L’arsenale della Regia Marina e il Museo del Mare

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Il 24 gennaio 1621, dopo quasi trent’anni dalla costruzione del Nuovo Molo di Palermo, la viceregina Duchessa de Castro posò solennemente la prima pietra per la costruzione del terzanà (dall’arabo dar-al-sanac), ovvero il nuovo arsenale della Regia Marina spagnola.

Dalla Fonderia alla Cala al nuovo Arsenale della Regia Marina

In una città portuale come Palermo, non poteva mancare un arsenale per il ricovero e la manutenzione delle navi ed effettivamente ne esisteva uno. Si trovava in prossimità della Cala, una Fonderia che fungeva anche da darsena per le imbarcazioni. 

Quando il porto della città venne esteso ed ampliato con la costruzione del Molo Nuovo,  il Vicerè di Sicilia, Conte Francesco Di Castro, accolse la proposta del Generale della Squadra delle Galere di Sicilia, Don Diego Pimentel, affinché si costruisse un nuovo arsenale lungo lo stradone del Molo, luogo conveniente e spazioso, in grado di provvedere alla costruzione anche di navi di grosso taglio. Il vecchio edificio rimase solo come fonderia per fabbricare le artiglierie militari e conosciuto da quel momento come Real Fonderia alla Cala.

Il progetto fu affidato all’architetto palermitano Mariano Smiriglio e la costruzione si protrasse per circa nove anni. Fu completata nel 1630, mentre regnava Filippo IV di Spagna, come attesta la frase in latino sulla tabella marmorea sopra la travatura al centro della facciata:

Con i felici auspici di Filippo IV di Spagna, III re delle Due Sicilie, l’incompiuto arsenale navale fu completato nell’anno della Redenzione 1630“.
Al di sopra, lo stemma degli Asburgo di Spagna per il Regno di Sicilia, a sinistra il blasone di famiglia del Viceré e a destra l’emblema della città, con la figura del Genio di Palermo.

L’edificio, di pianta pressappoco quadrata, era composta da una facciata a due piani sul prospetto principale mentre sugli altri tre lati aveva il solo pianterreno. Oggi rimane il grosso blocco a due piani come un lungo parallelepipedo.

La facciata principale presenta una fila di sei archi a volta, oggi tompagnati, che, per la parte centrale, corrispondevano internamente ai quattro ampi vani con volte a botte disposti trasversalmente rispetto al mare: sono i grandi fornici dove venivano “impostate” le navi, dal cosiddetto “primo chiodo”, sino al varo che avveniva in genere con solenni cerimonie attraverso quattro scivoli, oggi non più esistenti. 

Il piano superiore, chiuso da due cornici marcapiano fortemente aggettanti,  presenta una serie di sei finestre a edicola classica, in asse con ciascun arco sottostante. All’interno, grandi stanze per ospitare i Generali delle Galere, ammiragli in transito e personale di riguardo. Si accedeva al piano superiore da una scala interna posta nella prima stanza da sinistra.

Dall’Arsenale delle Regia Marina all’Arsenale Borbonico della Marina

Per circa due secoli, nel nuovo arsenale della Real Marina furono costruite navi da guerra, ma anche navi mercantili e barconi per la pesca: sciabecchi, galere, galeotte, lance, e poi polacche, feluche, lance a remi e barche per la pesca. Ma nell’insieme, il numero di navi costruite non fu all’altezza delle aspettative, a quanto pare per per la mancanza ed il costo del legname adatto alle grandi stazze, che doveva essere importato dall’Europa.

Con l’arrivo dei Borbone, nel 1734, la funzione dell’edificio rimase immutata fino al 1797, quando un negoziante, un certo Sommariva, fece costruire il mercantile “Archimede” ed una lancia a 12 remi che donò al Collegio Nautico per l’istruzione dei nuovi allievi: fu l’ultima nave che venne costruita e varata nel Nuovo Arsenale delle Regia Marina.

Arsenale della Regia marina nel 1908
L’Arsenale nel 1908

Da quel momento, la fabbrica precipitò e venne abbandonata rimanendo per alcuni anni adibita al Real Corpo di Artiglieria, ma negli anni successivi l’edificio cambiò più volte destinazione d’uso. 
Una parte fu adibita a “serraglio ordinario dei condannati dalla giustizia alla pena del remo e della catena” in pratica a prigioni, almeno fino al 1848, quando ospitava ancora un centinaio di galeotti. Dopo il 1860, divenne sede di un ufficio postale per la corrispondenza via mare, caserma della Guardia di Finanza e infine deposito di materiali del Cantiere Navale di Palermo, fondato nel 1897 per volontà di Ignazio Florio.

I bombardamenti aerei del 1943 colpirono gravemente la zona del Porto di Palermo. Tra gli altri monumenti, lungo la via del Molo, si persero la chiesa di Santa Maria della Vittoria, il Collegio Nautico (ex convento dei Mercedari Scalzi) e la parte posteriore dell’ Arsenale.
La facciata con tutto il blocco anteriore rimasero pressoché integri, tranne che per alcuni fregi crollati.

Dopo anni di abbandono, nel 1998, un gruppo di cittadini ha costituito un comitato “Pro Arsenale” che lo ha parzialmente recuperato, realizzando una esposizione di documenti, fotografie e altro materiale raccolto in tanti anni di passione per il mare. 

Dal gennaio 2013, l’Arsenale è diventato il primo Museo del Mare della Regione Siciliana, curato dalla Soprintendenza del Mare che ha promosso numerose attività di promozione e valorizzazione del “Mondo Mare”. 

Il Museo del Mare – Arsenale Borbonico della Marina

Il Museo del Mare, situato all’interno dell’Arsenale, fu inaugurato nella sua prima forma già nel 1999 grazie alla dedizione del “Comitato pro Arsenale Borbonico”.  All’interno del museo si possono ammirare alcuni percorsi espositivi con una serie di fotografie d’epoca, materiale marinaro e reperti archeologici recuperati nei nostri mari di Sicilia. Notevoli alcuni rostri in bronzo di navi romane, risalenti alla famosa battaglia navale delle Egadi nel III secolo avanti Cristo tra romani e cartaginesi, che pose fine alla prima guerra punica. Vi sono poi anfore puniche in creta di navi mercantili naufragate e altri reperti antichissimi.
Più recenti, i due cannoni di epoca borbonica e alcuni
portolani, cioè  libri che contenevano le indicazioni tecniche per approdare in sicurezza in vari porti. Belle da vedere le riproduzioni in scala di sciabecchi, imbarcazioni di origine araba, galere, navi cannoniere e semplici barche per la pesca. 

Samuele Schirò

L’Arsenale della regia Marina con il Museo del Mare si trovano a Palermo in via dell’Arsenale 142 ed è visitabile

  • Lunedì, martedì e giovedì dalle ore 7.30 alle ore 17.30
  • Mercoledì dalle ore 7.30 alle ore 19.30.
  • Venerdì dalle ore 7.30 alle ore 15.30.

info: sopmare@regione.sicilia.it – tel. 0916170933 – Cellulare: 3356102379
Email: segretario@arsenaledipalermo.it urp.sopmare@regione.sicilia.it

Fonti:

  • Rosario La Duca, L’Arsenale della Real Marina, in La città perduta, quarta serie, Edizioni ristampe siciliane, Palermo 1978
  • Arsenale della Marina Regia, in Regione Siciliana Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Soprintendenza del Mare Arsenale della Marina Regia
  • http://www.museodelmarepalermo.it/

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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