Rischi durante l’impianto di un pacemaker o defibrillatore

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Trattandosi di un intervento chirurgico, anche l’impianto di un pacemaker o di un defibrillatore comporta alcuni rischi. Alcuni sono rari ma quasi tutti si risolvono immediatamente o dopo una semplice cura.
Nel consenso informato, che verrà firmato prima dell’impianto, saranno elencate tutte queste possibilità e a leggerle, a volte ci si può impressionare. Ma non bisogna avere paura perché in ogni caso il medico ed il personale infermieristico saranno in grado di affrontarle con competenza e grande professionalità.

Rischi durante l’impianto

Una piccola percentuale di pazienti sviluppa complicazioni durante l’impianto del dispositivo: tra cui una possibile reazione allergica ai farmaci impiegati durante l’intervento. Può verificarsi una eccessiva perdita di sangue per il danneggiamento dei vasi sanguigni, ma una volta individuata la sede della emorragia, il medico operatore provvederà subito a legare il vaso che perde.

Durante l’intervento, un’altra complicanza possibile è lo pneumotorace, che si verifica quando viene accidentalmente perforato il polmone, e una certa quantità di aria penetra nello spazio pleurico. Se accadesse, il trattamento consiste nell’inserire un tubicino nel torace per rimuovere l’aria accumulata.

Infine, per quanto sia raro, nel modo di posizionare l’elettrocatetere all’interno del cuore, potrebbe avvenire la perforazione della parete cardiaca e in questi casi bisogna ricorrere ad un intervento chirurgico urgente.

Rischi dopo la procedura di impianto pacemaker o defibrillatore

Altri eventi indesiderati possono avvenire dopo la procedura, nei giorni successivi oppure dopo mesi o anni: si tratta delle complicanze tardive.

Gonfiore o emorragia della tasca di impianto

Un leggero gonfiore nei giorni successivi all’impianto può essere normale e riassorbirsi lentamente nel giro di qualche giorno o qualche settimana. 

A volte, specialmente nei pazienti che assumono farmaci anticoagulanti, potrebbe raccogliersi del sangue all’interno della tasca di impianto (ematoma) per cui si evidenzia un gonfiore anomalo, a volte molto evidente.
Niente paura: nella maggior parte dei casi il problema si risolve da solo, semplicemente applicando del ghiaccio nella sede di impianto. Solo in casi rarissimi può essere necessario drenare il sangue per svuotare la tasca.

In questi stessi pazienti, può accadere che il sangue fuoriesca dalla ferita dell’impianto e causa molte preoccupazioni al paziente ed ai familiari. Può accadere perché la ferita ritarda a cicatrizzare o perché l’ematoma trova “uno sfogo” all’esterno Se il sangue è una piccola entità che sporca la garza e smette di aumentare, non occorre fare niente. Meglio lasciare la garza sporca e aspettare qualche giorno prima di medicare la ferita.
Se il sangue è copioso, meglio recarsi al Centro dove è stato eseguito l’impianto, dove prenderanno i provvedimenti necessari per tamponare la ferita ed interrompere l’emorragia.

Infezione della tasca che contiene il pacemaker

Una cute eccessivamente arrossata o dolente, vicino la sede dell’impianto, con o senza presenza di febbre, potrebbe essere segno di una infezione della tasca. Ovviamente si deve tornare in ospedale per un controllo. Il medico valuterà il da farsi e l’eventuale prescrizione di una terapia con antibiotici.

In alcuni casi, l’infezione potrebbe estendersi agli elettrocateteri, che è una complicanza piuttosto grave perché può coinvolgere il cuore causando una endocardite batterica. Se accadesse, l’unica soluzione efficace è l’espianto del pacemaker e l’estrazione degli elettrocateteri, che è una procedura abbastanza complessa.

Deiscenza della tasca del pacemaker

Rischi pacemaker deiscenza
Deiscenza del pacemaker foto By depositphotos.com

Si tratta di una erosione della cute della tasca che contiene il pacemaker. Una pelle molto sottile, un deperimento organico, uno stato di malattia o una infezione sopraggiunta, possono ledere la cute fino alla fuoriuscita del pacemaker.

È un evento che può accadere molti anni dopo l’impianto, specie in persone particolarmente anziane che poco si curano di se stessi, e non vengono accuditi dai familiari.
Non bisogna arrivare a questo punto: è bene controllare con regolarità la sede di impianto di pacemaker e si nota che la pelle si arrossa eccessivamente o diventa nerastra e malsana bisogna recarsi subito al Centro e farsi controllare dal medico.

Preso in tempo, cioè prima che la pelle ceda e fuoriesca parte del pacemaker, con un piccolo intervento si può rimediare. Ma se la cassa del dispositivo buca la pelle, allora diventa più difficile perché può sopraggiungere un’infezione ed a volte l’unica soluzione è espiantare tutto con i rischi che già conosciamo.

Spostamento degli elettrocateteri

Gli elettrodi vengono “ancorati” al tessuto cardiaco grazie a minuscole barbe di silicone che fuoriescono dalla sua estremità, oppure con una piccolissima vite di pochi millimetri. Normalmente, questi ancoraggi sono sufficienti a mantenerli in sede e dopo alcuni mesi è lo stesso tessuto cardiaco che “ingloba” gli elettrocateteri impedendo che si spostino.

