoperto nel termine di tre mesi, e l’operoso sindaco darà una vaga sorpresa alla città di Palermo”.
I modelli della ferrata che lo circuirà sono in parte finiti, e la Fonderia Oretea ne ha cominciato le fusioni”.

La realizzazione della ferrata fu un lavoro complesso, cosa che lo stesso Basile non mancò di evidenziare nel congratularsi con Besson, autore dell’impianto arboreo, “Noi ci congratuliamo col signor Besson autore ed esecutore d’un tal progetto. La formazione della ferrata di cinta ritarderà ancora per qualche mese il piacere di vedere presentare al pubblico una tale opera attese le difficoltà che ha avuto incontrare la Fonderia Oretea per la fusione delle colonnette molto accidentate nella forma”.

Durante la seconda guerra mondiale la cancellata venne risparmiata, per l’alto valore artistico, nel corso dell’operazione “Ferro alla Patria”.

I pannelli

Cancello ed elemento di raccordo_12

Ogni pannello (lungo 375 cm) è delimitato da due montanti ai quali risulta collegato tramite le due traverse con innesti, ribattini e spine di bloccaggio a forma di cuneo. Cinque frecce ripartiscono i sei moduli in cui si divide il pannello; ogni modulo racchiude tre lance, formate da aste, nodulo e punta, per un totale di ventitré aste. La differenza di altezza degli elementi verticali scandisce il ritmo creando un andamento sinusoidale, oggi nuovamente apprezzabile dopo l’intervento di restauro.

La traversa superiore, che presentava una modanatura a corda, è sottesa da un gioco di archi che si intersecano (ogni arco si diparte dalla metà dell’altro) e si raccordano, in modo tale che ognuno risulti collegato alla traversa nella parte centrale, proprio in corrispondenza della punta della freccia che da esso scocca e che agli estremi è innestato nelle aste delle frecce vicine.

Cancello ed elemento di raccordo_1

La traversa inferiore, con modanatura a foglie, comprende sei archetti, ornati con decoro a fiore.

La fusione delle parti in ghisa dell’intera cancellata venne realizzata a staffa; in particolare, a causa del complesso motivo ornamentale dei pilastri, lo stampo per la lavorazione venne organizzato in tre parti al fine di permettere lo sfilamento.

La tecnica è stata usata oggi per la fusione dei nuovi pezzi realizzati ad integrazione di quelli mancanti, che riconducono alla ripartizione modulare d’intervallo alla ripartizione modulare d’intervallo regolare. In corrispondenza all’innesto delle aste con il basamento è presente un’ulteriore elemento in fusione che rappresenta la coda fregiata di una freccia.

La colonna in ghisa, realizzata in fusione ad un unico pezzo è idealmente scomponibile in tre parti: la base con testa di cinghiale a sbalzo, l’elemento centrale costituito da un decoro a pigna con motivi di cacciagione e l’elemento superiore costituito da un’anfora che doveva originariamente sostenere i corpi illuminati.

I pannelli di unione della cancellata

Particolare elemento antropomorfo della cancellata di villa Garibaldi
Pannello di unione con la caratteristica traversa

I pannelli di unione sono gli unici elementi molto differenti tra loro per dimensione, pur essendo uguali a coppie, proprio per la loro specificità di essere giunto di raccordo di una cancellata modulare inserita in un quadrilatero irregolare.

I raccordi, pur essendo molto simili, in quanto costituiti dagli stessi elementi, risultano differenti nei particolari, come per il senso di rotazione dell’intreccio delle corde che ornano lo scudo.

Il motivo è rappresentato da uno scudo, con corda intrecciata, sorretto da due serpenti, avvinghiati ai montanti del pannello e del cancello.
Gli scudi del cancello est, viste le dimensioni dei raccordi, sono dotati di frecce, sormontate da un arco e decorati con banderuola.
Ad ogni pannello corrispondono quattro conci di dimensioni variabili: nei laterali si incastra la coda di rondine dei montanti, nei due centrali è ricavato l’incavo per la baionetta centrale della traversa inferiore.

Le traverse sono realizzate con un’unica fusione in ghisa e sono predisposte le sedi, e bloccate con ribattini passanti. Le teste di cinghiale sono fuse a parte sempre con la tecnica a staffa.

