Le chiese barocche di Palermo: un viaggio nell’arte e nella spiritualità

Autore:

Categoria:

25,584FansLike
1,315FollowersSegui
633FollowersSegui

Permettetemi di dirvi una cosa: non è possibile capire Palermo senza entrare nelle sue chiese barocche. Non parlo di una visita distratta, quella del turista che sbircia dalla porta e poi corre al mercato di Ballarò. Parlo di fermarsi, alzare gli occhi, e lasciarsi immergere in un clima di spiritualità e bellezza. Perché il barocco palermitano è molto più di uno stile architettonico: è la città che vi dice, con oro e marmo e stucco, guardate quanto siamo stati capaci di sognare!

Palermo nel Seicento e nel Settecento era una delle città più ricche e popolose del Mediterraneo. Famiglie nobili, ordini religiosi e confraternite laiche si sfidavano a colpi di chiese sempre più belle, sempre più cariche, sempre più scenografiche. Il risultato? Un patrimonio di barocco che farebbe impallidire molte capitali europee — e che, curiosamente, i palermitani stessi spesso danno per scontato o conoscono appena.

Se come turisti, o semplici palermitani curiosi, volete visitare la città, ecco le chiese barocche di Palermo che non potete permettervi di perdere.

La Chiesa del Gesù, detta Casa Professa

Foto interno chiesa Casa Professa

Cominciate da qui. Se dovessi portare qualcuno a vedere una sola cosa del barocco di Palermo, sarebbe questa. Siamo nel cuore del quartiere Albergheria, a due passi da Ballarò, e già dall’esterno la chiesa ha una certa presenza. Ma è dentro che succede qualcosa di difficile da spiegare.

I Gesuiti, che la costruirono a partire dal 1564, non andavano per il sottile: vollero che ogni centimetro delle pareti fosse coperto di decorazioni. E ci riuscirono benissimo. Quello che vedete è un lavoro di intarsi in marmo colorato — i famosi marmi mischi siciliani — che non assomiglia a niente di quello che avete visto altrove. Non è pesante, non è kitsch: è un mosaico di pietra che a tratti sembra quasi ricamato. I rossi, i verdi, i gialli ocra si alternano in un ritmo che non stanca mai. Potreste stare un’ora qui dentro e continuare a scoprire dettagli nuovi.

Un consiglio pratico: andate di mattina, quando la luce entra dalle finestre laterali e i marmi sembrano quasi accendersi dall’interno.

La Chiesa di Santa Caterina

Chiesa di Santa Caterina

Affacciata su piazza Bellini — la stessa dove ci sono la Martorana e San Cataldo — Santa Caterina è forse la più “segreta” delle grandi chiese barocche di Palermo, nel senso che per molti anni è rimasta chiusa e poco visitata. Adesso è aperta, e finalmente i turisti stanno scoprendo quello che c’è dentro.

E quello che c’è dentro è semplicemente uno degli interni più belli della Sicilia. Le monache domenicane che la abitarono per secoli si occuparono personalmente di arricchire la chiesa, e il risultato è una decorazione che copre letteralmente ogni superficie: stucchi bianchi, marmi intarsiati, affreschi dai colori vivaci, statue di santi che sembrano quasi volersi animare. C’è qualcosa di molto femminile in questa chiesa — un gusto per il dettaglio, una cura quasi ossessiva per la bellezza — che la rende diversa da tutte le altre.

In cima, la cupola affrescata sembra aprirsi verso un cielo popolato di angeli. Alzate la testa e restateci un po’.

La Chiesa di San Giuseppe dei Teatini

Chiese barocche: Chiesa di San Giuseppe dei teatini

Questa chiesa ha una posizione strategica che la rende impossibile da ignorare: si trova ai Quattro Canti, l’incrocio ottagonale che divide il centro storico di Palermo in quattro mandamenti. È, in pratica, il cuore geometrico della città.

I Teatini la costruirono nel Seicento e la fecero grande — molto grande. L’interno della chiesa di San Giuseppe è a croce latina con una navata centrale altissima, e ha qualcosa di maestoso che manca ad altre chiese palermitane, forse più ricche di ornamenti ma meno generose negli spazi. Qui respira. Le colonne sono enormi, i capitelli elaboratissimi, e la cupola — che all’esterno quasi non si vede, nascosta dai tetti — all’interno si rivela affrescata con una scena del Paradiso che vale da sola il prezzo del biglietto.

I Teatini erano un ordine serio, colto, attento alla qualità: e si vede. Questa non è una chiesa di esibizione, è una chiesa di preghiera — ma una preghiera rivestita di bellezza.

La Chiesa di San Domenico

Chiese barocche: Chiesa di san Domenico

Chiamata non a caso il Pantheon dei siciliani, San Domenico è la chiesa dove Palermo ha scelto di seppellire i suoi grandi: poeti, pittori, giuristi, eroi del Risorgimento. Ci sono lapidi e monumenti funebri ovunque, e camminare lungo le navate laterali è un po’ come scorrere un libro di storia dell’isola.

Ma San Domenico è anche, e prima di tutto, un gioiello barocco di prim’ordine. La facciata — aggiunta nel Settecento — è una delle più eleganti di Palermo: bianca, pulita, quasi sobria rispetto agli interni di altre chiese, con due torri campanarie che la affiancano in modo simmetrico. L’interno è più austero di quanto ci si aspetti, ma ha una dignità silenziosa che colpisce.

Davanti alla chiesa c’è una delle piazze più belle del centro storico, con una colonna dell’Immacolata al centro. Sedetevi su una delle panchine e guardate la facciata: è uno di quei momenti in cui si capisce perché si viaggia.

La Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa

Chiese barocche: Chiesa di Santa Teresa

Il quartiere della Kalsa è uno dei più antichi di Palermo, quello arabo, quello che ha sofferto di più durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale e che ancora oggi porta i segni di una ricostruzione mai del tutto completata. In questo quartiere di contraddizioni — palazzi nobiliari diroccati accanto a spazi urbani rigenerati — si trova la chiesa di Santa Teresa, che è un po’ il simbolo di tutta questa storia.

La chiesa fu costruita nella seconda metà del Seicento per le carmelitane scalze, e la sua facciata in pietra calcarea bianca spicca ancora di più in un quartiere che a tratti sembra ancora in attesa di essere riscoperto. L’interno conserva una bella decorazione a stucco e alcune tele di buona qualità, ma è soprattutto l’atmosfera — raccolta, silenziosa, un po’ malinconica — a renderla speciale.

È una chiesa da visitare nel pomeriggio, quando la luce cambia e il quartiere intorno si sveglia lentamente.

Gli Oratori di Giacomo Serpotta: il barocco dello stucco

Nessuna visita alle chiese barocche di Palermo è completa senza parlare di Giacomo Serpotta, lo scultore che a cavallo tra Seicento e Settecento inventò un modo tutto palermitano di fare il barocco. Invece del marmo — costoso e pesante — Serpotta usava lo stucco, plasmato con una maestria così straordinaria che le sue figure sembrano quasi respirare.

I luoghi dove questo genio si esprime al meglio non sono le chiese, ma gli oratori delle confraternite laiche: piccole sale di riunione dove Serpotta poteva lavorare senza vincoli. I tre da non perdere assolutamente sono l’Oratorio del Rosario di Santa Cita, l’Oratorio del Rosario di San Domenico e l’Oratorio di San Lorenzo — quest’ultimo tristemente noto perché ospitava la Natività del Caravaggio, rubata nel 1969 e mai ritrovata.

In questi spazi, Serpotta ha disseminato centinaia di putti e figure allegoriche che sembrano giocare tra loro, arrampicandosi sulle cornici, sbirciando dagli angoli, ridendo. C’è qualcosa di festoso, quasi pagano, in questo barocco siciliano — come se la gioia di vivere avesse trovato il modo di infiltrarsi persino in uno spazio sacro.

Prima di partire: qualche consiglio pratico

Il centro storico di Palermo non è grande, e molte di queste chiese sono raggiungibili a piedi in meno di venti minuti l’una dall’altra. Il modo migliore per visitarle è costruire un percorso che passi per i quattro mandamenti storici — Albergheria, Capo, Vucciria e Kalsa — mescolando le chiese con i mercati, le piazze e i vicoli nel mezzo.

Attenzione agli orari: molte chiese sono aperte solo la mattina o hanno chiusure pomeridiane. Alcune richiedono un biglietto, altre sono a offerta libera. Santa Caterina in particolare ha orari che cambiano stagionalmente, conviene verificare prima di andare.

E infine: non abbiate fretta. Il barocco palermitano non si consuma in fretta, e sarebbe un peccato limitarsi a fare qualche fotografia e poi andarsene. È fatto per essere vissuto, contemplato anche solo sedendosi su una panca di legno e alzando gli occhi verso quella cupola affrescata che sembra che vi aspetti da secoli.

In conclusione

E se pensate che le meraviglie barocche di Palermo si fermino qui… vi sbagliate di grosso! Le chiese che abbiamo raccontato sono solo una piccola parte di un patrimonio vastissimo, disseminato tra vicoli, piazze e mercati. All’interno di chiese dall’apparenza abbandonata si può nascondere un altare scolpito, una cupola affrescata, un’opera di Serpotta o un dettaglio che vi sorprenderà.

Se siete curiosi di scoprirne altre, scrivetelo nei commenti: sarà un piacere continuare questo viaggio insieme, tra arte, spiritualità e bellezza senza tempo.

Ti è piaciuto? Condividilo con gli amici!

Rimani aggiornato su Telegram

Saverio Schirò
Saverio Schiròhttps://gruppo3millennio.altervista.org/
Appassionato di Scienza, di Arte, di Teologia e di tutto ciò che è espressione della genialità umana.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbe interessare anche...

Il Trionfo della morte di Palermo: un capolavoro avvolto nel mistero

È sorprendente il mistero che da più di cinque secoli avvolge il Trionfo della morte di Palermo: un enorme affresco, staccato dalla sua sede originale,...

Itinerario tra le Torri Saracene della Sicilia: un viaggio nella storia

Sentinelle silenziose di un passato tumultuoso, le torri Saracene sono ancora là, lungo la costa della Sicilia, testimoni di un’epoca in cui la nostra...

Una cura contro la “munnizza” nella Palermo del ‘700

Passeggiando per le vie del centro di Palermo, e più precisamente all’Albergheria, facendo lo slalom tra una munnizza ed un’incuria di cui ci lamentiamo...

Benvenuti primi dentini! Dubbi, false credenze e buone abitudini

La comparsa dei primi dentini è un momento importante nella crescita di ogni bambino, ma può essere fonte di dubbi e preoccupazioni per i...

Ducrot: una grande storia imprenditoriale siciliana

I primi del ‘900 furono una specie di età dell’oro per Palermo. Grandi famiglie di imprenditori, artisti, architetti ed artigiani, fecero della nostra città...

Romagnolo: dall’estate dei palermitani al litorale abbandonato

Quando parlo di Romagnolo con le persone che hanno conosciuto il periodo d’oro di questa borgata palermitana, affiorano sospiri nostalgici e qualche "sorrisino malizioso"...