Talvolta, specie nei primi tempi, movimenti eccessivi del paziente o eventi non sempre dimostrabili, fanno spostare i cateteri dalla sede di impianto causando un cattivo funzionamento del sistema. Si scoprono per un ripresentarsi dei sintomi che si accusavano prima dell’impianto oppure durante il controllo ambulatoriale.
Molte volte il difetto si può correggere semplicemente con una programmazione differente, altre volte invece (ma più raramente) sarà necessario un nuovo intervento chirurgico per rimettere a posto gli elettrocateteri.

Spostamento del pacemaker dalla sede di impianto

Anche questo può verificarsi, specie in seguito a dimagrimento eccessivo, ma è davvero raro e di solito non comporta alcun problema. Se lo spostamento è eccessivo potrebbe essersi verificato che i fili che legano i cateteri al tessuto si siano staccati: in questo caso va verificato il corretto funzionamento del sistema.
Che il pacemaker si muova sotto la pelle o sotto le dita (anche se è preferibile non toccarlo troppo, né sfregarlo, né maltrattarlo in alcun modo) è assolutamente normale e, di solito, indica che l’alloggiamento dentro la tasca è corretto.

Guasto del dispositivo

È davvero rarissimo perché tutti i pacemaker sono altamente affidabili. Ovviamente bisogna tener conto che sono comunque dei dispositivi elettronici e come tali potrebbero presentare dei malfunzionamenti: non erogare lo stimolo, non avvertire il battito cardiaco spontaneo, scaricarsi precocemente.

I pacemaker vengono controllati nel loro funzionamento a livello mondiale, cosicché se un dispositivo ha mostrato qualche difetto, tutta la serie di produzione viene monitorata e l’azienda produttrice avvisa immediatamente tutti i Ministeri Sanitari e tutti i Centri Cardiologici. In questo modo, i pacemaker o i defibrillatori a rischio, vengono controllati più attentamente e se è il caso sostituiti. Dunque massimo controllo e massima sicurezza.

Saverio Schirò

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Disclaimer

I contenuti degli articoli, per quanto frutto di ricerche accurate, hanno uno scopo esclusivamente informativo e non sostituiscono in alcun modo l’intervento o l’opinione del medico o la sua diagnosi in relazione ai casi concreti. Tutte le terapie, i trattamenti ed i consigli di qualsiasi natura non devono essere utilizzati a scopo diagnostico o terapeutico per qualsiasi malattia o condizione psicofisica. Conseguentemente si consiglia in ogni caso di contattare il medico di fiducia.

Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.
  1. Io o un loop decoder che registra o un piccolo telecomando con scritto rec che lo devo premere in caso mi sentireiale per fa sì che registra..solo che ultimamente nell’arco della giornata c’è un lampeggiante sopra dove indica il telefono mi lampeggia per un paio di secondi ogni 40 50 minuto al giorno come mai ?

    • Buongiorno Vincenzo. Avrei bisogno di sapere il tipo di Loop recorder che hai avuto impiantato per capire quale potrebbe essere il problema, dal momento che i telecomandi sono diversi uno dall’altro e spesso non hanno alcuna icona del telefono.

    • Buonasera Vincenzo, ho individuato il telecomando di cui parli con l’icona del telefono. Si tratta di un modello più antico che prevedeva l’invio dati tramite telefono e adesso non più in uso. Sarà stato schiacciato involontariamente il tasto REC e di conseguenza l’icona del telefono lampeggia: puoi ignorarlo.

      • Capisco cioè mi è stato messo 4 mesi fa ed non è più in uso attualmente ma sicuro ?? Perché l’anno messo a le allora

        • Poi io non premo mai il tasto rec quindi non so come mai potrebbe fare così a giornate intere che lampeggia..cosa vuol dire devo preoccuparmi siamo sicuri che affidabile sto coso che mi anno messo o devo sporgere denuncia per tutto ciò.

          • Non c’è alcun problema. Certo che è affidabile, d’altronde ai controlli sarà verificato. I modelli dei Loop possono cambiare, ma non per questo funzionare meno bene. Una volta si usava il telefono fisso e il registratore poteva collegarsi, adesso non l’ha più quasi nessuno e la funzione non è più necessaria.

  2. salve.. ho un Pacemaker impiantato nel 2004. Ho 57, anni. Ho sempre lavorato in fabbrica metal meccanica e non ho mai detto niente perciò nessuno lo sa. Il mio problema è che adesso mi trovo molto stanca e non so come fare a x chiedere un cambio mansione senza dover dire altro. Il mio lavoro attuale è relativamente pesante. Cosa fare? La ringrazio, a presto.

    • Buonasera. Per il tuo problema non so davvero cosa dirti. Dovresti semplicemente avvisare l’azienda dove lavori che sei portatrice di pacemaker.
      Per la stanchezza ti suggerirei di farti controllare il pacemaker, perché se è lo stesso del primo impianto, potrebbe essere scarico e questo spigherebbe la tua stanchezza.

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