Che colore era la cancellata di villa Garibaldi?

Diverse ipotesi sono state fatte sul color originario della cancellata. Di certo, in alcuni periodi è stata di colore verde, fatto riscontrabile dalle tracce di vernice ritrovate, tuttavia, intorno al 1885 la cancellata era invece di colore chiaro come si è potuto riscontrare anche da una foto pubblicata su un testo ad opera di Luigi Giachery (Piazza Marina e gli Alberghi…,1923) e da alcune cartoline dell’epoca prossime alla conclusione dell’opera.

Non si può quindi escludere possa trattarsi della coloritura originaria avendo riscontrato tra l’altro nei documenti contabili redatti dall’architetto Basile, durante la direzione dei lavori, la descrizione del trattamento della cancellata con un “color pulce”.
Il color “pulce”, nell’enciclopedia delle arti e industrie, degli ingegneri R.Pareto e G. Sacheri, viene compreso, tra i colori bruni di origine minerale, nella variazione “tra il giallo carico al colore della pulce e della castagna”.

Il basamento fu realizzato in calcarenite giallastra, proveniente dalle cave dell’Aspra; i conci furono messi in opera a secco, senza l’utilizzo di malta a chiusura delle sconnessure, come avvenne successivamente anche per le murature del teatro Massimo e come riportato dallo stesso Basile. “L’intaglio dello stereobate della Piazza Marina si esegue senza manco lo intermedio d’un leggero strato di calce nelle commessure per imitare la perfezione del metodo degli antichi. Una tale inibizione toglie ai costruttore qualunque possibilità di adoperare pezzi che non siano esattissimamente intagliati”. I blocchi di testata, in corrispondenza dei piastrini di sostegno dei cancelli, furono realizzati in pietra calcare di Billiemi.

Una triste curiosità: lungo il lato est della cancellata, una piccola croce incisa nel basamento indicherebbe il posto in cui il 12 marzo 1909 venne assassinato Joe Petrosino, il poliziotto italo-americano giunto a Palermo per indagare sulla “mano nera”.

Maria Angela Pileri

Bibliografia

  • V. Mortillaro, Guida per Palermo e per i suoi dintorni, Palermo 1836
  • G.B.F. Basile, La piazza della Marina in Palermo, in “Giornale di Antichità e Belle Arti“,I, 2,
  • La ferrata che cinge il giardino Garibaldi in Piazza Marina, ibidem, II, 22, 1 ott.1864, p.1.
  • Voce Giuseppe (Joe) Petrosino in wikipedia.org

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Maria Angela Pileri
Maria Angela Pileri
Architetto e insegnante di tecnologie unisce l'amore per l'arte al rigore per la documentazione scientifica

6 COMMENTI

  1. Il “color pulce” indicato dal Basile indica che la cancellata non doveva essere sottoposta ad alcuna verniciatura, bensì lasciata ad una ossidazione naturale che, sacrificando pochi micron di spessore, sarebbe poi stata protettiva. La gamma di colori definita dal color pulce, ovvero tra il giallo ed il bruno, è proprio la gamma del colore degli ossidi di ferro che possono formarsi, che partono dalla Limonite, appunto di colore giallo, ed arrivano alla Ematite, di colore rosso-bruno. Più volte, essendomi interessato al restauro della cancellata, ho sostenuto questa tesi.

  2. A fantastic article with excellent detail on the elements of the Villa Garibaldi. With so much detail about the iron work of the fence and gates, is there any information on the cast-iron (tri-pod) lampposts within the gardens? Were they original to the gardens or were they added later? Are there any design plans available? Were they created by the Oretea foundry as well or were they from a different source? Any information would be greatly appreciated! Thanks.

  3. salve, sono un’insegnante di scuola infanzia.
    l’articolo è davvero interessante. vorrei chiedere il consenso ad utilizzare una foto dell’articolo per una videonarrazione rivolta ai bambini di età prescolare di scuola.
    grazie per l’attenzione
    cristina burnacci

  4. Una grande opera d’arte che purtroppo, spesso, passa inosservata agli occhi del palermitano ……diciamo…. distratto!!!
    Articolo molto interessante e dettagliato.

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