Un secolo buio per la Sicilia: la guerra del Vespro

La guerra che segnò l'ascensione al trono di Sicilia della dinastia aragonese

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La Guerra del Vespro, che ebbe luogo nel XIII secolo, è un capitolo affascinante all’interno della storia della Sicilia medievale. Un evento storico di grande importanza che ebbe un impatto significativo sull’assetto politico del Mediterraneo. La rivolta siciliana contro gli Angioini rappresentò un esempio di resistenza popolare contro un dominio straniero, una sfida per il potere, con i vari protagonisti che cercavano di consolidare il proprio dominio sull’Isola.

La guerra del Vespro fu scatenata da un evento occasionale?

guerra del vespro

Come mai quel lunedì di Pasqua del 1282 i soldati francesi avevano ricevuto l’ordine di controllare i palermitani che festeggiavano Pasquetta con una bella scampagnata, mangiando, bevendo, ballando sul prato vicino alla chiesa dello Spirito Santo, nell’attesa di partecipare alla funzione pomeridiana dei Vespri?

Il governatore aveva forse ricevuto qualche soffiata riguardante una presunta cospirazione? Le guardie avevano disposizioni formali di perquisire i festeggianti, alla ricerca di eventuali armi o, dopo aver anche loro partecipato al festino, e bevuto un po’ troppo, l’ispezione era un semplice pretesto per palpeggiare le palermitane più avvenenti?

Comunque sia, la mano un po’ troppo audace di un sergente che toccava il seno di una giovane donna, fu il pretesto al divampare di una violenta e inarrestabile ribellione, che si sarebbe trasformata in un susseguirsi di battaglie per poco meno di un secolo.

La guerra del Vespro segnò l’ascensione al trono di Sicilia della dinastia aragonese.

Quindici anni prima, il titolo di re di Sicilia era stato attribuito dal papa Clemente IV al principe francese Carlo d’Angiò, che poi nella battaglia di Benevento aveva vinto l’ultimo re svevo Manfredi, (figlio di Federico II), e infine fatto barbaramente decapitare il sedicenne pretendente al trono, Corradino.

Regina Costanza di Svevia
Una riproduzione della Regina Castanza di Svevia

L’odiata casata sveva sembrava completamente distrutta, ma il sangue (o, meglio, il DNA) del grande Federico sarebbe stato trasmesso alla dinastia siculo-aragonese per il tramite di una donna, la regina Costanza II di Sicilia, sposa del re d’Aragona Pietro III, e anche legittima erede del regno normanno-svevo, in quanto figlia di Manfredi, nipote di Federico II, dunque pronipote di Costanza d’Altavilla.
(Leggi la sua storia: Costanza di Svevia. La regina beatificata dalla Chiesa)

Per più di dieci anni, Carlo d’Angiò aveva regnato in modo estremamente despotico, sopprimendo le libertà tradizionali, imponendo tasse insostenibili, trasferendo la capitale da Palermo a Napoli, suscitando l’odio dei Siciliani. La ribellione “del Vespro”, spontanea o organizzata che fosse, segnerà il momento atteso dalla coppia reale aragonese per entrare in gioco.

Una guerra durata 90 anni!

Pietro (III d’Aragona, ma I di Sicilia), eletto re dal Parlamento siciliano, cominciò la riconquista del Regno, con una guerra che, tra vari e complicatissimi episodi e trattati di pace insoddisfacenti ed effimeri, durò ben novant’anni. Né lui, né i suoi successori riuscirono mai a unire la Sicilia “di qua e di là del Faro”.

Il nome di Regno di Sicilia venne aspramente conteso tra le dinastie angioina e aragonese, e a un certo punto si dovette accettare per la Sicilia l’appellativo di regno di Trinacria – una scelta umiliante per i Siciliani – mentre Napoli era capitale del regno di Sicilia.

La situazione era estremamente precaria nella stessa isola, divisa tra fazioni che si alleavano ora con l’uno, ora con l’altro, a seconda della convenienza del momento. Le famiglie dei grandi feudatari dominarono su vasti territori che erano quasi dei regni privati all’interno del Regno, fino ad arrivare al governo dei cosiddetti “vicari”, un periodo in cui successe veramente di tutto!

Liliane Juillerat

Nel prossimo articolo continua la Saga dei re e delle regine con le vicissitudini di re e regine della dinastia aragonese: Il periodo aragonese: quando la Sicilia era il Regno di Trinacria

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Liliane Juillerat
Liliane Juillerat
Liliane Juillerat Ferrara, cultrice di lingue, letteratura e arte, nata in Svizzera e sposata con un siciliano, ha insegnato la lingua francese all'Università di Messina per oltre vent'anni. Trasferitasi a Palermo per stare vicina ai nipoti si è ben presto lasciata ammaliare da questa città, dalla sua lunga storia e dai suoi prestigiosi monumenti. Ha pubblicato con l'editore Torri del Vento due romanzi storici: "Costanza d'Altavilla Così volle il fato" e "La Contessa Adelasia Malikah di Sicilia e Calabria".

2 COMMENTI

  1. Ulteriore nota: la rivolta dei vespri fu anche finanziata e fomentata dall’imperatore Romano ( di Costantinopoli) Michael Paleologos per impedire a Carlo D’Anjo di condurre un’altra crociata per conquistare Costantinopoli.
    Il moto dei Vespri impedi’ a Carlo di dare vita al suo piano di espansione.

  2. Buona sera Liliane, mi complimento per il tuo proseguo ad approfondire e scrivere la nostra storia della Sicilia. Aspettiamo il tuo prossimo libro

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