Luz Long e Jesse Owens: un’amicizia proibita finita tragicamente in Sicilia

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Oggi voglio raccontarvi una grande storia di sport e di amicizia, che trovò nella Sicilia del 1943 il teatro del suo triste epilogo.

E proprio dalla fine voglio iniziare a svelarla, da quando alcuni soldati tedeschi, percorrendo una trazzera siciliana, trovarono a bordo strada un loro commilitone in fin di vita.
Nonostante le sue condizioni, i militari non impiegarono molto a riconoscere uno degli uomini famosi e celebrati della Germania.

Si trattava infatti del campione di atletica Luz Long, medaglia d’argento olimpica e detentore di numerosi record nelle sue specialità, il salto in lungo ed il salto triplo.
Ma più che per i suoi successi sportivi, Long era destinato a diventare un simbolo mondiale di amicizia e spirito olimpico.

Scopriamo la sua storia e le circostanze che lo portarono a perdere la vita nelle campagne siciliane, appena trentenne.

La storia di un’amicizia proibita

Carl Ludwig Hermann Long, meglio noto con il soprannome Luz, era il prefetto prototipo dell’atleta tedesco. Alto, biondo, occhi azzurri e grande prestanza fisica.

I suoi successi nell’atletica, soprattutto nella specialità del salto in lungo, ben presto lo trasformarono nel beniamino dei tifosi tedeschi, un vero e proprio modello da seguire.
Nel 1934, quando aveva solo 21 anni arrivò terzo ai campionati europei di Torino e due anni più tardi, nel ‘36, si presentò da favorito sul più grande palcoscenico del mondo, le olimpiadi di Berlino.

Mai come in quella occasione lo sport avrebbe dovuto essere uno strumento politico. Hitler, voleva dimostrare a tutti gli altri popoli, e in casa propria, la sua tanto teorizzata supremazia della razza ariana. Per questo motivo era importante che gli atleti tedeschi vincessero, soprattutto contro nazioni politicamente avverse, oltre che sportivamente avversarie.

Uno di questi avversari era il campione afroamericano Jesse Owens, che solo un anno prima, in patria, aveva stabilito 6 record mondiali nel giro di 45 minuti, tra cui uno proprio nel salto in lungo, grazie ad uno straordinario salto di 8,13m.

Tuttavia, in terra tedesca, l’americano stava affrontando qualche difficoltà.

Durante le qualifiche tentò due volte di guadagnarsi un posto in finale, ma in entrambi i casi i suoi salti furono giudicati nulli. Prima di cimentarsi nel suo ultimo tentativo, Owens fu avvicinato da qualcuno.
Era Luz Long, che essendosi già qualificato per la finale, andò a confrontarsi con l’americano cercando di consigliarlo su dove iniziare a saltare per non incorrere nella squalifica. A quanto pare mise anche un fazzoletto bianco sul punto esatto, in modo che fosse ben visibile.
Alla fine i consigli si rivelarono preziosi e non solo Owens si guadagnò la finale, ma andò addirittura a vincere la medaglia d’oro, proprio davanti a Luz Long, con cui strinse una sincera e profonda amicizia.

Il tedesco infatti fu il primo a congratularsi con l’avversario, celebrandolo con un abbraccio e con un giro della stadio a braccetto che fece imbufalire i più alti gerarchi nazisti.

La separazione e l’epilogo siciliano

Dopo le olimpiadi, i due campioni naturalmente si separarono, tuttavia continuarono ad intrattenere una fitta corrispondenza che mantenne salda la loro amicizia, nonostante lo scoppio della guerra tra i loro paesi.

E fu proprio a causa della guerra e delle operazioni americane in Sicilia, che Luz Long fu arruolato e mandato a combattere a Biscari, in provincia di Ragusa.
Qui, durante le operazioni di difesa dell’aeroporto di Santo Pietro, i soldati tedeschi e italiani furono decimati da un bombardamento alleato e successivamente circondati dalle stesse truppe statunitensi. Nonostante la resa e la consegna delle armi, il capitano americano Compton ordinò la fucilazione dei prigionieri, dando inizio a quello che sarebbe passato alla storia come il Massacro di Biscari.

Proprio in questa circostanza Luz Long fu raggiunto da una raffica di colpi e abbandonato moribondo sul ciglio della strada. Un plotone tedesco lo trovò lì qualche ora dopo, ma nonostante il trasporto in ospedale, per il campione non ci fu nulla da fare, morì in Sicilia il 14 Luglio 1943.

Il giorno prima, prevedendo gli sviluppi nefasti delle operazioni in Sicilia, Luz aveva scritto un’ultima accorata lettera all’amico Jesse Owens, in cui gli chiedeva di andare ad Amburgo alla fine della guerra, per salutare suo figlio Kai che non lo avrebbe mai più rivisto.
E Owens esaudì quest’ultima volontà nel 1951, quando arrivò in Germania con gli Harlem Globetrotters e finalmente raccontò a Kai Long di suo padre e della loro eterna amicizia.

Di seguito il testo della lettera che Luz scrisse a Jesse dalla Sicilia:

Gela, Sicilia, 13 luglio 1943

Jesse, amico mio, 

qui intorno a me sembra non esserci altro che sabbia, polvere e sangue. 

Ho paura, Jesse, ho paura di morire. Non rivedrò più mia moglie e il mio bambino. Non ho fatto quasi in tempo a conoscerlo e lui non avrà nulla da ricordare di suo padre. 

Sento che questa potrebbe essere l’ultima lettera che ti scrivo. 

Se così fosse, una cosa voglio chiederti. A guerra finita – perché prima o poi io spero che tutto questo orrore potrà finire – ti prego di andare un giorno a casa mia, ad Amburgo. Cerca di mio figlio e raccontagli di me, di chi sono stato. E raccontagli della nostra amicizia più forte della guerra. 

Il tuo amico Luz

Leggi anche: Giuseppe Giannola, fucilato 3 volte e sopravvissuto

Fonti: Wikipedia.org – Luz Long
E. Pistone – La storia della straordinaria amicizia tra il tedesco Long e Jesse Owens – Berlino Magazine
G. Cervi – Un racconto olimpico / Jesse Owens e l’amico ritrovato – Doppiozero.com

Foto: Comitato Olimpico Internazionale – Creative Commons da El asunto Daffari

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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