Una passeggiata al faro di Capo Zafferano: un’esperienza da ricordare

Una escursione nei dintorni di Palermo

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Se siete appassionati di natura e luoghi originali, non potete perdervi una passeggiata al faro di Capo Zafferano nel territorio di Santa Flavia. Un luogo incantevole che offre panorami mozzafiato, ripide scogliere, un faro romantico e lo spettacolo dei gabbiani in volo, vicinissimi. 

Capo Zafferano: un po’ di storia e geografia

Capo Zafferano
Capo Zafferano – by Ziegler175 licenza CC3.0 via wikimedia.org

Capo Zafferano si presenta come un piccolo promontorio roccioso che si protende nel mare tra Mongerbino e Sant’Elia ed è riconoscibile dalle spiagge sottostanti grazie al suo caratteristico profilo a “cappello di Napoleone”, secondo alcuni.

Il nome sembra derivare dall’arabo za’farān, che significa zafferano, probabilmente per il colore giallo delle rocce o della flora, nei periodi primaverili.
Questi luoghi dovevano essere abitati sin dal Paleolitico superiore, infatti in alcune grotte vicine sono stati trovati resti ossei di una razza di piccoli elefanti esistenti a Malta e in Sicilia fino a 100.000 anni fa. Sono stati rinvenuti anche manufatti in ceramica del periodo del bronzo, intorno al 2000 a.C.. 

Dal punto di vista naturalistico, Capo zafferano è un sito dichiarato “luogo di interesse comunitario” per la sua ricchezza di biodiversità. Lungo la fascia litoranea si insediano piante dai nomi difficili ma che tutti abbiamo visto diverse volte, ma sono caratteristici i numerosi nidi di gabbiani reali, che offrono uno spettacolo unico volando tutt’intorno tra cielo e mare.

Una delle prime menzioni di questo luogo è dovuta a Camillo Camilliani nel 1584, nel manoscritto dal titolo “Descritione delle marine dell’isola di Sicilia” dopo la ricognizione completa delle torri costiere di difesa dell’isola fatta su incarico del governo vice Regio spagnolo. Una curiosità: Camilliani è l’architetto che ha sistemato la famosa Fontana di piazza Pretoria.

Tra le informazioni riportate nel manoscritto si parla delle calette dell’area e altre notazioni fisiche e si menziona già a quel tempo “una torretta di guardia” presente sul crinale del promontorio. Esattamente in quel luogo 300 anni dopo venne costruito il complesso del faro.

Il faro di Capo Zafferano

Il faro di Capo Zafferano fu costruito intorno al 1884 e divenne presidio militare durante le due guerre mondiali, in quell’occasione furono aggiunti altri corpi di fabbrica, una terrazza e una torre di avvistamento. 

Il Faro vero e proprio si presenta in buono stato, intonacato di bianco, è alto circa 11 metri ed ha un profilo ottagonale. La lanterna sulla sommità è perfettamente funzionante e segnala con una luce rossa intermittente la presenza del vicino scoglio della Formica che affiora vicino al promontorio. Un tempo, era alimentato con acetilene, ma dal 1970 l’impianto è stato sostituito da un sistema elettrico con accensione automatizzata.

Faro di capo Zafferano
Il Faro di Capo Zafferano con alcuni corpi di fabbrica abbandonati – palemoviva.it

I corpi di fabbrica del complesso si trovano in uno stato di completo abbandono. Tetti pericolanti, finestre e aperture sventrate danno facilmente accesso alle camere della struttura (Torre del Faro escluso, naturalmente). Dentro si trovano macerie, scritte sui muri e pavimentazione traballante che non rendono il sito molto sicuro. Tuttavia l’ingresso è completamente libero e privo di recinzioni, eccetto un cancello di solito chiuso. Basta comunque un semplice sopralluogo per scoprire una via di accesso alternativa. 

Attenzione però: chi vi entra lo fa a proprio rischio e pericolo, per cui se volete proprio accedere all’interno del complesso fatelo con prudenza e tenete per mano i bambini!

Una volta sul posto, la vista è stupenda, il mare all’orizzonte con la costa che si vede in lontananza. E poi il luogo è davvero suggestivo, direi quasi romantico con quel faro che si erge sullo strapiombo. Insomma un’esperienza da fare!

Come arrivare al faro di Capo Zafferano

Si arriva al Faro seguendo una pittoresca stradina asfaltata che segue l’andamento tortuoso del costone roccioso. Durante il percorso si incontra una piccola cappella dedicata alla Madonna del Lume e si può fare una sosta. Benché la strada teoricamente è percorribile con un’automobile, dal momento che è molto stretta e non ci sono spazi agevoli per fare inversione, è bene percorrere questo tratto a piedi: una passeggiata piacevole di una quindicina di minuti.

Per raggiungerla non è facilissimo. Possiamo arrivarci lato Bagheria percorrendo la litoranea verso Aspra fino alla fine e girare a destra verso Mongerbino. Oppure lato Santa Flavia, dopo il bivio per Sant’Elia e la spiaggia dei “Cento gradini del Kafara”, proseguire verso Mongerbino. 

In entrambi i casi si arriverà ad una traversa dove sarà indicato il Lido del Carabiniere, ed il cartello turistico: Capo Zafferano, Grotta AgnoneFaro

Bisogna scendere in questa traversa. Dopo poche centinaia di metri si arriva al Lido del Carabiniere e sulla sinistra inizia la “stradella vicinale Torre Zafferano”. 

Ora, il mio consiglio è di trovare parcheggio il prima possibile perché in fondo alla strada non ci sono sufficienti spazi per lasciare l’auto e sono difficili anche le operazioni di manovra (a meno che non andiate in un giorno feriale, e non d’estate).

Seguite la strada e gustatevi il paesaggio sin da subito perché davvero ne vale la pena: una passeggiata che vi regalerà emozioni indimenticabili!

Mappa By /www.openstreetmap.org – In rosso il punto della traversa – in verde è il Faro di Capo Zafferano

Saverio Schirò

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Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

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